incidenti stradali

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337 famiglie le famiglie sfollate per un totale di circa 560 persone che risiedono in una decina di palazzine che si trovano sotto la parte del ponte non crollata. In corso i lavori per liberare dalle macerie l'area dei soccorsi. Luigi D’Angelo, direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile fa il punto sui soccorsi.

Sono 38 i morti identificati e 15 i feriti, di cui 9 in codice rosso. È l'ultimo aggiornamento delle verifiche della Prefettura di Genova, aggiornate al tardo pomeriggio di ieri, in seguito al crollo di parte del ponte Morandi avvenuto nella mattina del 14 agosto. Si teme però che il numero dei morti possa salire ancora, perché vi sarebbero altri dispersi.

Nel pomeriggio del 15 agosto, al termine della recita dei Vespri nella Basilica di Carignano per la solennità dell'Assunzione di Maria al Cielo, il cardinale Angelo Bagnasco si è recato all'Ospedale San Martino di Genova per fare visita ad uno dei superstiti del crollo del Ponte Morandi e per rendere omaggio alle vittime e ai familiari, radunati nelle camere mortuarie del nosocomio genovese.

«È una catastrofe quella che ha colpito Genova e l’Italia intera. Su persone e famiglie inermi si è abbattuta una disgrazia spaventosa e assurda». Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui «primo pensiero – mio come di tutti gli italiani – va alle vittime, ai feriti, alle sofferenze e alle angosce dei loro familiari.

Dopo il crollo della campata del ponte Morandi a Genova «è abbastanza evidente che si dovrà procedere allo smantellamento complessivo, anche dei monconi rimasti in piedi, e ci vorranno dei lavori particolarmente lunghi per riattivare la viabilità autostradale». A dirlo, a Skytg24, è il viceministro Edoardo Rixi, che peraltro è genovese e che mentre parla è proprio sul luogo della tragedia, dove si contano 22 morti e più di una decina di feriti, al momento.