Welfare

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La Toscana istituisce il tavolo regionale della rete della protezione e dell'inclusione sociale, articolazione territoriale dell'Alleanza contro la povertà nazionale. L'obiettivo è condividere programmi, azioni, attività di contrasto del rischio di povertà ed esclusione sociale. Il protocollo istitutivo è stato firmato ieri. Coinvolge Regione, Anci e una pluralità di altri soggetti. Ha validità triennale. Positivo il commento del portavoce dell'Alleanza toscana contro le povertà.

Nel 2017 i pensionati in Italia erano 16 milioni (-23mila rispetto al 2016, -738mila rispetto al 2008) e hanno percepito in media un reddito pensionistico lordo di 17.886 euro (+306 euro sull'anno precedente). Le donne sono il 52,5% e ricevono in media importi annui di quasi 6mila euro più bassi di quelli degli uomini.

«Combattere la povertà e mettere questo obiettivo come fondante del contratto di governo è una scelta condivisibile. Siamo convinti però che per raggiungere in pieno l'obiettivo sia importante valorizzare al meglio le istituzioni locali a partire da Comuni e Regioni e gli enti e le associazioni del Terzo settore che lavorano sul territorio a stretto contatto con chi ha bisogno». Così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore a conclusione dell'audizione al Senato in cui sono stati ascoltati i rappresentanti della Alleanza contro la povertà di cui il Forum è socio fondatore.

Per la disabilità, la non autosufficienza e la vita indipendente la Toscana impegna oltre 270 milioni nel 2019. Dall'inizio dell'anno viene adeguata la quota sanitaria per la non autosufficienza. Vengono riviste anche per le tariffe riconosciute ai centri di riabilitazione extraospedaliera. Le novità sono contenute in quattro delibere approvate nelle ultime sedute della Giunta regionale del 2018.

«Il governo che doveva abolire la povertà produrrà nuovi poveri». Così Giacomo Martelli, presidente delle Acli della Toscana, sulla misura con cui l'esecutivo intende rivedere il sistema di rivalutazione delle pensioni, «che i sindacati avevano concordato coi governi precedenti per tenere dietro l'aumento del costo medio della vita».

Dall'infermiera al medico di famiglia; dal ricercatore alla specializzanda; dallo psichiatra al volontario del 118. Sono i «protagonisti» del sistema sanitario nazionale che lo scorso 12 dicembre hanno preso la parola a nome degli oltre due milioni di colleghi che ogni giorno lavorano al servizio della salute dei cittadini. A loro è andato, in un simpatico «fuoriprogramma», il ringraziamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.