Welfare

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Arriviamo per ultimi in Europa, ma va pur sottolineato che per la prima volta si interviene contro la povertà assoluta con una misura strutturalmente inserita nel bilancio dello Stato e unica su tutto il territorio nazionale. Insieme al Rei è prevista una serie di servizi alla persona, di cui pure la legge dispone il riordino, nell'ambito di un piano personalizzato per ciascun nucleo familiare, rivolto a incentivare l'inclusione sociale.

Il governo ha annunciato, qualche giorno fa, di voler elargire una specie di quattordicesima mensilità ai pensionati minimi. Dalla piazza si son levati alcuni applausi all’indirizzo dell’esecutivo in veste samaritana e pantofole giubilari. Altri, invece di applaudire, si son chiesti se il donatore misericordioso potesse permettersi tanto dono. I più maligni, infine, hanno fischiato la supposta mancia per un sì all’imminente referendum.

Si è svolto oggi, sabato 28 maggio a Firenze, a Il Fuligno, il Convegno nazionale «Welfare, immigrati e territori nella società italiana di oggi» organizzato e promosso dalla SISS (Società Italiana Sociologia della Salute) e dalla Sezione di Sociologia del Territorio dell’AIS (Associazione Italiana Sociologia), con il patrocinio di Regione Toscana, Anci Toscana, Comune di Firenze, Meyer Azienda Ospedaliera Universitaria, Cesvot, Ceuriss.

Il «Bilancio di sostenibilità del welfare italiano», realizzato dal Censis per il Forum Ania-Consumatori mette in luce i punti di crisi del Sistema sanitario nazionale, stretto fra i ritardi del pubblico e i costi proibitivi del privato. Il rischio della creazione di una «sanità dei poveri». Oltre 500 euro pro capite la spesa a carico dei cittadini. L'estensione dei pagamenti in «nero».

«Offrire un pasto a chi ha bisogno, senza guardare a provenienza, religione, cittadinanza, è un servizio che vogliamo continuare a garantire: dovremo riorganizzarci, e per questo chiediamo aiuto alle parrocchie che già fanno tanto per darci una mano». Così il direttore della Caritas Alessandro Martini spiega la situazione che si è creata per la mensa di via Baracca, dove da circa vent’anni la Caritas diocesana dà da mangiare agli affamati.