Papa Francesco

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Domani si celebrerà la Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest'anno siamo invitati a considerare specialmente la situazione delle famiglie rifugiate, costrette spesso a lasciare in fretta la loro casa e la loro patria e a perdere ogni bene e sicurezza per fuggire da violenze, persecuzioni, o gravi discriminazioni a motivo della religione professata, dell'appartenenza ad un gruppo etnico, delle loro idee politiche.
Oltre ai pericoli del viaggio, spesso queste famiglie si trovano a rischio di disgregazione e, nel Paese che li accoglie, devono confrontarsi con culture e società diverse dalla propria.

«Intellettuali senza talento, eticisti senza bontà, portatori di bellezze da museo». Questi sono gli ipocriti, che «portano il popolo di Dio su una strada senza uscita». Ne ha parlato il Papa, nell'omelia di stamattina a Santa Marta, spiegando che il cristianesimo non è una «casistica» di precetti.

La Chiesa è unita con Cristo che la guida e la sorregge ed anche la molteplicità dei carismi e dei doni sono in relazione con la profonda unità in Cristo. Lo ha rilevato Papa Francesco nella catechesi dell'udienza generale, partendo dal tsto degli Atti degli Apostoli che parla della conversione di Saulo. Papa Francesco ha insistito sull'idea che essere parte della Chiesa vuol dire essere uniti a Cristo e ricevere da Lui la vita divina che ci fa vivere come cristiani, vuol dire rimanere uniti al Papa e ai Vescovi che sono strumenti di unità e di comunione, e vuol dire anche imparare a superare personalismi e divisioni, a comprendersi maggiormente, ad armonizzare le varietà e le ricchezze di ciascuno.

«La Chiesa non è un'associazione assistenziale, culturale o politica, ma è un corpo vivente, che cammina e agisce nella storia. E questo corpo ha un capo, Gesù, che lo guida, lo nutre e lo sorregge». Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell'udienza generale di oggi si è soffermato sulla Chiesa come «corpo di Cristo», a partire dalla «Lumen Gentium» e dall'esperienza di San Paolo, «uno dei più grandi evangelizzatori» che prima della conversione sulla via di Damasco è stato «un persecutore dei cristiani».