Presepi

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«L'incontro odierno mi offre l'opportunità per rinnovare il mio incoraggiamento alle vostre popolazioni, che l'anno scorso hanno subito una devastante calamità naturale, con l'abbattimento di intere zone boschive». Lo ha detto il Papa, nell'udienza alle delegazioni provenienti dal Trentino e dal Veneto per il dono dell'albero di Natale del presepio che questo pomeriggio vengono inaugurati in piazza San Pietro.

«Non è importante come si allestisce il presepe, ciò che conta è che parli alla nostra vita». Si conclude così la lettera apostolica sul presepe, firmata a Greccio da Papa Francesco. «È come un vangelo vivo», il presupposto di una «bella tradizione» da sostenere e realizzare in famiglia, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze. «Non possiamo lasciarci illudere dalla ricchezza e da tante proposte effimere di felicità».

«Domenica prossima inizierà l'Avvento e mi recherò a Greccio per pregare nel posto del primo presepio, che ha fatto san Francesco d'Assisi, e inviare a tutto il popolo credente una lettera per capire il significato del presepio». Lo ha annunciato Papa Francesco durante i saluti in lingua italiana, al termine dell'udienza generale di questa mattina, in piazza San Pietro. 

Non un presepe ma una natività, come ha sottolineato sul bollettino parrocchiale il parroco don Alessandro Berlincioni. Una scena che più essenziale non si può: Maria, Giuseppe, il Bambino e nemmeno il bue e l’asino a riscaldarlo. Ma anche una scena che più realistica non si può, ambientata in una stalla toscana riprodotta nei minimi particolari. Tanto che chi nei giorni di Natale fosse entrato per la prima volta nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio avrebbe probabilmente pensato a un allestimento permanente, con vere pietre e veri mattoni: e invece no, di «vero» ci sono le parti in legno; per il resto tutto polistirolo tagliato, sagomato, coperto di gesso e dipinto.