Papa Francesco

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I Santi con la loro testimonianza ci incoraggiano a non avere paura di andare controcorrente o di essere incompresi e derisi quando parliamo del Vangelo; ci dimostrano che chi rimane fedele a Dio e alla sua Parola sperimenta già su questa terra il conforto del suo amore. Lo ha notato Papa Francesco parlando ai fedeli prima della preghiera dell'Angelus. Riflettendo sul significato della festività odierna, Papa Francesco ha rilevato che essere santi non è privilegio di pochi ma vocazione di tutti e che il traguardo della vita non è la morte bensì il Paradiso. Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato l'appuntamento del pomeriggio al cimitero monumentale di Roma, il Verano.

In occasione della riunione del Consiglio di cardinali dei primi di ottobre scorso (1-3 ottobre) e nella successiva riunione del Consiglio del Sinodo (7-8 ottobre), il Papa ha informato i partecipanti della sua intenzione di convocare un Concistoro per la creazione di nuovi cardinali in occasione della Festa della Cattedra di San Pietro, 22 febbraio.

Una fede vissuta in modo serio suscita comportamenti di autentica carità. Lo ha sottolineato Papa Francesco ringraziando i soci del Circolo di San Pietro per il lavoro a sostegno delle attività caritative della Santa Sede. Il vero discepolo del Signore si impegna personalmente in un ministero della carità, che ha come dimensione le multiformi e inesauribili povertà dell'uomo. Ogni giorno -- ha proseguito il Papa -- ciascuno di noi è chiamato ad essere consolatore, a farsi strumento umile ma generoso della provvidenza di Dio e della sua misericordiosa bontà, del suo amore che capisce e compatisce, della sua consolazione che solleva e dà coraggio.

Durante la celebrazione del 31 ottobre, nella Cappella di San Sebastiano della Basilica di San Pietro, dove è sepolto il Beato Giovanni Paolo II, Papa Francesco nell'omelia ha parlato dell'amore di Cristo e della tristezza espressa da Gesù verso Gerusalemme, a partire dunque dalle letture odierne, tratte da San Paolo e dal Vangelo. Il cristiano sente che la sua vita è stata salvata per il sangue di Cristo. Non bisogna vivere questo amore a metà, come accade a Gerusalemme una città che non è fedele. Ed anche noi, ha notato il Papa, dobbiamo chiederci se somigliamo più al cristiano descritto da san Paolo, che è fedele, o a Gerusalemme tiepida verso Dio.

"Al termine dell'Udienza saluterò una delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, che costituiscono la ricchezza del Paese, accompagnata dal cardinale Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Vi invito a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza, perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell'unità e della stabilità".

"L'amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L'amore di Dio brucia anche i nostri peccati". Così oggi Papa Francesco all'udienza generale, dedicata al tema della "comunione dei santi". In una piazza san Pietro gremita di fedeli, il Pontefice ha sottolineato che "l'esperienza della comunione fraterna" ci conduce "alla comunione con Dio" e che "la nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili".

«In fedeltà al Vangelo e in risposta ai bisogni urgenti di oggi, siamo chiamati a raggiungere tutti coloro che si trovano nelle periferie esistenziali delle nostre società e a portare particolare solidarietà ai nostri fratelli e sorelle più vulnerabili: i poveri, i disabili, i nascituri e i malati, i migranti e i rifugiati, gli anziani e i giovani senza lavoro». È il cuore del messaggio che Papa Francesco ha scritto ai circa 3mila delegati ufficiali in rappresentanza delle 345 Chiese e Comunità ecclesiali membro del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) che inaugura oggi a Busan, in Repubblica di Corea, la sua decima assemblea generale, in programma fino all'8 novembre, sul tema: «Dio della Vita, portaci alla giustizia e alla pace».

«L'amore di Dio brucia i nostri egoismi», perché la Chiesa è una «comunione tra le persone sante». Lo ha detto il Papa, che ha dedicato la catechesi di oggi alla «comunione dei santi», definendola «una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo».