Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

«Per le nostre radici comuni, un cristiano non può essere antisemita!». Ad esclamarlo è stato il Papa, durante l'udienza, in Vaticano, ai membri del Comitato ebraico internazionale per le Consultazioni interreligiose, che è stata la «prima occasione» di confronto con «un gruppo ufficiale di rappresentanti di organizzazioni e comunità ebraiche».

La gloria e la grandezza seguite dal carcere e da una morte violenta. Tutta la vita di San Giovanni Battista è stata orientata verso un unico obiettivo: "indicare un altro", nelle tenebre del proprio tempo annunciare "l'uomo della luce". Papa Francesco ha dedicato l'omelia della messa celebrata stamani nella cappella di Santa Marta a questo grande profeta, di cui oggi la Chiesa fa memoria della natività. Un uomo, dunque, che fu "voce, ma non Parola", la cui vocazione è stata quella di "annientarsi". La figura del Battista ha offerto così al Pontefice l'occasione di tracciare un parallelismo con la missione della Chiesa,

Subito dopo la preghiera dell’Angelus – come informa Radio Vaticana - Papa Francesco ha raggiunto stamani la Stazione ferroviaria vaticana per incontrare più di trecento bambini, provenienti da case famiglia, istituti, associazioni, arrivati poco prima con uno speciale treno, Frecciargento.

«Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà». In queste «incisive» parole di Gesù «c’è una sintesi del messaggio di Cristo, ed è espressa con un paradosso molto efficace, che ci fa conoscere il suo modo di parlare, quasi ci fa sentire la sua voce…». Lo ha detto stamattina Papa Francesco, prima di guidare la recita dell’Angelus con i fedeli a piazza San Pietro.

Andate controcorrente con coraggio, servite la verità di Cristo e non accettate i "valori avariati" della società, che "rovinano la vita e tolgono la speranza". E' il pressante appello che Papa Francesco ha rivolto oggi ai fedeli radunati in piazza San Pietro per la recita dell'angelus, soprattutto ai giovani. Commentando il Vangelo il Pontefice ha chiarito che "perdere la propria vita per causa di Gesù" può "significare confessare esplicitamente la fede, ma può significare anche, in modo implicito, difendere la verità". Come dimenticare, tra passato e presente, gli esempi dei martiri, "uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo"

"Gesù ci ha servito tutti e non ha chiesto nulla in cambio". Fate anche voi le cose con gratuità, la vostra ricompensa sarà "la gioia di servire il Signore, e di farlo insieme". E' un saluto pieno di riconoscenza quello che stamani Papa Francesco ha rivolto ai membri dell'Associazione Santi Pietro e Paolo, formata da cattolici residenti a Roma che, al di là di impegni familiari e professionali, dedicano il proprio tempo a diverse iniziative di volontariato organizzato. "La carità, l'attenzione concreta verso gli altri -- ha insistito il Pontefice -- verso i più poveri, deboli e bisognosi è un segno distintivo del cristiano".

Anche nei momenti più difficili, nelle fragilità dell'esistenza Dio ci guida e ci sostiene, se rimaniamo saldi alla roccia di Gesù Cristo. E' stato un invito alla fiducia quello che questa mattina Papa Francesco ha rivolto a quanti hanno partecipato alla messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Dio ci ama, ha chiarito il Pontefice, e questo deve sostenerci per il futuro, per i disegni che il Signore ha per ciascuno, nonostante i limiti e peccati che ci imprigionano nella vergogna.

«Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo soffocano la Parola di Dio e non la lasciano crescere. E la Parola muore, perché non è custodita: è soffocata. In quel caso si serve la ricchezza o si serve la preoccupazione, ma non si serve la Parola di Dio». Lo ha detto papa Francesco nell'omelia della messa a Santa Marta, concelebrata tra gli altri dal vescovo di Santa Clara a Cuba, mons. Arturo Gonzalez.

«L’amore a Cristo, l’amore alla Chiesa e l’amore all’uomo». Sono i «tre aspetti fondamentali» che Paolo VI «ci ha testimoniato e insegnato». Lo ha ricordato, stamattina, Papa Francesco, ricevendo nella basilica vaticana il pellegrinaggio della diocesi di Brescia per l’Anno della Fede nel 50° anniversario dell’elezione al pontificato di Papa Montini.