Papa Francesco

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Avere il coraggio della fede senza essere cristiani inamidati, costruire una cultura dell’incontro, aiutare il prossimo soprattutto le famiglie, il cui destino è più importante dei bilanci delle banche. Questo in sintesi quanto espresso da Papa Francesco nel discorso rivolto sabato sera alle circa 200 mila persone che hanno gremito Piazza San Pietro per partecipare alla Veglia di Pentecoste dedicata ai Movimenti, le nuove Comunità, le Associazioni e le Aggregazioni laicali. Questo il testo integrale con le risposte a braccio del Papa a quattro domande.

Quella che stiamo vivendo non è solo una crisi economica, ma è "una crisi dell'uomo", dove l'etica non trova più posto nella vita pubblica e nella politica, tanto che ci si preoccupa maggiormente degli "investimenti nelle banche" che delle persone che muoiono di fame. Così Papa Francesco alla veglia di preghiera dedicata ai Movimenti, alle nuove Comunità, alle Associazioni e alle Aggregazioni laicali. L'evento, ideato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in occasione dell'Anno della Fede, ha offerto al Pontefice la possibilità di ribadire che "per annunciare il Vangelo sono necessarie due virtù: il coraggio e la pazienza".

“Sta per concludersi questa festa della fede, iniziata ieri con la veglia e culminata stamane nell’Eucaristia. Una rinnovata Pentecoste che ha trasformato piazza San Pietro in un cenacolo a cielo aperto”. Lo ha detto stamattina Papa Francesco introducendo, per l’ultima volta per quest’anno, la recita della preghiera mariana del Regina Cæli, recitato oggi al termine della celebrazione a piazza San Pietro, nella domenica di Pentecoste, in occasione della Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali.

Incontro, preghiera, condivisione e ascolto. Questo ha unito le oltre 200mila persone che si sono ritrovate ieri a Roma per celebrare la giornata dei movimenti ecclesiali, promossa nell’ambito dell’Anno della Fede. Associazioni, comunità e aggregazioni laicali, di ogni parte del mondo, hanno iniziato ad affluire in piazza San Pietro già dalle prime ore del giorno, in attesa di incontrare Papa Francesco nella veglia pomeridiana della Pentecoste.

Papa Francesco ha ricevuto il Cancelliere Federale di Germania, la Signora Angela Merkel. Durante i cordiali colloqui è stata ricordata la lunga storia dei rapporti che intercorrono tra la Santa Sede e la Germania, soffermandosi su temi di comune interesse, quali la situazione socio-politica, economica e religiosa in Europa e nel mondo. In particolare, si è parlato della tutela dei diritti umani, delle persecuzioni nei confronti dei Cristiani, della libertà religiosa e della collaborazione internazionale per la promozione della pace. Non è mancato, infine, uno scambio di vedute sull'Europa quale Comunità di valori e sulla sua responsabilità nel mondo, auspicando l'impegno di tutte le componenti civili.

Dobbiamo seguire Gesù, rinunciando alle abitudini sbagliate di intrometterci nella vita degli altri, fare paragoni, parlare male. Lo ha ribadito Papa Francesco nell'omelia della messa del mattino di sabato 18 maggio 2013.

Le Pontificie Opere Missionarie, a diretta disposizione del Vescovo di Roma, sono necessarie ancora oggi, perché ci sono tanti popoli che non hanno ancora conosciuto e incontrato Cristo, ed è urgente trovare nuove forme e nuove vie perché la grazia di Dio possa toccare il cuore di ogni uomo e di ogni donna e portarli a Lui. Lo ha ribadito Papa Francesco incontrando 150 direttori nazionali delle Pontifice Opere Missionarie, in questi giorni a Roma. Ai direttori nazionali Papa Francesco ha chiesto di educare sempre ogni cristiano, fin dall'infanzia, ad uno spirito veramente universale e missionario, e di sensibilizzare l'intera comunità a sostenere e ad aiutare le missioni.

«Vorrei dirvi che mi siete particolarmente cari perché mi aiutate a tenere sempre viva l'attività di evangelizzazione, paradigma di ogni opera della Chiesa». Così ha esordito oggi Papa Francesco, ricevendo in udienza i direttori nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, le quali «sono pienamente attuali, anzi necessarie ancora oggi, perché ci sono tanti popoli che non hanno ancora conosciuto e incontrato Cristo, ed è urgente trovare nuove forme e nuove vie perché la grazia di Dio possa toccare il cuore di ogni uomo e di ogni donna e portarli a Lui».

Dobbiamo incontrare il Signore, ma è ancora più importante essere disponibili all'incontro, perché Cristo interviene sulle debolezze di ognuno di noi. Lo ha sottolineato il Papa nell'omelia della messa del mattino, parlando dell'incontro di Pietro e dei discepoli con Gesù, dei loro dubbi e delle loro debolezze.