Papa Francesco

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Tante piccole luci hanno illuminato il Colosseo venerdì sera. Quelle dei flambeux accesi dalla grandissima folla che ha riempito l’anfiteatro romano e della grande croce illuminata da tante fiammelle. Tanto raccoglimento e tanta emozione per la prima Via Crucis presieduta da Papa Francesco, nel Venerdì Santo 2013. Persone, di tutte le età, che sono venute da tutto il mondo per assistere a questo antico rito con il Pontefice, persino non credenti conquistati dallo stile di Francesco.

Nel nostro mondo contemporaneo”, “molti sono coloro che, deboli e vili davanti a queste correnti di potere, impegnano la loro autorità al servizio dell’ingiustizia e calpestano la dignità dell’uomo e il suo diritto alla vita”, ma tu “Signore Gesù non permettere che l’ingiustizia conduca gli innocenti alla disperazione e alla morte”. È il grido che hanno levato stasera i giovani del Libano, che hanno composto, sotto la guida del cardinal Béchara Boutros Raï, le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, nella I Stazione.

“La nostra preghiera per Lei è in spirito di rispetto e di fraterna amicizia, consapevoli della difficoltà di augurare non solo quello che noi reputiamo essere il suo bene, ma anche e soprattutto quello che reputa essere bene per sé stesso, per quanto diverso e non comprensibile”. Lo scrive il Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni in un messaggio inviato a papa Francesco per le festività di Pasqua.

Subito dopo la Messa crismale di ieri, Papa Francesco ha telefonato a Benedetto XVI. “Una telefonata bella, intensa, significativa”, l’ha definita padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, nel briefing di oggi, quasi un prolungamento della “comunione” che aveva caratterizzato l’atmosfera della messa nella basilica di S. Pietro poco prima.

Papa Francesco ha celebrato il Giovedì santo in mezzo ai giovani detenuti del carcere minorile romano di Casal del Marmo. Nel corso della Messa ''in Coena Domini'', il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici ragazzi del carcere, scelti tra giovani di nazionalità e confessione religiosa diversa. In segno di ringraziamento, i detenuti hanno donato al Papa una croce di legno e un inginocchiatoio, realizzati nel laboratorio artigianale di Casal del Marmo. In totale sono 46 i ragazzi presenti nell'istituto minorile: 35 maschi e 11 femmine, otto dei quali sono italiani e 38 stranieri, per lo più nordafricani e slavi.

Erano 10 a tavola oggi con un'ospite d'eccezione: papa Francesco ha voluto festeggiare il giorno in cui si ricorda l'istituzione del sacerdozio da parte di Gesù pranzando in Vaticano con alcuni sacerdoti romani. Un pranzo semplice, si legge sul sito di Aleteia (network mondiale cattolico) per un incontro all'insegna della cordialità durato circa un'ora e mezzo.

Papa Francesco ha voluto proseguire a Roma quella che per lui era una consuetudine a Buenos Aires: celebrare la Messa “in Coena Domini”, con il rito della lavanda dei piedi in un luogo significativo, in mezzo agli “ultimi”. Da qui la scelta del carcere minorile romano di Casal del Marmo, dove ha lavato i piedi a 10 ragazzi e 2 ragazze, una italiana e una serba. A trasmetterla in esclusiva è stata Radio Vaticana.

Nel corso del programma "Nel cuore dei giorni" Vito D'Ettorre ed Eugenia Scotti danno il benvenuto a Gennaro Ferrara. Papa Francesco visita il carcere minorile di "Casal del Marmo" per presiedere la Santa Messa nella Cena del Signore e la lavanda dei piedi a 12 detenuti. Nel corso del programma il collegamento con Cristiana Caricato proprio da "Casal del Marmo".

Il testo integrale dell'omelia pronunciata da papa Francesco celebrando nella Basilica di San Pietro, la mattina di giovedì 28 marzo 2013, la Messa crismale.