Sacramenti

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Chiede un lettore: «Dopo l’incontro fraterno, nello scorso novembre, tra il Vescovo di Roma e il Patriarca di Costantinopoli è legittimo domandarsi: la Messa celebrata in una chiesa cattolica ha lo stesso significato di una celebrata in una chiesa ortodossa?» Risponde padre Valerio Mauro, docente di Teologia sacramentaria alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

Giovedì 4 giugno, solennità del «Corpus Domini», Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano. All’omelia ha voluto commentare il Responsorio della seconda lettura dell’Ufficio delle letture che, tra l’altro, dice: «Prendete e mangiate il corpo di Cristo, bevete il suo sangue: poiché ora siete membra di Cristo. Per non disgregarvi mangiate questo vincolo di comunione; per non svilirvi, bevete il prezzo del vostro riscatto».

Lo sanno anche i bambini: al confessionale è consegnato il segreto e in quel segreto il peccatore viene toccato da Dio. Non è il prete che parla. Lui è solo un tramite della Misericordia divina della quale si va in cerca accostandosi a quel sacramento così intimo e prezioso. Ma certi giornalisti non lo sanno...

Un brano dell'omelia pronunciata ieri (13 marzo 2015) da Papa Francesco durante la liturgia penitenziale in San Pietro per l'iniziativa «24 ore per il Signore».

«Siamo chiamati a guardare oltre, a puntare sul cuore per vedere di quanta generosità ognuno è capace. Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio. Tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato e maggiore dev’essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono. Con quanto amore ci guarda Gesù! Con quanto amore guarisce il nostro cuore peccatore! Mai si spaventa dei nostri peccati».