Papa Francesco

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Di seguito riportiamo il testo integrale dell'omelia che il Papa Francesco ha pronunciato durante la celebrazione liturgica della Domenica della Palme e della Passione del Signore che ha aperto i riti della Settimana Santa. Nel ricordare la Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra oggi in tutta la Chiesa, il Santo Padre ha esortato a vivere la fede "con un cuore giovane" ed ha affermato: "I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù".

«Gioia», «Croce», «giovani»: sono le tre le parole chiave della Domenica delle Palme e della Passione del Signore che stamattina Papa Francesco ci ha consegnato nella messa che ha presieduto sul sagrato della basilica di San Pietro, dopo aver benedetto i rami di ulivo e aver partecipato alla processione in piazza, dall’obelisco al sagrato. Nell’omelia il Santo Padre, ricordando che da 28 anni la Domenica delle Palme è la Giornata della Gioventù, ha dato appuntamento ai giovani a Rio de Janeiro per la Gmg. (testo integrale)

Oggi nella Domenica delle Palme, al termine della Messa celebrata da Papa Francesco in San Pietro, ha detto: «invochiamo l'intercessione della Vergine Maria affinché ci accompagni nella Settimana Santa. Lei, che seguì con fede il suo Figlio fino al Calvario, ci aiuti a camminare dietro a Lui, portando con serenità e amore la sua Croce, per giungere alla gioia della Pasqua. La Vergine Addolorata sostenga specialmente chi sta vivendo situazioni più difficili. Un ricordo va alle persone affette da tubercolosi, poiché oggi ricorre la Giornata mondiale contro questa malattia. A Maria affido in particolare voi, carissimi giovani, e il vostro itinerario verso Rio de Janeiro».

Gioia, Croce, giovani: tre parole hanno guidato Papa Francesco nella sua omelia per la celebrazione della Domenica delle Palme, e 28esima Giornata mondiale della gioventù. In Piazza San Pietro, dopo la commemorazione dell'ingresso del Signore a Gerusalemme e la proclamazione del vangelo della Passione di Cristo, il Papa ha spiegato che Gesù è il nostro amico, il nostro fratello, e quindi un cristiano non può mai essere triste. "la nostra gioia nasce dall'aver incontrato una Persona, Gesù".

Sabato 23 marzo, poco dopo le 12, l'elicottero bianco atterra nei giardini della residenza pontificia di Castel Gandolfo. A bordo c'è Papa Francesco, e ad attenderlo all'eliporto è appena arrivato Benedetto XVI, il Papa emerito, che cammina appoggiandosi ad un bastone. Appena sceso dall'elicottero Francesco saluta i piloti, poi vede il suo predecessore e gli corre incontro per abbracciarlo. E' il momento storico del primo incontro tra il nuovo Vescovo di Roma e il Vescovo emerito, ricco di affetto e commozione.

«Un momento di altissima e profondissima comunione». Così il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha commentato l'incontro tra papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI a Castel Gandolfo. Padre Lombardi ha inoltre ricordato che Benedetto XVI «ha già manifestato la sua incondizionata riverenza ed obbedienza per il suo successore».

Un’udienza di venti minuti durante la quale “ho visto delle lacrime scendere sul volto di Papa Francesco mentre raccontavo della Chiesa perseguitata in Iraq, dei suoi 950 martiri e delle sue 57 chiese attaccate”. E’ un Pontefice “addolorato” quello che descrive Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Baghdad), che giovedì 21 marzo è stato ricevuto in udienza, con il suo seguito, dal Papa.

Il primo commento, il Vescovo Agostinelli lo ha pronunciato a caldo, la sera del 13 marzo, subito dopo l’elezione del nuovo Papa: «Lo Spirito Santo – ha detto allora – ci ha donato questo Papa e ringraziamo Dio per questo dono. Il Santo Padre ha scelto il nome di Francesco, un nome singolare, è la prima volta. Sappiamo tutti quanto questo nome per la storia della Chiesa sia benemerito. Siamo contenti che Francesco torni a essere presente attivamente nella persona del Papa all’interno della Chiesa di oggi». Dal numero 12 del 24 marzo 2013.

Il Vescovo di Roma, il Pontefice, costruisce ponti tra uomini e culture e si chiama Francesco perché ha a cuore la pace e le povertà degli uomini e delle donne del nostro tempo. Le povertà materiali ma anche, oggi soprattutto, la povertà spirituale. Così ha detto papa Francesco al Corpo diplomatico, incontrato stamattina in Vaticano. Lottare contro la povertà sia materiale, sia spirituale; edificare la pace e costruire ponti. Sono - ha aggiunto - come i punti di riferimento di un cammino al quale desidero invitare a prendere parte ciascuno dei Paesi che rappresentate. Un cammino difficile però, se non impariamo sempre più ad amare questa nostra Terra.