Sacramenti

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Un'iniziativa che nasce da un desiderio: quello del vescovo Rodolfo di poter amministrare il sacramento della Confermazione ai cresimandi delle parrocchie cittadine prima di lasciare la Diocesi. È da qui che ha preso le mosse l'idea - condivisa coi parroci in occasione di un recente incontro - di poter ovviare alle contingenze individuando uno spazio ampio e all’aperto nel quale poter celebrare la Messa e conferire la Cresima. 

Medici e infermieri che diventano Ministri straordinari dell’Eucaristia, portando la Comunione ai pazienti ricoverati per coronavirus. Era già successo a primavera, all’ospedale di Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri (Bagno a Ripoli). Adesso, con la seconda ondata e la riapertura dei reparti Covid, don Umberto Cavini è tornato a chiedere l’aiuto del personale dell’ospedale.

La risposta del tampone è arrivata nella tarda serata di ieri e non appena ne è venuta a conoscenza, la donna, che cura il catechismo di un gruppo di cresimandi, ha immediatamente informato il parroco don Renzo Fantappié della sua positività al Coronavirus. Appresa la notizia il sacerdote ha deciso di rinviare il conferimento delle cresime di concerto con gli altri catechisti.

Dopo lo stop forzato alla celebrazione delle Prime comunioni e delle cresime in tutte le Parrocchie, disposto a fine marzo per arginare la pandemia, il vescovo Rodolfo Cetoloni ha autorizzato i Parroci a riprendere questi importanti momenti nella vita delle comunità parrocchiali e delle famiglie, così come il percorso del catechismo.

"Mi auguro che le Messe si possano “riaprire un po’ di più”, se mi è consentita questa espressione: ossia, che si torni a celebrare alla presenza della nostra gente. Tuttavia è chiaro che non ci sarà permesso di avere le chiese affollate". Lo afferma il vescovo di Fiesole Mario Meini in un'intervista al quotidiano Avvenire.