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Betori e Rossi al convegno su don Milani: fatta giustizia su troppe mistificazioni

Presentata stamani al Gabinetto Vieusseux di Firenze l'«Opera omnia» di don Lorenzo Milani. Per il cardinale Betori (testo integrale) furono ambienti romani ad ostacolare le prospettive pastorali che don Lorenzo aveva aperto fin dalla sua prima esperienza a Calenzano.

La presentazione dell'Opera omnia di don Milani, stamani al Viessieux

«Don Lorenzo è al centro della Chiesa, non ai margini». La conclusione dell'intervento del cardinale Giuseppe Betori, che ribadisce il titolo del convegno su don Milani, stamani a Firenze al Gabinetto Vieusseux di Palazzo Strozzi, non lascia più dubbi. Ma non solo, l'Arcivescovo di Firenze attribuisce esplicitamente ad «ambienti romani» l'avere a suo tempo ostacolato «le prospettive pastorali aperte da don Lorenzo a Calenzano, coinvolgendo la Chiesa fiorentina in una ostilità che rese amari gli anni dell’impegno pastorale ed educativo a Barbiana fino alla sua morte». Definisce «improvvidi e malevoli» quei consiglieri di Giovanni XXIII che ne contrastarono la comprensione. «Quei percorsi dolorosi, però, non ci appartengono più - spiega Betori -, finalmente si può fare giustizia di non poche mistificazioni con cui al tempo si volle oscurare la passione e la lealtà ecclesiale di don Milani» (testo integrale).

La giornata di studi sul priore di Barbiana segue una «due giorni» a Scandicci, il 24 e 25 ottobre, dedicata ai «folli di Dio», a quel certo numero di personaggi che secondo lo storico Alberto Melloni, coordinatore dei lavori, «hanno reso peculiare il cattolicesimo fiorentino con una concentrazione di vicende del tutto singolari che meritano di essere riascoltate». E «quando il cristianesimo si è chinato sul Vangelo ­ha parlato allora anche alla società civile», ha spiegato Melloni introducendo il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha sottolineato come per don Milani fosse centrale «la questione dell'educazione per dare ai ragazzi una dignità, soprattutto investendo sulla parola come strumento di emancipazione». Ma il vero «scandalo» di don Milani, a giudizio di Rossi, è l’avere «accettato da una parte l’obbedienza e dall’altra invitato alla disobbedienza», dando così un messaggio forte anche alla politica attuale la cui crisi dipende, a differenza del priore di Barbiana, dal «non vivere con coloro che si vogliono rappresentare». Don Milani, però, «non era un politico e sarebbe sbagliato schiacciarlo politicamente».

L’incontro di oggi, organizzato in vista del Convegno ecclesiale nazionale dalla Fondazione per le scienze religiose «Giovanni XXIII» di Bologna, ha offerto anche l'occasione per annunciare i lavori di edizione critica dei testi di don Milani per l'opera omnia dei Meridiani Mondadori che uscirà nel 2016 a cura dello stesso Melloni e di altri studiosi molti dei quali presenti al Vieusseux.

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