Sinodo dei vescovi

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Parlano al Sir i tre vescovi italiani che hanno partecipato ai lavori del Sinodo per l'Amazzonia. Nelle loro parole un bilancio dell'assise svoltasi in Vaticano da cui emerge anzitutto la preoccupazione per la «casa comune». Sulle questioni relative all'ordinazione sacerdotale per i diaconi permanenti, anche sposati, e l'accesso per le donne al ministero del lettorato e dell'accolitato «l'ultima parola spetta al Papa».

Un monito a chi «sta nel tempio di Dio, ma pratica un'altra religione, la religione dell'io». A rivolgerlo è stato il Papa, che nell'omelia della messa celebrata ieri, nella basilica di San Pietro, a chiusura del Sinodo per l'Amazzonia ha affermato: «Tanti gruppi ‘illustri', ‘cristiani cattolici', vanno su questa strada» e considerano gli altri come «scarti da cui prendere le distanze».

L'emergenza climatica al centro del briefing di oggi, relativo all'ultimo giorno in cui si sono riuniti i Circoli minori. Da domani si lavora per il documento finale del Sinodo per l'Amazzonia. «Bisogna osare», la proposta dal Congo per risolvere il problema della mancanza di sacerdoti. A prendere la parola anche la «paladina» brasiliana delle vittime delle dighe.

Durante il briefing odierno sul Sinodo pe rl'Amazzonia il card. Schönborn si è soffermato sul necessario rilancio del diaconato permanente e sulle critiche che vengono mosse al Papa. Sono intervenuti anche padre Dario Bossi, superiore provinciale dei Missionari Comboniani in Brasile, Marcivana Rodrigues Paiva, rappresentante del gruppo etnico sateré mawé e mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti.

«Il card. Hummes ha illustrato il progetto del documento finale, di cui è iniziata l'elaborazione, ma il processo di ascolto non è terminato». A precisarlo è stato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, nel briefing che ha inaugurato l'ultima settimana del Sinodo per l'Amazzonia, che si concluderà il 27 ottobre.