Papa Francesco

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«Siamo sulla tomba di san Paolo, un umile e grande Apostolo del Signore, che lo ha annunciato con la parola, lo ha testimoniato col martirio e lo ha adorato con tutto il cuore»: lo ha detto ieri sera Papa Francesco nella messa celebrata nella sua prima visita alla basilica papale di San Paolo fuori le Mura, mettendo in luce i tre verbi chiave della sua omelia: «annunciare, testimoniare, adorare».

La forza degli Apostoli è nello Spirito Santo. Così ha sottolineato Papa Francesco commentando il brano degli Atti che parla della prima predicazione degli Apostoli. Davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per il Regina Caeli, il Papa ha ribadito che la fede degli Apostoli si basava su un'esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, neanche delle persecuzioni. La loro testimonianza è un insegnamento valido per tutti noi oggi.

Commentando la pagina degli Atti degli Apostoli, il Papa si è chiesto: «Dove trovavano i primi discepoli la forza per questa loro testimonianza? Non solo: da dove venivano loro la gioia e il coraggio dell'annuncio, malgrado gli ostacoli e le violenze?». La risposta: «Nell'esperienza di Cristo morto e risorto». Al termin e ha salutato anche i pellegrini della Diocesi di Siena-Colle-Montalcino, oggi in piazza San Pietro con il loro arcivescovo.

Esiste una inscindibile unità tra Sacra Scrittura e Tradizione. Lo ha ricordato Papa Francesco nel discorso agli esponenti della Pontificia Commissione Biblica che hanno terminato i lavori della loro riunione annuale. L'interpretazione delle Sacre Scritture non può essere soltanto uno sforzo scientifico individuale, ma dev'essere sempre confrontata, inserita e autenticata dalla tradizione vivente della Chiesa. Questa norma è decisiva per precisare il corretto e reciproco rapporto tra l'esegesi e il Magistero della Chiesa. I testi ispirati da Dio sono stati affidati alla Comunità dei credenti, alla Chiesa di Cristo, per alimentare la fede e guidare la vita di carità.

Si è conclusa questa mattina la Visita ad Limina dei vescovi toscani: dopo l'incontro di ieri con un primo gruppo di vescovi, stamani Papa Francesco ha ricevuto il secondo gruppo formato dall'arcivescovo di Siena-Colle Val d'Elsa Montalcino Antonio Buoncristiani, l'Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, i vescovi di Livorno Simone Giusti, di Pitigliano Sovana Orbetello Guglielmo Borghetti (che è anche amministratore di Grosseto), di Volterra Alberto Silvani, di Massa Marittima-Piombino Carlo Ciattini, di Montepulciano-Chiusi-Pienza Rodolfo Cetoloni, di Pescia Giovanni De Vivo.

Accanto alla gente. Ecco l'invito rivolto da Papa Francesco ai vescovi toscani guidati dal presidente della Cet, cardinale Giuseppe Betori. Una precisa indicazione di stile pastorale, fatto di ascolto e di presenza. Affrontati anche i nodi della secolarizzazione e del calo delle vocazioni. Un appuntamento «ideale» a Firenze nel 2015