Vita consacrata

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La Costituzione «Vultum Dei quaerere», presentata nel giorno in cui la Chiesa celebra per la prima volta la «festa» liturgica di Maria Maddalena, tiene conto del cammino percorso dalla Chiesa negli ultimi decenni e delle mutate condizioni socio-culturali. Al documento, che si chiude con 14 articoli dispositivi, seguirà una nuova Istruzione che sarà redatta dalla competente Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.

“Sia data facoltà ad ogni Comunità claustrale di decidere in piena libertà di uscire dalla clausura, nel giorno che ciascuna Comunità sceglierà, per accedere a una delle tre Porte Sante aperte nell’Arcidiocesi, dandone semplicemente comunicazione al Delegato arcivescovile per la Vita consacrata”. Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in una lettera inviata a tutti i monasteri di clausura presenti in diocesi.

I consacrati e le consacrate sono chiamati “ad essere uomini e donne dell’incontro” e “custodi dello stupore” nato dall’incontro con Gesù. Papa Francesco lo ha ricordato nell’omelia della messa presieduta nella Basilica di San Pietro, nel giorno della Festa della Presentazione di Gesù al tempio, e a conclusione l’Anno della Vita Consacrata, iniziato il 30 novembre del 2014. Come gli anziani Simeone e Anna, i consacrati devono vivere la festa dell’incontro con il bambino Gesù, portato al tempio da Maria e Giuseppe.

L’Anno della Vita consacrata, «come un fiume, ora confluisce nel mare della misericordia, in questo immenso mistero di amore che stiamo sperimentando con il Giubileo straordinario». Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata nella basilica di San Pietro, al termine dell’anno dedicato ai religiosi e alla religiose, si è soffermato sulle letture del giorno della Festa della Candelora. 

Si è concluso l'Anno della vita consacrata, indetto da Papa Francesco il 30 novembre 2014. Per il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione dei religiosi, «la percezione di essere al finale di una storia è mutata: adesso c’è speranza, e questo è il frutto più bello». L'augurio: «Avremmo superato tante crisi interne ai nostri Istituti, se fossimo andati in missione. Lo abbiamo fatto, ma non a sufficienza». Il punto sul commissariamento dei Francescani dell’Immacolata: «Abbiamo fiducia che qualcosa si muova. Quel che è sicuro, è che Stefano Manelli non potrà più restare». Le novità del documento «Mutuae relationes»

«Parlerò con voi di quello che mi dice il cuore». Entrando in Aula Paolo VI, dove lo aspettavano migliaia di consacrate e consacrati per l’udienza a conclusione dell’Anno a loro dedicato, il Papa ha lasciato da parte il testo scritto, consegnandolo al cardinale prefetto, Joao Braz de Aviz, per soffermarsi a braccio su quelli che ha definito «tre pilastri: profezia, prossimità e speranza».