Papa Francesco

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Gesù ci vuole liberi, non vuole cristiani egoisti incapaci di dialogare con Dio o cristiani deboli, "cristiani telecomandati", che si piegano alla volontà degli altri e sono incapaci di creatività. Il Vangelo odierno di Luca, in cui il Figlio di Dio si mette in "cammino verso Gerusalemme", ha offerto al Papa l'occasione di chiarire cosa vuol dire ascoltare la coscienza. "Non significa seguire il proprio io, fare quello che mi interessa, che mi conviene, che mi piace -- ha detto con chiarezza -- la coscienza è lo spazio interiore dell'ascolto della verità, del bene, dell'ascolto di Dio".

E' sempre e soltanto l'amore di Cristo che genera la fede e che manda avanti la Chiesa". E' la riflessione che Papa Francesco ha pronunciato all'angelus nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Il Pontefice, ricordando che "Pietro è stato il primo a confessare che Gesù è il Figlio di Dio e Paolo ha diffuso questo annuncio nel mondo greco-romano", ha precisato che la Chiesa di Roma è diventata "il punto di riferimento per tutte le Chiese sparse nel mondo", "non per il potere dell'Impero, ma per la forza del martirio".

"Quando lasciamo prevalere i nostri pensieri, i nostri sentimenti, la logica del potere umano e non ci lasciamo istruire e guidare dalla fede, da Dio, diventiamo pietra d'inciampo. La fede in Cristo è la luce della nostra vita di cristiani e di ministri nella Chiesa". Nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, Papa Francesco ha celebrato la messa nella Basilica Vaticana, imponendo a 35 nuovi metropoliti (34 presenti e uno rimasto nella propria sede) il pallio, "segno della comunione con il vescovo di Roma". Presente anche una delegazione del Patriarcato ecumenico.

La Chiesa di Roma «è diventata, subito, spontaneamente, il punto di riferimento per tutte le Chiese sparse nel mondo. Non per il potere dell'Impero, ma per la forza del martirio, della testimonianza resa a Cristo» dai santi Pietro e Paolo, celebrati oggi 29 giugno. Lo ha detto papa Francesco prima di pronunciare l'Angelus, affacciato dalla finestra su piazza San Pietro, da dove ha poi invitato i circa 50 mila fedeli presenti a recitare una 'Ave Maria' per il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I.

«Il Signore sceglie sempre il suo modo di entrare nella nostra vita. Tante volte lo fa tanto lentamente, che noi siamo nel rischio di perdere un po' la pazienza: “Ma Signore, quando?” E preghiamo, preghiamo. E non viene il suo intervento nella nostra vita». Lo ha detto papa Francesco nell'omelia durante la messa a Santa Marta.

"La ricerca dell'unità tra i cristiani è un'urgenza alla quale, oggi più che mai, non possiamo sottrarci". Con questa riflessione Papa Francesco ha accolto oggi in Vaticano i rappresentanti del Patriarcato ortodosso ecumenico, nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni per le rispettive feste dei Santi Patroni, il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei Santi apostoli Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant'Andrea apostolo.

Nella vita, soprattutto nei tempi delle difficoltà, è facile cedere allo scetticismo, non credere alle promesse del Signore. Dio, invece, ci chiede di essere pazienti e irreprensibili, camminando sempre alla sua presenza. Alla messa celebrata stamani (28 giugno 2013)nella cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha chiarito che non esiste "un protocollo dell'azione di Dio" nella vita delle persone e che bisogna restare sulla propria croce e credere, anche se l'aurora sembra tardare.

Costruite la vostra vita sulla roccia di Cristo, l'unico ce può darci sicurezza. E' l'invito che questa mattina Papa Francesco ha rivolto durante la messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Nella Chiesa, ha detto il Pontefice, anche oggi c'è la tentazione di costruire sulle parole piuttosto che sulla solidità del Figlio di Dio, tanto che si possono identificare due precise categorie di "cristiani senza Cristo". Anzitutto il "cristiano light", che ama le parole e le cose belle ma vive una fede superficiale, quasi liquida; e poi il cristiano che prende la vita tanto sul serio da "confondere la solidità con la rigidità".

Ci sono persone che “si mascherano da cristiani” e peccano o di eccessiva superficialità o di troppa rigidità, dimenticando che un vero cristiano è un uomo della gioia che poggia la fede sulla roccia di Cristo. È stato questo il pensiero di fondo di Papa Francesco alla Messa di stamattina in Casa S. Marta, come riferisce Radio Vaticana.