Sacerdoti

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Gesù desidera una Chiesa in uscita, che vada nel mondo, e sacerdoti che escono da se stessi, e bruciano del desiderio di testimoniare e di raggiungere gli altri. Nel nuovo Santuario di san Giovanni Paolo II che ha sempre invitato la Chiesa ad “Aprire le porte”, Papa Francesco ha tracciato un profilo del buon pastore, celebrando la messa con i sacerdoti e religiosi polacchi. 

Nel tempio completato nel 2015, ad un chilometro dal Santuario della Divina Misericordia, circondato dai mosaici di padre Rupnik, il Papa ha ricordato con il Vangelo di Giovanni che Gesù risorto, la sera di Pasqua, è entrato nel luogo dov’erano i discepoli, che aveva le porte chiuse.

"L’Arcidiocesi di Firenze sottolinea l’importanza dell’impegno dei dirigenti della struttura, della magistratura, dei Carabinieri e del NAS di Firenze nell’aver portato a termine la delicata operazione con professionalità e grande attenzione verso gli ospiti del Convitto". Così, in un comunicato stampa, la Diocesi fiorentina commenta l’indagine su maltrattamenti ai danni di un ospite del Convitto Ecclesiastico di Firenze, che stamani ha portato all'arresto di sei operatori socio sanitari e un infermiere. 

Si conclude oggi pomeriggio a Roma con una concelebrazione in Santa Maria maggiore un singolare incontro per sacerdoti promosso da Incontro Matrimoniale, l’Associazione Apostolato per la famiglia: oltre 50 preti provenienti da tutte le diocesi italiane, accompagnati da una coppia di sposi, hanno vissuto tre giorni di riflessione «per vivere la vocazione in modo nuovo».

Il cuore di un sacerdote, di un pastore secondo Gesù, è un cuore libero per lasciare le sue cose, non guarda più a se stesso ma è rivolto a Dio e ai fratelli, non è un ragioniere dello spirito, ma un buon samaritano in cerca di chi ha bisogno. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa per il Giubileo dei Sacerdoti celebrata in Piazza San Pietro, nella solennità del Sacro Cuore di Gesù. Il cuore del Buon pastore, ha spiegato il Pontefice, è la misericordia stessa, e ha solo due tesori: il Padre e noi. Così anche il cuore del pastore di Cristo conosce solo due direzioni: il Signore e la gente, l’incontro con la gente.

“La misericordia è feconda e inclusiva”, perché il suo oggetto è la vita umana nella sua totalità, che nessuno può dare a se stesso, e noi sacerdoti dobbiamo essere segno e strumento, fare opere e creare una cultura della misericordia. Così Papa Francesco si è rivolto ai presbiteri nell’ultima meditazione preparata per il loro giubileo, e tenuta nella Basilica di San Paolo fuori le mura, dal titolo “Il buon odore di Cristo e la luce della sua misericordia”.
Un odore che siamo noi quando serviamo i poveri e i malati, ha spiegato il Papa citando santa Rosa da Lima. Nella Chiesa abbiamo avuto e abbiamo molti peccati, ma abbiamo anche seguito lo Spirito nelle opere di misericordia.

La misericordia “non ci fa il photoshop”, ma ci dona un cuore nuovo, ri-creato, “non rattoppato”, che può essere recipiente, ricettacolo di misericordia, come i santi e Maria. Su questo tema Papa Francesco ha sviluppato la seconda meditazione per il Giubileo dei sacerdoti, tenuta nella basilica di Santa Maria Maggiore, dopo quella inaugurale a San Giovanni in Laterano.

Nessuno, ha spiegato, è migliore nell’esercizio della misericordia di colui che “mantiene viva l’esperienza di essere stato” egli stesso “oggetto di misericordia”. 

Siate sacerdoti misericordiosi come peccatori perdonati, a cui il Signore ha restituito dignità, come il padre misericordioso al figliol prodigo e Gesù a Pietro, “facendogli sentire dolore e vergogna per la sua slealtà e codardia”, ma per tre volte pure affidandogli il compito di pascere le sue pecore. E’ stato questo l’invito di Papa Francesco ai presbiteri nella prima meditazione della giornata giubilare di “ritiro spirituale”, tenuta nella Basilica di San Giovanni in Laterano.