Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

Questa mattina l’incontro nella basilica di San Giovanni in Laterano. Un momento «di famiglia», come lo ha definito il cardinale Vallini, durante il quale Papa Francesco ha invitato i preti ad intraprendere «strade coraggiosamente creative» e fare in modo che «i fedeli si sentano a casa». Nella certezza che «la Chiesa non crolla» perché, ha aggiunto, «la santità è più grande degli scandali».

Papa Francesco stamattina ha incontrato il clero romano. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano erano presenti circa 1200 sacerdoti. Il cardinale vicario Agostino Vallini ha introdotto l'incontro, salutando e ringraziando il Papa e sottolineando quanto i sacerdoti della diocesi di Roma siano fedelli alla loro vocazione. Papa Francesco ha preso la parola prendendo spunto da una lettera ricevuta ed ha svolto una prima riflessione sulla fatica e l'impegno morale, spirituale e materiale del lavoro sacerdotale. L'incontro è proseguito poi con una serie di osservazioni e domande da parte dei sacerdoti presenti, alle quali il Papa ha risposto.

L'omelia del Papa nella messa di stamattina (lunedì 16 settembre 2013) è stata dedicata al tema dell'autorità. «Non si può governare senza amore al popolo e senza umiltà! - ha detto il papa - E ogni uomo, ogni donna che deve prendere possesso di un servizio di governo, deve farsi queste due domande: "Io amo il mio popolo per servirlo meglio? Sono umile e sento tutti gli altri, le diverse opinioni per scegliere la migliore strada?". Se non si fa queste domande il suo governo non sarà buono. Il governante uomo o donna - che ama il suo popolo è un uomo o una donna umile».

Chi governa «deve amare il suo popolo», perché «un governante che non ama, non può governare: al massimo potrà disciplinare, mettere un po' di ordine, ma non governare». Lo ha detto il Papa, che nell'omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta si è soffermato sulle «due virtù di un governante: l'amore per il popolo e l'umiltà».

La misericordia che il Vangelo ci insegna con la Parabola del Figliol Prodigo non è buonismo, è invece la vera forza che salva l'uomo e il mondo da quel cancro che è il peccato, il male morale e spirituale. Lo ha sottolineato con forza Papa Francesco parlando ai fedeli prima della recita dell'Angelus. Se nel nostro animo non c'è la misericordia e non si esprime la gioia del perdono, allora non siamo in comunione con Dio. Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato la beatificazione ieri in Argentina del sacerdote José Gabriel Brochero ed ha rivolto anche un saluto in spagnolo alla chiesa del suo paese. Ha ricordato inoltre che oggi a Torino si conclude la Settimana sociale dei cattolici italiani dedicata alla famiglia.

Le tre “parabole della misericordia”, quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta e quella del padre e dei due figli, il figlio “prodigo” e il figlio che si crede giusto, “parlano della gioia di Dio”, cioè di “perdonare!”. Lo ha detto stamattina Papa Francesco, prima della recita dell’Angelus da piazza San Pietro gremita di pellegrini malgrado la pioggia battente.

Padre José Gabriel Brochero, conosciuto come il Cura Brochero, è stato un pioniere nell’uscire verso “le periferie geografiche ed esistenziali per portare a tutti l’amore, la misericordia di Dio”. Lo scrive Papa Francesco nella lettera per la beatificazione, avvenuta ieri in Argentina, del sacerdote chiamato anche “prete gaucho” e vissuto tra la metà dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Il Medio Oriente ha bisogno di pace, la terra di Gesù ha bisogno di pace. Lo ha ribadito Papa Francesco venerdì pomeriggio incontrando 3500 esponenti dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro. Il Papa ha poi ricordato il triplice impegno che dovrebbe animare ogni cristiano: camminare, costruire e confessare. Nel cammino della vita -- ha detto il Santo Padre - ognuno può essere "errante" o "pellegrino". Molte persone sono erranti, "perché prive di un ideale di vita". Il pellegrinaggio, invece, non è un errare senza meta ma un'esperienza per costruire con carità, compassione e amore. Ed il camminare per costruire nasce "dal confessare in modo sempre più profondo la fede".