Papa Francesco

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Accoglienza, festa, missione, sono per Papa Francesco le parole che emergono dall'esperienza del suo viaggio in Brasile e dalla Giornata della Gioventù di Rio del Janeiro, nel bilancio che ha voluto fare questa mattina all'udienza generale, la prima dopo la conclusione della Gmg, davanti a quasi 100 mila fedeli.
Ricordando il grande cuore dei brasiliani nell'accoglienza dei giovani in famiglia e nelle parrocchie, il Papa ha sottolineato che così nascono legami che rimangono, e che fanno crescere la Chiesa in tutto il mondo, "come una rete di vere amicizie in Gesù Cristo, una rete che mentre ti prende ti libera".

Oggi all'udienza generale il Papa ha detto: «Sabato prossimo vivremo insieme una speciale giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero. Rinnovo l'invito a tutta la Chiesa a vivere intensamente questo giorno, e, sin d'ora, esprimo riconoscenza agli altri fratelli cristiani, ai fratelli delle altre religioni e agli uomini e donne di buona volontà che vorranno unirsi, nei luoghi e nei modi loro propri, a questo momento. Esorto in particolare i fedeli romani e i pellegrini a partecipare alla veglia di preghiera, qui, in Piazza San Pietro alle ore 19.00, per invocare dal Signore il grande dono della pace. Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!»

«Gesù non ha bisogno di un esercito per scacciare via i demoni, non ha bisogno della superbia, non ha bisogno della forza, dell'orgoglio». Lo ha detto il Papa, che nella messa celebrata oggi a Santa Marta ha messo l'accento sulla distinzione tra la «luce tranquilla» di Gesù che parla al nostro cuore e la luce del mondo, una «luce artificiale» che ci rende superbi e orgogliosi. L'identità cristiana è «un'identità della luce non delle tenebre».