Papa Francesco

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«Siamo di fronte a un nuovo inizio. La vita della Chiesa è fatta sempre di nuovi inizi. Ogni giorno per il cristiano è un nuovo inizio. Ma quello vissuto in questi giorni è un nuovo inizio particolare, segnato dal passaggio da un Pontificato a un altro». Così monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha fotografato questa mattina il clima vissuto dalla Chiesa in questi giorni, che hanno portato all'elezione di Papa Francesco.

«Non vedo l'ora di incontrarla nel prossimo futuro, e di continuare le calde relazioni fraterne di cui i nostri predecessori hanno goduto». Si conclude con questo auspicio il messaggio inviato oggi da Papa Francesco all'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, in occasione della solenne cerimonia di intronizzazione del primate della Comunione Anglicana.

«Camminare, edificare, confessare». Con la ripresa di queste tre parole-chiave, pronunciate da Papa Francesco nella messa con i cardinali all'indomani della sua elezione, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, ha concluso i lavori del Consiglio episcopale permanente (Roma, 18-19 marzo), affidandole ai confratelli come «criterio pastorale e viatico per il ritorno in diocesi».

Qualcosa lo ha già fatto vedere. Sono i gesti quotidiani, quelli che forse colpiscono di più per la novità: la semplicità, la grande affabilità e la voglia di stare in mezzo alla gente. Ma c’è una cosa che ancora non è emersa di papa Bergoglio. “Ed è quanto sia un uomo del dialogo fra le religioni. A Buenos Aires è presente una forte comunità ebraica e lui in questi anni ha dato vita a numerosi corsi biblici interreligiosi, con un paio di scuole con docenti cristiani, ebrei e musulmani”. A dirlo è una pratese che lo ha conosciuto bene. Si chiama Rita Santanni, classe 1940, consacrata delle Spigolatrici della Chiesa. Per oltre vent’anni è stata in missione in Argentina.

Incontrando mercoledì 20 marzo i rappresentanti delle chiese e comunità cristiane, Papa Francesco ha ribadito la ferma volontà di proseguire nel cammino del dialogo ecumenico attraverso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Ai rappresentanti del popolo ebraico ha detto di auspicare la prosecuzione del dialogo che il Concilio chiedeva e che si è effettivamente realizzato. Parole di apprezzamento ha poi rivolto agli esponenti delle altre religioni e a quelli musulmani. La Chiesa cattolica -- ha aggiunto il papa -- è consapevole dell'importanza che ha la promozione dell'amicizia e del rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose.

Il Pontefice ha ricevuto nella mattinata di mercoledì 20 marzo prima Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli e subito dopo il metropolita Hilarion del patriarcato di Mosca. Il Patriarca ecumenico per la prima volta ha presenziato alla cerimonia di avvio del pontificato che si è svolta ieri. In precedenza, alle ore 11, Papa Francesco ha ricevuto la presidente del Brasile, Dilma Roussef. Secondo quanto riferisce la Sala stampa della Santa Sede, questo incontro è durato oltre mezz'ora.

Il cardinale Giuseppe Betori, uno dei 115 cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa, racconta in esclusiva a Toscana Oggi le emozioni dei giorni del Conclave e di quelli precedenti con le Congregazioni generali. E mette in guardia da letture politiche dell'evento. Jorge Mario Bergoglio, ci dice, è stato scelto all'interno di un cammino di grande comunione.