Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

«Il Signore sceglie sempre il suo modo di entrare nella nostra vita. Tante volte lo fa tanto lentamente, che noi siamo nel rischio di perdere un po' la pazienza: “Ma Signore, quando?” E preghiamo, preghiamo. E non viene il suo intervento nella nostra vita». Lo ha detto papa Francesco nell'omelia durante la messa a Santa Marta.

"La ricerca dell'unità tra i cristiani è un'urgenza alla quale, oggi più che mai, non possiamo sottrarci". Con questa riflessione Papa Francesco ha accolto oggi in Vaticano i rappresentanti del Patriarcato ortodosso ecumenico, nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni per le rispettive feste dei Santi Patroni, il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei Santi apostoli Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant'Andrea apostolo.

Nella vita, soprattutto nei tempi delle difficoltà, è facile cedere allo scetticismo, non credere alle promesse del Signore. Dio, invece, ci chiede di essere pazienti e irreprensibili, camminando sempre alla sua presenza. Alla messa celebrata stamani (28 giugno 2013)nella cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha chiarito che non esiste "un protocollo dell'azione di Dio" nella vita delle persone e che bisogna restare sulla propria croce e credere, anche se l'aurora sembra tardare.

Costruite la vostra vita sulla roccia di Cristo, l'unico ce può darci sicurezza. E' l'invito che questa mattina Papa Francesco ha rivolto durante la messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Nella Chiesa, ha detto il Pontefice, anche oggi c'è la tentazione di costruire sulle parole piuttosto che sulla solidità del Figlio di Dio, tanto che si possono identificare due precise categorie di "cristiani senza Cristo". Anzitutto il "cristiano light", che ama le parole e le cose belle ma vive una fede superficiale, quasi liquida; e poi il cristiano che prende la vita tanto sul serio da "confondere la solidità con la rigidità".

Ci sono persone che “si mascherano da cristiani” e peccano o di eccessiva superficialità o di troppa rigidità, dimenticando che un vero cristiano è un uomo della gioia che poggia la fede sulla roccia di Cristo. È stato questo il pensiero di fondo di Papa Francesco alla Messa di stamattina in Casa S. Marta, come riferisce Radio Vaticana.

"Nessuno è inutile nella Chiesa", "tutti siamo uguali agli occhi di Dio". In una soleggiata e affollata piazza San Pietro, Papa Francesco ha salutato i fedeli giunti per l'udienza generale, l'ultima prima della pausa estiva. Alle oltre 50 mila persone presenti, il Pontefice ha chiarito che "Cristo è il Tempio vivente del Padre, e Cristo stesso edifica la sua 'casa spirituale', la Chiesa, fatta non di pietre materiali, ma di 'pietre viventi'". Ciascuno di noi, quindi, occupa un posto speciale in questo edificio, la cui varietà è disegnata dalla Spirito Santo. Di qui l'invito a essere pietre vive nella Chiesa e nel mondo e non "pietre stanche, annoiate o indifferenti".

Il tema della paternità è stato il filo conduttore dell'omelia pronunciata stamani da Papa Francesco, nel corso della messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta. Ogni uomo, ha chiarito, dovrebbe sentire nel proprio cuore questo richiamo, anche i sacerdoti, che devono chiedere la grazia "della paternità pastorale, della paternità spirituale". Partendo dal brano della Genesi di oggi, nel quale Dio promette al vecchio Abramo la gioia di un figlio e una discendenza fitta come le stelle del cielo, il Pontefice ha chiesto ai sacerdoti di "difendere" con il cuore di un padre le persone loro affidate.