Papa Francesco

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"La sua testimonianza alimenta in noi la fiamma dell'amore per Cristo, dell'amore per la Chiesa, dello slancio di annunciare il Vangelo all'uomo di oggi". Così oggi Papa Francesco ha salutato i partecipanti al pellegrinaggio nell'Anno della Fede della diocesi di Brescia, a 50 anni dall'elezione di Paolo VI. Nel suo discorso, il Pontefice ha ricordato, in particolare, tre aspetti peculiari di Papa Montini: : "l'amore a Cristo, l'amore alla Chiesa e l'amore all'uomo". "Paolo VI -- ha detto -- ha saputo testimoniare, in anni difficili, la fede in Gesù Cristo". E, anche ai nostri giorni, ci ricorda che "Gesù è più che mai necessario all'uomo, perché nei 'deserti' della città secolare Lui ci parla di Dio".

La vita degli uomini è fissata su tre pilastri: passato, presente e futuro. Non di rado le persone però restano intrappolate nel passato e soffocate dalle preoccupazioni del presente, dal desiderio di accumulare ricchezze, dimenticandosi di essere figli di Dio. E' la riflessione che ha offerto questa mattina (sabato 22 giugno) Papa Francesco, celebrando la santa messa nella cappella della Casa Santa Marta.

«Vorrei ringraziare ciascuno di voi per il vostro servizio che mi aiuta nella sollecitudine per tutte le Chiese, in quel ministero di unità che è centrale per il Successore di Pietro. Voi mi rappresentate nelle Chiese sparse in tutto il mondo e presso i Governi, ma vedervi oggi così numerosi mi dà anche il senso della cattolicità della Chiesa, del suo respiro universale». Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza i rappresentanti pontifici.

Un appello «ai responsabili dei popoli e degli organismi internazionali, ai credenti di ogni religione e agli uomini e donne di buona volontà» perché «si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale» è stato lanciato oggi da Papa Francesco nel corso dell'udienza ai superiori e collaboratori della Congregazione per le Chiese Orientali e ai membri delle Agenzie che compongono la Roaco (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali) che oggi ha chiuso la sua 86ª assemblea.

Pace per il Medio Oriente. È l'invocazione di Papa Francesco, che ha parlato tra l'altro della situazione della Siria e dei profughi, nel discorso ai partecipanti all'Assemblea dell'Opera di Aiuto alle Chiese orientali (Roaco), che si conclude in Vaticano. A noi credenti è chiesta la preghiera costante e fiduciosa perché il Signore conceda la sospirata pace, unita alla condivisione e alla solidarietà concreta. Si deve porre fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale. Lo scontro che semina morte, ha chiesto il Papa, lasci spazio all'incontro e alla riconciliazione che porta vita.

Si può e si deve fare qualcosa di più per dare vigore all'azione internazionale a favore dei poveri e la crisi attuale non può essere un alibi per non agire presto e bene. Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti alla 38esima conferenza della Fao. La persona e la dignità umana, ha insistito il Papa, sono i pilastri su cui costruire regole condivise e strutture che, superando il pragmatismo o il solo dato tecnico, siano in grado di eliminare le divisioni e colmare i divari esistenti.

«Credo che il senso del nostro incontro sia di condividere l'idea che si può e si deve fare qualcosa di più per dare vigore all'azione internazionale a favore dei poveri, animati non solo di buona volontà o, quel che è peggio, da promesse che sovente non sono state mantenute»: lo ha detto oggi Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti alla 38ª Conferenza dell'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao).