Vita consacrata

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A Firenze (ma non solo) ormai è un punto di riferimento della spiritualità e della cultura ben al di là dei confini ecclesiali. Per sei anni ha guidato - in una sorta di «prova generale» - la comunità monastica benedettina olivetana di San Miniato al Monte. Domenica 13 dicembre dom (sì, proprio così, con la «m», abbreviazione del latino dominus) Bernardo Gianni ha ricevuto dal cardinale Giuseppe Betori la benedizione abbaziale, iniziando così ufficialmente il servizio a vita - semel abbas, semper abbas, «una volta abate, sempre abate» - di superiore di quell’antichissima Abbazia.

In un’affollata Aula Paolo VI, Papa Francesco risponde alle domande dei religiosi e delle religiose della diocesi di Roma, nell’Anno dedicato alla vita consacrata. Il Pontefice offre i consigli utili per vivere il dono ricevuto nel modo più consono alla chiamata di Gesù; un dono che non è un arruolamento ma il regalo di una Persona. Ricorda che le suore di clausura, ad esempio, sono donne in tensione tra il nascondimento e la visibilità che però devono leggere la propria vita attraverso il loro sì a Dio. Devono restare collegate con il mondo e offrire il loro sorriso “che – dice il Papa – sfama più di del pane”. 

«Indulgenza plenaria, alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) a tutti i singoli membri degli istituti di vita consacrata e agli altri fedeli veramente pentiti e mossi da spirito di carità, da lucrarsi dalla prima domenica di Avvento del corrente anno fino al 2 febbraio 2016, giorno in cui l'Anno della vita consacrata solennemente si chiude, da potersi applicare a mo' di suffragio anche per le anime del Purgatorio».