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Da domenica tante parole sono state dette e scritte su un fatto esecrabile che stamane ci vede riuniti insieme e per il quale il nostro cuore è profondamente scosso”: esordisce così mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina, che questa mattina ha presieduto al campo sportivo di Paliano (Fr) le esequie di Willy Monteiro Duarte, ucciso a Colleferro nel corso di una rissa.

“Non considero l’attuale una generazione perduta, però a livello educativo non si può più perdere tempo”, dice al Sir Mario Pollo, antropologo dell’educazione, già docente di sociologia e pedagogia all’Università Lumsa di Roma, interpellato sull’omicidio del giovanissimo Willy Monteiro Duarte, ucciso a calci e pugni da quattro giovani poco più grandi di lui mentre tentava di sedare una lite.

“Tutti sapevano, ma non si è riuscito a percepire quel che stava per succedere. In un piccolo centro dove tutti sanno davvero tutto, la cosa sconvolgente è che nessuno è riuscito a intervenire. Stiamo costruendo una società estremamente individualista”. Lo dice al Sir Tonino Cantelmi, psichiatra, professore di Cyberpsicologia all’Università europea di Roma e presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici (Aippc), commentando la morte del giovane Willy Monteiro, sabato notte a Colleferro (Rm).

A fine mattinata il fuoco divampato alle 7.40 di questa mattina all’interno della storica cattedrale di Nantes, cittadina del nord-ovest della Francia, è stato domato. I vigili del fuoco sono ancora al lavoro. Anche la diocesi conferma danni importanti alla struttura: il grande organo, il rosone del XVI secolo, il coro e l’organo del coro. 

La corte d'assise di Firenze, dopo circa cinque ore di camera di consiglio, ha inflitto cinque condanne per la morte di Duccio Dini, il 29enne travolto il 10 giugno 2018 mentre era fermo in scooter a un semaforo in via Canova a Firenze durante un inseguimento in auto tra alcuni nomadi per un regolamento di conti. La pena più alta inflitta è di 25 anni e 2 mesi di reclusione. Assolti altri due imputati. Il pm aveva chiesto la condanna di tutti e sette gli imputati, a pene da 22 a 9 anni di reclusione.

Silvia Romano, la volontaria milanese di 25 anni rapita in Kenya il 20 novembre del 2018, è stata liberata. “Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia”. Queste le prime parole di Silvia, liberata a 30 chilometri da Mogadiscio, in un’operazione dell’intelligence scattata la notte scorsa. Il rientro in Italia è previsto per domani alle 14 a Ciampino.