Papa Francesco

Ultimi contenuti per il percorso 'Papa Francesco'

Il testo integrale dell'omelia pronunciata da papa Francesco celebrando nella Basilica di San Pietro, la mattina di giovedì 28 marzo 2013, la Messa crismale.

L'unzione del sacerdote, celebrata nella messa Crismale del Giovedì Santo, ricorda al sacerdote che deve ungere il suo popolo, la sua gente, entrando nella vita quotidiana delle persone. Lo ha notato papa Francesco nella omelia della Messa Crismale. Bisogna uscire a sperimentare la nostra unzione, il suo potere e la sua efficacia redentrice: nelle "periferie" dove c'è sofferenza, c'è sangue versato, c'è cecità che desidera vedere, ci sono prigionieri di tanti cattivi padroni. Papa Francesco ha sottolineato che occorre avere sempre presente il potere della grazie che si attiva quando riusciamo a porgere il Vangelo agli altri. Lì si incontra il Signore, ha detto, non nelle introspezioni reiterate.

«Giovedì 11 aprile avrò la gioia di incontrarlo personalmente nel corso della visita “ad limina” che impegnerà i vescovi toscani fino alla metà del mese: a Lui dirò i problemi, le fatiche, ma anche l’attesa, la speranza, l’esultanza della nostra chiesa di Pistoia che guarda alla Sua persona come a un dono grande che invita al cammino e accende il passo verso il futuro». Parole di mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, nell’omelia durante la Messa Crismale, tenuta mercoledì scorso in Cattedrale.

«Il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore». Lo ha detto il Papa che, nell'omelia della Messa crismale, celebrata con 1.600 sacerdoti del clero secolare religioso della diocesi di Roma e dei Collegi Romani presenti oggi nella basilica di San Pietro, si è soffermato sull'immagine dell'olio che si sparge, «che scende dalla barba di Aronne fino all'orlo delle sue vesti sacre», che è «l'immagine dell'unzione sacerdotale che per mezzo dell'Unto giunge fino ai confini dell'universo rappresentato nelle vesti». (testo integrale omelia)

Al termine dell'udienza generale di mercoledì 27 marzo, papa Francesco ha lanciato un appello: «Seguo con attenzione quanto sta accadendo in queste ore nella Repubblica Centroafricana e desidero assicurare la mia preghiera per tutti coloro che soffrono, in particolare per i parenti delle vittime, i feriti e le persone che hanno perso la propria casa e che sono state costrette a fuggire. Faccio appello perché cessino immediatamente le violenze e i saccheggi, e si trovi quanto prima una soluzione politica alla crisi che ridoni la pace e la concordia a quel caro Paese, da troppo tempo segnato da conflitti e divisioni».

Questa settimana diamo spazio ad alcune delle lettere che abbiamo ricevuto sulla elezione del nuovo papa e sulle sue prime «uscite». Le pubblichiamo senza commento.

Portiamo un raggio dell'amore di Dio a tutti coloro che incontriamo, ha chiesto Papa Francesco ai fedeli nella sua prima catechesi all'udienza generale del mercoledì. In questa sua prima udienza generale (27 marzo 2013) Papa Francesco ha reso omaggio al suo predecessore Benedetto XVI. Commentando poi il tempo liturgico in cui ci troviamo ha sottolineato che vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell'amore e del dono di sé che porta vita.