Papa Francesco

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Costruite la vostra vita sulla roccia di Cristo, l'unico ce può darci sicurezza. E' l'invito che questa mattina Papa Francesco ha rivolto durante la messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Nella Chiesa, ha detto il Pontefice, anche oggi c'è la tentazione di costruire sulle parole piuttosto che sulla solidità del Figlio di Dio, tanto che si possono identificare due precise categorie di "cristiani senza Cristo". Anzitutto il "cristiano light", che ama le parole e le cose belle ma vive una fede superficiale, quasi liquida; e poi il cristiano che prende la vita tanto sul serio da "confondere la solidità con la rigidità".

Ci sono persone che “si mascherano da cristiani” e peccano o di eccessiva superficialità o di troppa rigidità, dimenticando che un vero cristiano è un uomo della gioia che poggia la fede sulla roccia di Cristo. È stato questo il pensiero di fondo di Papa Francesco alla Messa di stamattina in Casa S. Marta, come riferisce Radio Vaticana.

"Nessuno è inutile nella Chiesa", "tutti siamo uguali agli occhi di Dio". In una soleggiata e affollata piazza San Pietro, Papa Francesco ha salutato i fedeli giunti per l'udienza generale, l'ultima prima della pausa estiva. Alle oltre 50 mila persone presenti, il Pontefice ha chiarito che "Cristo è il Tempio vivente del Padre, e Cristo stesso edifica la sua 'casa spirituale', la Chiesa, fatta non di pietre materiali, ma di 'pietre viventi'". Ciascuno di noi, quindi, occupa un posto speciale in questo edificio, la cui varietà è disegnata dalla Spirito Santo. Di qui l'invito a essere pietre vive nella Chiesa e nel mondo e non "pietre stanche, annoiate o indifferenti".

Il tema della paternità è stato il filo conduttore dell'omelia pronunciata stamani da Papa Francesco, nel corso della messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Ogni uomo, ha chiarito, dovrebbe sentire nel proprio cuore questo richiamo, anche i sacerdoti, che devono chiedere la grazia "della paternità pastorale, della paternità spirituale". Partendo dal brano della Genesi di oggi, nel quale Dio promette al vecchio Abramo la gioia di un figlio e una discendenza fitta come le stelle del cielo, il Pontefice ha chiesto ai sacerdoti di "difendere" con il cuore di un padre le persone loro affidate.

Per i giovani italiani sono tempi difficili. A renderli tali sono almeno tre ordini di fattori, in vario modo radicati sul terreno socio-economico, ma di natura prevalentemente culturale. Il primo è il venir meno di una prospettiva di speranza, di proiezione verso il futuro, che aveva sempre caratterizzato, in passato, la stagione della giovinezza.

"Noi cristiani siamo stati chiamati al singolare: nessuno di noi è cristiano per puro caso! Nessuno". Da questa riflessione si è dipanata l'omelia di Papa Francesco alla messa celebrata stamani nella cappella della Casa Santa Marta. Il Pontefice ha ripercorso il rapporto tra Dio e Abram, precisando che il Signore non ci lascia mai soli e ci chiede di andare avanti, anche in mezzo ai problemi, e di essere in pace con i nostri fratelli., martedì 25 giugno,