Papa Francesco

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"In questo momento in cui stiamo fortemente pregando per la pace c'è una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti! E' la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona: ecco il seguire Cristo, ecco il prendere la propria croce!" Lo ha detto il Papa questa mattina, prima della preghiera dell'Angelus, recitata in Piazza san Pietro insieme a quasi 100mila fedeli. Seguire Cristo, ha proseguito Papa Francesco, comporta "dire no all'odio fratricida e alle menzogne di cui si serve, alla violenza in tutte le sue forme, alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale".

In centomila, in una calda serata romana, in silenzio e in preghiera con il Papa davanti al Santissimo Sacramento, per invocare da Dio il dono della pace, per la Siria, per il Medio Oriente e per il mondo intero. E' stato il momento più intenso della lunga veglia di preghiera guidata da Papa Francesco sabato sera e che ha richiamato anche fedeli di altre confessioni cristiane, di altre religioni, e anche non credenti.

È cominciata con la lettura delle parole pronunciate da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica scorsa, la Veglia per la pace in occasione della Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero. Migliaia le persone accorse in piazza S. Pietro: non solo il “popolo cattolico”, ma anche cristiani di ogni confessione e denominazione, musulmani, ebrei, buddisti, credenti di altre religioni: anche realtà laiche e aconfessionali hanno aderito alla preghiera e al digiuno. Testo integrale omelia

Soltanto quello che porta a Gesù è valido, ha ribadito il Papa nella messa del mattino di oggi sabato 7 settembre 2013. "Ma se tu non riesci ad adorare Gesù, qualcosa ti manca. Una regola, un segno. La regola è: sono un buon cristiano, sono sulla strada del buon cristiano se faccio quello che viene da Gesù e faccio quello che mi porta a Gesù, perché Lui è il centro. Il segno è: sono capace di adorare; l'adorazione. Questa preghiera di adorazione davanti a Gesù. Il Signore ci faccia capire che soltanto Lui è il Signore, è l'unico Signore. E ci dia anche la grazia di amarLo tanto, di seguirLo, di andare sulla strada che Lui ci ha insegnato. Così sia".

Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, Juan Evo Morales Ayma. Nel corso dei colloqui ci si è soffermati sulla situazione socio-economica e religiosa del Paese, come pure su altri temi, quali la lotta alle disuguaglianze sociali e alla povertà. In seguito si è fatto riferimento al decisivo contributo della Chiesa cattolica in Bolivia nell'ambito dell'educazione, della sanità, del sostegno alle famiglie e dell'assistenza ai bambini e agli anziani.

Il cristiano è «fondamentalmente gioioso», e tutti noi dobbiamo sempre comportarci «come se andassimo a nozze». Ad affermarlo è stato il Papa che, nella messa di oggi a Santa Marta, ha spiegato come questo sia il motivo per cui il matrimonio è un «sentimento grande», perché «è proprio l'immagine dell'unione di Cristo con la Chiesa».

La missione è l'elemento centrale della Chiesa. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell'omelia della messa del mattino di giovedì 5 settembre. «Sempre il Signore quando viene nella nostra vita, quando passa nel nostro cuore, ti dice una parola, ci dice una parola e anche questa promessa: "Vai avanti -- la parola -- coraggio, non temere, perché tu farai questo!" E' un invito alla missione, un invito all'inseguimento di Lui».