Papa Francesco

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Il primo discorso del Papa ai vescovi italiani inizia con una particolare sottolineatura: «Il dialogo con le istituzioni sociali, culturali e politiche è compito vostro, e non è facile». Poi il grazie «per il vostro amore alla Chiesa». La «mancata vigilanza» che rende tiepidi. L'invito ad essere pastori «innanzi, in mezzo e dietro al gregge». Le «prove» e l'affidamento a Maria. TESTO INTEGRALE

Essere sale per il mondo vuol dire che l'originalità cristiana arricchisce tutte le situazioni in cui ognuno di noi è inserito. E l'annuncio evangelico ci fa uscire da noi stessi. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell'omelia della messa del mattino di oggi giovedì 23 maggio 2013.

Papa Francesco ha ricevuto il Presidente della Repubblica di El Salvador, Carlos Mauricio Funes Cartagena. Durante i cordiali colloqui, è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede e lo Stato salvadoregno. In particolare, ci si è soffermati sulla figura del Servo di Dio Mons. Óscar Arnulfo Romero, già Arcivescovo di San Salvador, e sull'importanza della sua testimonianza per l'intera Nazione.
Si è apprezzato il contributo che la Chiesa offre per la riconciliazione e per il consolidamento della pace, come pure nei settori della carità, dell'educazione, dello sradicamento della povertà e della criminalità organizzata.

«Il dialogo con le istituzioni sociali, culturali e politiche è compito vostro e non è facile». È quanto ha affermato Papa Francesco rispondendo, a braccio, al saluto rivoltogli questa sera dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei nella Basilica di San Pietro. «La mancata vigilanza rende tiepido il Pastore» ha aggiunto «lo impigrisce, trasformandolo in un funzionario, un chierico di stato preoccupato più di sé, dell’organizzazione e delle strutture, che del vero bene del Popolo di Dio». TESTO INTEGRALE

«La gioia del primo incontro» col nuovo pontefice da parte di tutti i Vescovi italiani e «il desiderio di riconoscerci nella fede nel Signore Gesù e partecipi del mistero luminoso della Chiesa»: sono i due sentimenti espressi dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, nel saluto rivolto questa sera a Papa Francesco durante la celebrazione della «professio fidei» nella basilica di S. Pietro.

Papa Francesco andrà ad Assisi il 4 ottobre. Ad annunciarlo è il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, in un comunicato in cui riferisce di aver ricevuto una lettera a firma del sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu.

L’originalità cristiana «non è uniformità», e se i cristiani non sanno offrire il «sale» al mondo, diventano «cristiani da museo». Lo ha detto il Papa, nella messa di stamattina a Casa Santa Marta, concelebrata con i cardinali Angelo Sodano e Leonardo Sandri e con l’arcivescovo di La Paz, Edmundo Abastoflor Montero, alla quale hanno preso parte un gruppo di sacerdoti e collaboratori laici della Congregazione per le Chiese Orientali.

Al termine dell'udienza generale di mercoledì 22 maggio, papa Francesco ha lanciato un appello: «Venerdì, 24 maggio, è il giorno dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, venerata con grande devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai. Invito tutti i cattolici nel mondo a unirsi in preghiera con i fratelli e le sorelle che sono in Cina, per implorare da Dio la grazia di annunciare con umiltà e con gioia Cristo morto e risorto, di essere fedeli alla sua Chiesa e al Successore di Pietro e di vivere la quotidianità nel servizio al loro Paese e ai loro concittadini in modo coerente con la fede che professano....»