Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

"Nessuno è inutile nella Chiesa", "tutti siamo uguali agli occhi di Dio". In una soleggiata e affollata piazza San Pietro, Papa Francesco ha salutato i fedeli giunti per l'udienza generale, l'ultima prima della pausa estiva. Alle oltre 50 mila persone presenti, il Pontefice ha chiarito che "Cristo è il Tempio vivente del Padre, e Cristo stesso edifica la sua 'casa spirituale', la Chiesa, fatta non di pietre materiali, ma di 'pietre viventi'". Ciascuno di noi, quindi, occupa un posto speciale in questo edificio, la cui varietà è disegnata dalla Spirito Santo. Di qui l'invito a essere pietre vive nella Chiesa e nel mondo e non "pietre stanche, annoiate o indifferenti".

Il tema della paternità è stato il filo conduttore dell'omelia pronunciata stamani da Papa Francesco, nel corso della messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Ogni uomo, ha chiarito, dovrebbe sentire nel proprio cuore questo richiamo, anche i sacerdoti, che devono chiedere la grazia "della paternità pastorale, della paternità spirituale". Partendo dal brano della Genesi di oggi, nel quale Dio promette al vecchio Abramo la gioia di un figlio e una discendenza fitta come le stelle del cielo, il Pontefice ha chiesto ai sacerdoti di "difendere" con il cuore di un padre le persone loro affidate.

Per i giovani italiani sono tempi difficili. A renderli tali sono almeno tre ordini di fattori, in vario modo radicati sul terreno socio-economico, ma di natura prevalentemente culturale. Il primo è il venir meno di una prospettiva di speranza, di proiezione verso il futuro, che aveva sempre caratterizzato, in passato, la stagione della giovinezza.

"Noi cristiani siamo stati chiamati al singolare: nessuno di noi è cristiano per puro caso! Nessuno". Da questa riflessione si è dipanata l'omelia di Papa Francesco alla messa celebrata stamani nella cappella della Casa Santa Marta. Il Pontefice ha ripercorso il rapporto tra Dio e Abram, precisando che il Signore non ci lascia mai soli e ci chiede di andare avanti, anche in mezzo ai problemi, e di essere in pace con i nostri fratelli., martedì 25 giugno,

«Il Signore è con noi, il Signore ci ha scelto e non ci lascia soli, mai!». È questa la «certezza del cristiano», quella «voglia di andare avanti», anche «in mezzo ai problemi». Lo ha detto il Papa, che nell'omelia della messa di stamattina a Santa Marta si è soffermato sulla vicenda di Abramo, per ribadire che «Dio ci accompagna, Dio ci chiama per nome, Dio ci promette una discendenza».

In un clima di cordialità si è svolto questa mattina l'incontro tra Papa Francesco e il primo ministro della Repubblica di Malta, Joseph Muscat. Nel corso dell'incontro, rende noto un comunicato della Sala Stampa Vaticana, "sono state ricordate le origini apostoliche della Chiesa maltese e l'impronta determinante che il cristianesimo ha lasciato nella storia e nella cultura del Popolo dell'Arcipelago", così come pure le visite pastorali compiute dal Beato Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.

"L'umanità ha bisogno della nostra comune testimonianza in favore del rispetto della dignità dell'uomo e della donna creati ad immagine e somiglianza di Dio, e in favore della pace che, primariamente, è un dono suo". E' la riflessione che Papa Francesco ha offerto alla delegazione dei responsabili del "Comitato Ebraico Internazionale per le Consultazioni Interreligiose", ricevuti oggi in Vaticano. Nel corso dell'incontro il Pontefice ha richiamato il documento conciliare Nostra Aetate, "un punto di riferimento fondamentale per quanto riguarda le relazioni con il popolo ebraico", e dove, fra l'altro, vengono fermamente condannati "gli odi, le persecuzioni, e tutte le manifestazioni di antisemitismo"