Religiosi

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«Non sempre chi annuncia il Vangelo è accolto, applaudito. A volte è rifiutato, ostacolato, perseguitato, addirittura imprigionato o ucciso». «Allora bisogna perseverare, avere pazienza, ma non dobbiamo aver paura di niente nel testimoniare Gesù e la sua parola di Verità». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, i partecipanti al XXXVII Capitolo generale della Congregazione delle Sacre Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo (Stimmatini). 

«Gli anziani ricevono dai giovani, i giovani attingono dagli anziani». Celebrando, questo pomeriggio nella basilica di S. Pietro, la Messa per la Giornata mondiale della vita consacrata, il Papa è tornato nell’omelia su un tema a lui caro, al centro anche di quella che nell’Oriente cristiano è detta la «Festa dell’incontro».

«Conosco il dolore che hanno significato i casi di abusi contro minori e seguo con attenzione quanto fate per superare questo grave e doloroso male». Incontrando il clero nella cattedrale di Santiago, il Papa – come aveva fatto già nel suo primo discorso in Cile, rivolto alle autorità – è tornato sulla piaga della pedofilia (discorso integrale).

Non c'è pace in Nigeria, dove continuano gli attacchi alle chiese e alle moschee, le rapine a mano armata e i rapimenti, tra cui sei religiose nigeriane di cui non si hanno più notizie da un mese e mezzo. La desolazione e gli appelli del card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja: «Siamo tutti sotto attacco, cristiani, musulmani, gente di altre tribù. Tutti soffriamo a causa della scarsa sicurezza».

Una vera missionaria che ha saputo abbandonarsi pienamente all’amore di Dio sulla strada del servizio e della santità, una giovane Madre che ha dedicato la sua vita a consolare gli altri, in particolare i migranti, gli orfani, i disoccupati, gli sfruttati, con uno sguardo attento, misericordioso. Così il Papa ha ricordato Santa Francesca Saverio Cabrini, nel primo centenario della sua morte. Alle Missionarie del Sacro Cuore incontrate in Vaticano, Bergoglio ha chiesto di imitarne il carisma, e di essere fedeli alla sua missione, imparando a cogliere i segni del tempo per dare risposte concrete di fronte a nuove forme di povertà e di violenza. 

«La vita di Francesco è stata segnata dall’incontro con Dio povero, presente in mezzo a noi in Gesù di Nazareth: una presenza umile e nascosta che il Poverello adora e contempla nell’Incarnazione, nella Croce e nell’Eucaristia». A ricordarlo è stato il Papa, ricevendo oggi un udienza le famiglie francescane.

Il 21 novembre ricorda ogni anno a tutta la Chiesa le claustrali, queste donne la cui risposta al dono della vita si concretizza in un luogo preciso e definito: il monastero. Tuttavia non in un modo uniforme: svariati sono i toni e le sfumature che caratterizzano le diverse spiritualità, differente l’intensità dei colori attinti all’unica tavolozza, quella del Vangelo.