Papa Francesco

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È cominciata con la lettura delle parole pronunciate da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica scorsa, la Veglia per la pace in occasione della Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero. Migliaia le persone accorse in piazza S. Pietro: non solo il “popolo cattolico”, ma anche cristiani di ogni confessione e denominazione, musulmani, ebrei, buddisti, credenti di altre religioni: anche realtà laiche e aconfessionali hanno aderito alla preghiera e al digiuno. Testo integrale omelia

Soltanto quello che porta a Gesù è valido, ha ribadito il Papa nella messa del mattino di oggi sabato 7 settembre 2013. "Ma se tu non riesci ad adorare Gesù, qualcosa ti manca. Una regola, un segno. La regola è: sono un buon cristiano, sono sulla strada del buon cristiano se faccio quello che viene da Gesù e faccio quello che mi porta a Gesù, perché Lui è il centro. Il segno è: sono capace di adorare; l'adorazione. Questa preghiera di adorazione davanti a Gesù. Il Signore ci faccia capire che soltanto Lui è il Signore, è l'unico Signore. E ci dia anche la grazia di amarLo tanto, di seguirLo, di andare sulla strada che Lui ci ha insegnato. Così sia".

Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, Juan Evo Morales Ayma. Nel corso dei colloqui ci si è soffermati sulla situazione socio-economica e religiosa del Paese, come pure su altri temi, quali la lotta alle disuguaglianze sociali e alla povertà. In seguito si è fatto riferimento al decisivo contributo della Chiesa cattolica in Bolivia nell'ambito dell'educazione, della sanità, del sostegno alle famiglie e dell'assistenza ai bambini e agli anziani.

Il cristiano è «fondamentalmente gioioso», e tutti noi dobbiamo sempre comportarci «come se andassimo a nozze». Ad affermarlo è stato il Papa che, nella messa di oggi a Santa Marta, ha spiegato come questo sia il motivo per cui il matrimonio è un «sentimento grande», perché «è proprio l'immagine dell'unione di Cristo con la Chiesa».

La missione è l'elemento centrale della Chiesa. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell'omelia della messa del mattino di giovedì 5 settembre. «Sempre il Signore quando viene nella nostra vita, quando passa nel nostro cuore, ti dice una parola, ci dice una parola e anche questa promessa: "Vai avanti -- la parola -- coraggio, non temere, perché tu farai questo!" E' un invito alla missione, un invito all'inseguimento di Lui».

Sabato 7 settembre alle 18.30, in piazza S. Pietro, verrà letto il testo dell'Angelus con cui domenica scorsa il Papa ha convocato la Giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero. Alle 19 in punto, inizierà la Veglia per la pace in piazza S. Pietro, di cui oggi padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha diffuso il programma dettagliato.

«I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace». È l'esortazione contenuta nella lettera inviata ieri dal Papa al presidente Russo Vladimir Putin, in occasione del G20, nel quale Papa Francesco rivolge «un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare».

Nel cammino ecumenico è «importante guardare con fiducia ai passi compiuti superando pregiudizi e chiusure, che fanno parte di quella ‘cultura dello scontro', che è fonte di divisione e lasciando spazio alla ‘cultura dell'incontro', che ci educa alla comprensione reciproca e a operare per l'unità». Lo ha detto il Papa a Sua Santità Moran Baselios Marthoma Paulose II, Catholilos del'Oriente e metropolita della Chiesa ortodossa sira malankarese, ricevuto oggi in udienza.