Religiosi

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Un grande compito affidato da Papa Francesco alle persone consacrate. Nel tempo del disorientamento e della paura occorrono luoghi abitati dalla speranza come accadde nei momenti più bui della storia europea occidentale e orientale: conventi e monasteri formarono una diga contro l'odio, l'orrore, la disperazione. Contemplazione e solidarietà, sorgente di nuova umanità.

La Festa di don Bosco, nell'Anno bicentenario, è la cornice migliore per radunare a Torino i superiori e coordinatori maggiori dei vari gruppi della Famiglia Salesiana e così celebrare in spirito di famiglia l'origine dei propri carismi e rinnovare l'impegno a camminare insieme. L'appuntamento è per il prossimo fine settimana, sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio.

«L'Anno della vita consacrata, che Papa Francesco ha indetto a cinquant'anni dal decreto conciliare Perfectae caritatis, acquista una singolare risonanza nella prossima Giornata mondiale della vita consacrata, che celebriamo il 2 febbraio»: si apre con queste parole il Messaggio del Consiglio episcopale permanente della Cei (in corso a Roma fino a domani) diffuso oggi con il titolo «Portate l'abbraccio di Dio».

Il cammino ecumenico intrapreso dalle Chiese per ristabilire l’unità di tutti i cristiani ha bisogno di «conversione», «preghiera» e «santità». Per questo la vita consacrata «ha senza dubbio una vocazione particolare nella promozione di questa unità». Lo ha detto Papa Francesco ricevendo questa mattina nella sala del Concistoro religiosi e religiose di diverse Chiese e Comunità ecclesiali partecipanti a un colloquio ecumenico promosso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica. 

«La vita religiosa apostolica negli Usa sta vivendo momenti difficili», per questo «abbiamo voluto acquisire una conoscenza più approfondita del contributo delle religiose alla Chiesa e alla società e delle difficoltà che minacciano la qualità della loro vita religiosa e, in alcuni casi, l‘esistenza stessa degli istituti». Questa la ragione della visita apostolica agli istituti religiosi femminili negli Usa avviata nel dicembre 2008 dall'allora prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, Franc Rodé, e che ha portato alla stesura del «Rapporto finale» che l'attuale prefetto, il cardinale João Braz de Aviz, ha presentato ieri alla stampa.