Papa Francesco

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Il bilancio delle vittime del tifone Haiyan nelle Filippine potrebbe superare la cifra di 10 mila morti. Lo hanno riferito le autorità locali. La stima arriva man mano che i soccorritori arrivano nei luoghi colpiti dal disastro, dove i sopravvissuti, riferiscono i media locali, «si muovono come zombie». Il Papa all'Angelus ha invitato a pregare per le vittime. La Cei ha stanziato 3 milioni di euro per gli aiuti e la Caritas italiana ha lanciato una sottoscrizione.

"Non è questa vita a fare da riferimento all'eternità, ma è l'eternità a illuminare e dare speranza alla vita terrena di ciascuno di noi!" Lo ha detto Papa Francesco questa mattina, prima della preghiera dell'Angelus, recitata insieme a 100 mila fedeli che affollavano Piazza San Pietro. Commentando il Vangelo di questa domenica, e la domanda dei sadducei a Gesù, il Papa ha ricordato che la vita eterna è un'altra vita, rispetto a quella terrena, "in un'altra dimensione dove, tra l'altro, non ci sarà più il matrimonio, che è legato alla nostra esistenza in questo mondo.

Oggi all'Angelus il Papa ha detto: «Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine e di quella regione, che sono state colpite da un tremendo tifone. Purtroppo le vittime sono molte e i danni enormi. Preghiamo un attimo in silenzio e poi la Madonna, per questi nostri fratelli e sorelle, e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto». Ha anche ricordato le vittime della Shoah

«La vostra opera non è assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della carità, è ministero della consolazione. E questo è grande: la vostra opera è evangelica proprio, è il ministero della consolazione». Così stamani Papa Francesco si è rivolto, in aula Paolo VI, ai partecipanti al pellegrinaggio dell’Unitalsi, organizzato in occasione del 110° anniversario dell’associazione.

L'opera dell'Unitalsi, l'associazione italiana che da 110 anni organizza i pellegrinaggi dei malati a Lourdes e nei santuari di tutto il mondo, non è "assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della carità, è ministero della consolazione". Lo ha detto questa mattina Papa Francesco, incontrando in Vaticano, in Aula Paolo VI, migliaia tra malati e disabili, volontari, responsabili e assistenti ecclesiastici dell'associazione, protagonisti del pellegrinaggio a Roma per l'anniversario di fondazione. Ai volontari il Papa ha chiesto di continuare a non voltare la faccia dall'altra parte, di fronte alla sofferenza.

Monito del Papa, oggi, contro i corrotti e la «dea tangente». Commentando, nella messa alla Domus Santa Marta, la parabola dell'amministratore disonesto, Papa Francesco ha paragonato la corruzione a una dipendenza da stupefacente: «Si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga. Dunque l‘abitudine alle tangenti diventa una dipendenza».

"Il Signore torna a parlarci della mondanità, di come agisce e di quanto pericolosa sia. La mondanità è il nemico, uno stile di vita che piace tanto al demonio". Nell'omelia della messa celebrata questa mattina (venerdì 8 novembre) nella cappella della Casa santa Marta, Papa Francesco ha commentato la parabola dell'amministratore disonesto, ricordando l'importanza dell'onestà nella vita.

Perseverate "nella ricerca di un esercizio limpido e retto della giustizia nella Chiesa, in risposta ai legittimi desideri che i fedeli rivolgono ai Pastori, specialmente quando fiduciosi richiedono di chiarire autorevolmente il proprio status". Lo ha detto il Papa questa mattina, ricevendo in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Parlando del ruolo del difensore del vincolo matrimoniale, nei processi di nullità del matrimonio, Papa Francesco ha detto che questo non può limitarsi ad una frettolosa lettura degli atti, né a risposte burocratiche e generiche.

Il Papa ha stabilito i temi delle tre prossime edizioni della Giornata Mondiale della Gioventù, scandendo le tappe dell'itinerario di preparazione spirituale che nell'arco di tre anni condurrà alla celebrazione internazionale con il Successore di Pietro prevista a Cracovia (Polonia) nel luglio 2016.

Il Dio dei cristiani è «un Dio che cammina per cercarci e ha una certa debolezza d'amore per quelli che si sono più allontanati, che si sono perduti». Lo ha detto il Papa, che nella messa celebrata oggi a Santa Marta ha messo l'accento sulla «gioia di Dio», che è «un Dio cui non piace perdere, non è un buon perdente e per questo, per non perdere, esce da sé e va, cerca.