Papa Francesco

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"Gesù è l'oggi eterno di Dio". Nella notte più luminosa dell'anno, Papa Francesco celebra la Veglia Pasquale e riaccende nel cuore di tutti la speranza per un futuro rischiarato dall'amore del Signore. Tutti gli elementi del rito, celebrato nella Basilica di San Pietro, sono imbevuti della novità che ogni anno si presenta agli occhi dell'uomo: "Gesù non è un morto, è risorto, è il Vivente! Non è semplicemente tornato in vita, ma è la vita stessa, perché è il Figlio di Dio". ..

Sono le donne le prime che incontriamo nel Vangelo della “Notte luminosa della Veglia pasquale”: “si recano al sepolcro di Gesù con gli aromi per ungere il suo corpo”, “per compiere un gesto di compassione, di affetto, di amore, un gesto tradizionale verso una persona cara defunta, come ne facciamo anche noi”. Lo ha ricordato, ieri sera, Papa Francesco, nell’omelia della veglia pasquale nella basilica di San Pietro.

«Accogliamo l'invito che papa Francesco rivolge nel suo messaggio: il Volto della Sindone lascia trasparire una energia contenuta, ma potente, come se dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza, la forza dell'amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto». Lo ha detto l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia durante l'omelia in occasione della Ostensione straordinaria della Sindone nella Cattedrale di Torino, trasmessa in mondovisione.

Nella suggestiva cornice del Colosseo, Papa Francesco, seguito da una grande folla di fedeli, ha guidato la Via Crucis. Le meditazioni hanno fatto conoscere, questa volta, le le ansie e le aspettative dei popoli del Medio Oriente. Prima ancora di rinunciare al ministero petrino, Benedetto XVI aveva chiesto ai giovani del Libano -- incontrati nel suo ultimo viaggio internazionale -- di commentare le 14 stazioni del Calvario di Cristo per la Via Crucis del Venerdì Santo. Le meditazioni sono state scritte sotto la guida del patriarca di Antiochia dei maroniti, il cardinale Béchara Boutros Raï.

Nella Basilica vaticana Papa Francesco ha celebrato il Venerdì Santo, il giorno della Passione e Morte del Signore e del digiuno, quale segno esteriore della nostra partecipazione al suo sacrificio. Il venerdì non si celebra l'Eucaristia. La Croce ha dominato tutta la celebrazione. Il racconto della Passione è stato cantato da tre diaconi con il concorso della Cappella Sistina. Padre Raniero Cantalamessa, cappuccino, Predicatore della Casa Pontificia, ha tenuto davanti al Papa ed ai fedeli un'omelia incentrato sul significato dell'Anno della Fede e della necessità di evangelizzare il mondo in modo gioioso e aperto.

Tante piccole luci hanno illuminato il Colosseo venerdì sera. Quelle dei flambeux accesi dalla grandissima folla che ha riempito l’anfiteatro romano e della grande croce illuminata da tante fiammelle. Tanto raccoglimento e tanta emozione per la prima Via Crucis presieduta da Papa Francesco, nel Venerdì Santo 2013. Persone, di tutte le età, che sono venute da tutto il mondo per assistere a questo antico rito con il Pontefice, persino non credenti conquistati dallo stile di Francesco.

Nel nostro mondo contemporaneo”, “molti sono coloro che, deboli e vili davanti a queste correnti di potere, impegnano la loro autorità al servizio dell’ingiustizia e calpestano la dignità dell’uomo e il suo diritto alla vita”, ma tu “Signore Gesù non permettere che l’ingiustizia conduca gli innocenti alla disperazione e alla morte”. È il grido che hanno levato stasera i giovani del Libano, che hanno composto, sotto la guida del cardinal Béchara Boutros Raï, le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, nella I Stazione.

“La nostra preghiera per Lei è in spirito di rispetto e di fraterna amicizia, consapevoli della difficoltà di augurare non solo quello che noi reputiamo essere il suo bene, ma anche e soprattutto quello che reputa essere bene per sé stesso, per quanto diverso e non comprensibile”. Lo scrive il Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni in un messaggio inviato a papa Francesco per le festività di Pasqua.

Subito dopo la Messa crismale di ieri, Papa Francesco ha telefonato a Benedetto XVI. “Una telefonata bella, intensa, significativa”, l’ha definita padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, nel briefing di oggi, quasi un prolungamento della “comunione” che aveva caratterizzato l’atmosfera della messa nella basilica di S. Pietro poco prima.

Papa Francesco ha celebrato il Giovedì santo in mezzo ai giovani detenuti del carcere minorile romano di Casal del Marmo. Nel corso della Messa ''in Coena Domini'', il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici ragazzi del carcere, scelti tra giovani di nazionalità e confessione religiosa diversa. In segno di ringraziamento, i detenuti hanno donato al Papa una croce di legno e un inginocchiatoio, realizzati nel laboratorio artigianale di Casal del Marmo. In totale sono 46 i ragazzi presenti nell'istituto minorile: 35 maschi e 11 femmine, otto dei quali sono italiani e 38 stranieri, per lo più nordafricani e slavi.