Papa Francesco

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Il tempo pasquale che stiamo vivendo è il tempo dello Spirito Santo. E la catechesi di papa Francesco, in Piazza San Pietro, è stata dedicata ad esaminare l'importanza dello Spirito Santo nella vita della Chiesa e di ogni fedele. L'uomo è come un viandante che, attraversando i deserti della vita, ha sete di un'acqua viva, zampillante e fresca, capace di dissetare in profondità il suo desiderio profondo di luce, di amore, di bellezza e di pace. E Gesù ci dona quest'acqua viva: è lo Spirito Santo, che procede dal Padre e che Gesù riversa nei nostri cuori.

Centralità di Cristo e del suo Vangelo, autorità come servizio di amore, "sentire" in e con la Madre Chiesa: sono le tre indicazioni date da Papa Francesco alle 800 superiore generali riunite nell'Assemblea dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali. L'annuncio e la testimonianza del Vangelo, per ogni cristiano, non sono mai un atto isolato o di gruppo, ha notato il Papa. E' una dicotomia assurda pensare di vivere con Gesù senza la Chiesa, di seguire Gesù al di fuori della Chiesa, di amare Gesù senza amare la Chiesa. Sentite la responsabilità che avete di curare la formazione dei vostri Istituti nella sana dottrina della Chiesa, nell'amore alla Chiesa e nello spirito ecclesiale.

«La consacrata è madre, deve essere madre e non zitella». Con queste parole il Papa ha spiegato alle religiose dell'Uisg (Unione internazionale superiori generali), ricevute in udienza prima dell'appuntamento del mercoledì con i fedeli in piazza San Pietro, il senso della castità come «carisma prezioso, che allarga la libertà del dono a Dio e agli altri, con la tenerezza, la misericordia, la vicinanza di Cristo».

Una visita ai poveri della favela di Manguinhos (25 luglio), quella ad un ospedale dove si trattano malati di Aids (24 luglio), ed un incontro con un gruppo di giovani detenuti(26 luglio): sono questi alcuni degli appuntamenti in programma nel prossimo viaggio, il primo del suo Pontificato, che porterà Papa Francesco in Brasile, a Rio de Janeiro, dove dal 23 al 28 luglio si svolgerà la XXVIII Giornata mondiale della Gioventù.

Il cristiano vive con un atteggiamento di pazienza, sopportando le tribolazioni. È un processo che attraversa tutta la vita, per farci diventare adulti cristiani, maturi nella fede. Lo ha ribadito Papa Francesco nell'omelia della Messa del mattino di oggi, martedì 7 maggio.

Il Papa ha ricevuto il Presidente della Confederazione elvetica, Ueli Maurer. Durante i cordiali colloqui, evocando l'encomiabile servizio plurisecolare della Guardia Svizzera Pontificia nell'annuale ricorrenza del giuramento delle reclute, è stato sottolineato il comune desiderio di rafforzare ulteriormente i buoni rapporti che intercorrono tra la Santa Sede e la Confederazione Elvetica, e di intensificare la collaborazione fra la Chiesa cattolica e lo Stato. Ci si è poi soffermati su temi di comune interesse, quali la tutela dei diritti umani, la formazione della gioventù e la collaborazione internazionale per la promozione della giustizia e della pace.

La vostra presenza è un segno della forza e della bellezza del Vangelo, che in ogni tempo chiama i giovani a seguirlo. Lo ha detto papa Francesco nell'udienza alla Guardia Svizzera pontificia stamattina. Oggi pomeriggio si svolgerà la cerimonia del giuramento delle reclute. Nel discorso alla Guardia Svizzera, Papa Francesco ha chiesto alle reclute ed a tutti i componenti di questo speciale Corpo, di essere sempre attenti agli altri, di accorgersi quando qualcuno può avere un momento di difficoltà. Siate pronti ad ascoltarlo, a stargli vicino, ha detto il Papa. Pregate gli uni per gli altri, e mettete in pratica nell'aiuto reciproco la comunione che attingete da Gesù nella santa Eucaristia.