Religiosi

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Una serata di festa, di testimonianza e di annuncio con canti, balli e coinvolgimento dei passanti. Sarà quello che la sera di giovedì 25 luglio offriranno a Grosseto i giovani toscani che parteciperanno alla 39^ Marcia Francescana, che quest'anno parte, appunto, dal capoluogo maremmano per concludersi, come ogni anno, il 2 agosto, festa del Perdono, ad Assisi.

Sul prato esterno hanno pregato, ascoltato testimonianze di migranti terrorizzati dall'idea di perdere i propri figli e hanno letto anche i messaggi dei vescovi arrivati a sostegno di questa manifestazione di disobbedienza civile organizzata da religiosi e associazioni cattoliche per protestare contro le politiche di immigrazione messe in atto alla frontiera, in particolare nei confronti dei bambini.

«La nostra semplice vita di sorelle testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell'accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone». È quanto si legge in una lettera aperta, a firma di 62 monasteri di clarisse e carmelitane scalze italiane, indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e inviata per conoscenza a Papa Francesco. 

«Realtà» è il tema che sarà indagato, approfondito, scandagliato attraverso il linguaggio cinematografico, nella sesta edizione del Siloe Film Festival, in programma dal 19 al 21 luglio al monastero dell'Incarnazione a Poggi del Sasso (Grosseto). Verranno proiettati 13 cortometraggi selezionati tra 2156 arrivati da tutto il mondo.

Pubblicato il testo delle Linee Guida approvate dall'Assemblea generale dei vescovi italiani nel maggio scorso e che si applicano a tutti coloro che operano, a qualsiasi titolo, individuale o associato, all'interno delle comunità ecclesiali in Italia e a tutti gli Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica. Forte l'impegno della Chiesa italiana: «Qualsiasi abuso sui fanciulli e sui più vulnerabili - scrivono i vescovi -, ancor prima di essere un delitto, è un peccato gravissimo, ancor più se coinvolge coloro ai quali è affidata in modo particolare la cura dei più piccoli».