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La preoccupazione per la tenuta del Paese ha fatto da sfondo alla sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta in videoconferenza il 26 gennaio 2021, sotto la guida del Cardinale Gualtiero Bassetti , Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Tra le decisioni quella di ripristinare, a partire da Domenica 14 febbraio, un gesto con il quale ci si scambia il dono della pace: un inchino del capo, guardandosi negli occhi

Con il documento "Alla sera della vita" la Chiesa italiana dona una parola felice, davvero felice, al tema della morte e del morire, argomento oggi dominato da una sorta di fatale cupio dissolvi. L’intuizione centrale del documento, curato dall’Ufficio per la Pastorale della Salute della Cei, è che il morire è un processo e che il processo del morire è un tempo relazionale, dove si intrecciano relazioni di cura, relazioni affettive e trame dense di umanità. Oppure trame rarefatte di umanità, abbandono, accanimento o disumanizzazione. Il morente è un soggetto relazionale e non un oggetto di cura. Nel processo del morire, inteso come un tempo relazionale intenso e potenzialmente ricco, in questo movimento processuale si costruisce il portato del senso e del significato della vita terrena

Chissà che cosa sarebbe successo se ci fossero stati i Social all’epoca di San Francesco di Sales, il santo che festeggiamo il 24 gennaio. Lui ha avuto l’idea di diffondere brevi testi stampati, a completamento delle sue prediche, e perciò è diventato il patrono dei giornalisti. Forse però qualche problema con i Social lo avrebbe potuto avere. Diceva cose che erano contrarie al pensiero mainstream tra Cinque e Seicento, l’epoca delle guerre di religione. Predicare l’amore di Dio, a quei tempi, era controcorrente.

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“La Parola ispira buoni propositi e sostiene l’azione; ci dà forza e serenità, e anche quando ci mette in crisi ci dà pace. Nelle giornate storte e confuse, assicura al cuore un nucleo di fiducia e di amore che lo protegge dagli attacchi del maligno”. Ne è convinto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla Biblioteca privata del Palazzo apostolico si è soffermato in particolare sul metodo della “lectio divina”.

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