Papa Francesco

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Essere cristiani, soprattutto oggi, significa essere rivoluzionari. Lo ha detto Papa Francesco lunedì sera nell'Aula Paolo VI incontrando i partecipanti al convegno della diocesi di Roma. Nella catechesi sul testo di San Paolo ai cristiani di Roma: Io non mi vergogno del Vangelo, papa Francesco ha rilevato che camminare sotto la grazia è la nostra vita, noi siamo liberi per questo. Vivere sotto la grazia, dono di Gesù Cristo, è una rivoluzione che cambia in profondità il cuore di Roma. Anche la speranza, ha detto il Papa, non si può comprare, è un dono di Dio: noi dobbiamo offrirla con la nostra testimonianza e la nostra gioia

«Camminare sotto la grazia è la nostra vita, noi siamo liberi per questo. Vivere sotto la grazia, dono di Gesù Cristo, è una rivoluzione che cambia in profondità il cuore di Roma». Queste le parole pronunciate da Papa Francesco in Aula Paolo VI nella catechesi sul testo di San Paolo ai cristiani di Roma: «Io non mi vergogno del Vangelo», che darà l'orientamento al lavoro pastorale di questi giorni di Convegno diocesano.

Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, Nicolás Maduro. Nei colloqui ci si è soffermati sulla situazione sociale e politica del Paese, dopo la recente scomparsa del Presidente Hugo Chávez come pure su alcune problematiche attuali, quali la povertà e la lotta alla criminalità e al narcotraffico.Si è fatto riferimento alla presenza storica della Chiesa cattolica nel Paese e al suo decisivo apporto nell'ambito della carità, dell'assistenza sanitaria e dell'educazione, convenendo sulla necessità di un dialogo sincero e costante tra la Conferenza Episcopale e lo Stato, per lo sviluppo dell'intera Nazione.

“Al termine di questa Eucaristia dedicata al Vangelo della Vita, sono lieto di ricordare che ieri, a Carpi, è stato proclamato beato Odoardo Focherini, sposo e padre di sette figli, giornalista”. Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, prima della recita dell’Angelus, alla fine della messa a piazza San Pietro per la Giornata dell’Evangelium Vitae.

Il Papa ha riannunciato il Vangelo della Misericordia e si è speso ancora una volta in carezze, baci e saluti personali. Con una predilezione speciale per i bambini e gli ammalati. Lunghissimo l'abbraccio di un ammalato in carrozzella che non voleva lasciarlo.

Guardiamo a Dio come al Dio della vita e al Vangelo come ad una via di libertà e vita. "Il Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo sì a Dio che è amore, vita e libertà". Questo l'appello di Papa Francesco nella celebrazione di questa mattina in Piazza San Pietro, davanti ad oltre 100mila fedeli, inserita nell'Anno della Fede e dedicata all'Evangelium Vitae, l'enciclica scritta nel 1995 dal beato Giovanni Paolo II sulla difesa di ogni vita.

Occorre infondere un supplemento d'anima alle leggi, per fare in modo che nobilitino la persona umana. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo un gruppo di parlamentari francesi. Il Papa ha sottolineato i buoni rapporti esistenti tra la Chiesa e la società civile e politica francese. La Chiesa si propone di contribuire alla crescita di tutta la società e questo contributo, ha aggiunto il Papa, non si situa solamente nell'ambito antropologico o sociale ma anche negli ambiti politico, economico e culturale.