Sinodo dei vescovi

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In continuità con il Sinodo sui giovani del 2018, al Sinodo per l'Amazzonia si è riflettuto sull'importanza del protagonismo giovanile nell'ecologia integrale, con l'esempio della giovane attivista svedese Greta Thunberg e dell'iniziativa «Lo sciopero per il clima». A riferirlo è Vatican news, a proposito dei contenuti della seconda Congregazione generale, svoltasi ieri pomeriggio.

«L'0rdinazione sacerdotale degli uomini sposati nasce da un'esigenza registrata dall'Instrumentum laboris: non ascoltarla sarebbe sbagliato. Ma il Sinodo è appena cominciato, e come ha detto il Papa è un processo: non sappiamo dove porterà». Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, ha risposto così alle domande dei giornalisti sulla questione dei «viri probati», menzionata anche dal card. Hummes nella sua relazione generale durante la prima Congregazione del Sinodo per l'Amazzonia.

L'Amazzonia è «un test decisivo, un banco di prova per la Chiesa e per la società brasiliana». Lo ha detto il card. Claudio Hummes, presidente della Repam e relatore generale del Sinodo per l'Amazzonia, intervenendo alla prima Congregazione generale del Sinodo, in corso in Vaticano fino al 27 ottobre. Apertura verso il sacerdozio degli uomini sposati e nuovo ruolo della donna nella Chiesa.

«Dobbiamo accostarci ai popoli amazzonici in punta di piedi, rispettandola loro storia, la loro cultura, il loro stile del ‘buen vivir' nel senso etimologico della parola, e non nel significato sociale». È l'invito del Papa, che ha aperto la prima Congregazione generale del Sinodo per l'Amazzonia, in corso nell'Aula del Sinodo in Vaticano, con un discorso pronunciato a braccio, in spagnolo, e durato circa venti minuti.

Aprendo ieri ufficialmente il Sinodo per l'Amazzonia, il Papa ha raccomandato ai 184 padri sinodali la virtù della prudenza, che «è la virtù del governo», e ha chiesto di abbandonare la logica del «si è sempre fatto così». No ai «nuovi colonialismi», al fuoco che distrugge la foresta amazzonica e a causa dell'avidità «divora popoli e culture».

Alla vigilia della sentenza della Consulta, il vicepresidente della Cei, mons. Mario Meini, torna ad esprimere - dopo il card. Bassetti e il Papa - la preoccupazione della Chiesa italiana «per la possibilità di ammettere il suicidio assistito». Nei confronti del nuovo Governo, fa notare il vescovo di Fiesole, «le attese della gente sono alte», sere «stabilità politica fondata su maggioranze chiare e su programmi solidi e condivisi».