Papa Francesco

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La misericordia che il Vangelo ci insegna con la Parabola del Figliol Prodigo non è buonismo, è invece la vera forza che salva l'uomo e il mondo da quel cancro che è il peccato, il male morale e spirituale. Lo ha sottolineato con forza Papa Francesco parlando ai fedeli prima della recita dell'Angelus. Se nel nostro animo non c'è la misericordia e non si esprime la gioia del perdono, allora non siamo in comunione con Dio. Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato la beatificazione ieri in Argentina del sacerdote José Gabriel Brochero ed ha rivolto anche un saluto in spagnolo alla chiesa del suo paese. Ha ricordato inoltre che oggi a Torino si conclude la Settimana sociale dei cattolici italiani dedicata alla famiglia.

Le tre “parabole della misericordia”, quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta e quella del padre e dei due figli, il figlio “prodigo” e il figlio che si crede giusto, “parlano della gioia di Dio”, cioè di “perdonare!”. Lo ha detto stamattina Papa Francesco, prima della recita dell’Angelus da piazza San Pietro gremita di pellegrini malgrado la pioggia battente.

Padre José Gabriel Brochero, conosciuto come il Cura Brochero, è stato un pioniere nell’uscire verso “le periferie geografiche ed esistenziali per portare a tutti l’amore, la misericordia di Dio”. Lo scrive Papa Francesco nella lettera per la beatificazione, avvenuta ieri in Argentina, del sacerdote chiamato anche “prete gaucho” e vissuto tra la metà dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Il Medio Oriente ha bisogno di pace, la terra di Gesù ha bisogno di pace. Lo ha ribadito Papa Francesco venerdì pomeriggio incontrando 3500 esponenti dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro. Il Papa ha poi ricordato il triplice impegno che dovrebbe animare ogni cristiano: camminare, costruire e confessare. Nel cammino della vita -- ha detto il Santo Padre - ognuno può essere "errante" o "pellegrino". Molte persone sono erranti, "perché prive di un ideale di vita". Il pellegrinaggio, invece, non è un errare senza meta ma un'esperienza per costruire con carità, compassione e amore. Ed il camminare per costruire nasce "dal confessare in modo sempre più profondo la fede".

Michele Gesualdi, Presidente della Fondazione don Lorenzo Milani, ha scritto a Papa Francesco per chiedergli, in occasione del novantesimo anniversario della nascita di don Lorenzo Milani, di esplicitare la decadenza formale del provvedimento del S. Uffizio contro il libro “Esperienze pastorali” che nel dicembre 1958 ne ordinò il ritiro dal commercio perché inopportuna la lettura