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Siloe Film Festival, dodici pellicole «in cerca del Volto»

Dalla ricerca della bellezza alla ricerca del Volto con la maiuscola. In questo passaggio sta il senso della seconda edizione del Siloe Film Festival, la rassegna di cortometraggi e documentari in programma dal 23 al 25 luglio presso il monastero di Siloe, a Poggi del Sasso, in Maremma.

Siloe

In quel fazzoletto di collina dalla quale si domina tutta la piana grossetana assaporando il «gusto» della bellezza che trasuda dai colori vermigli e decisi della vegetazione o da un tramonto, per tre giorni sarà possibile approfondire, attraverso la settima arte, «la ricerca del Volto tra i volti». Sarà questo il filo conduttore sul quale si misureranno le dodici pellicole in rassegna, ma anche su cui si svilupperanno dibattiti, scambi, riflessioni in un contesto che rappacifica l’uomo con se stesso e con il creato. È, infatti, nell’armonia e nella bellezza che è più facile intravedere i lineamenti di un Dio che, incarnandosi, non solo ha scelto di assumere la nostra natura umana, ma anche di imprimere in noi i suoi lineamenti. Lineamenti che abbiamo il compito di intravedere nel volto dell’altro e di custodire. Parte da qui quell’ecologia integrale di cui ci parla papa Francesco nella sua enciclica «Laudato si’».

La particolarità del Siloe Film Festival, ideato e organizzato dal centro culturale San Benedetto (con sede alla comunità di Siloe) in collaborazione con la Fondazione Ente dello spettacolo, l’ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio nazionale per il progetto culturale, è che si tratta del primo festival cinematografico che si svolge all’interno di un monastero. Lo ha sottolineato lo stesso direttore artistico Fabio Sonzogni: «In questi tre giorni si respira un clima particolare, il clima della convivialità e del desiderio dell’incontro autentico con l’altro». La possibilità di godere di un tempo prolungato per fermarsi a gustare il piacere ed il bisogno della riflessione accurata, lontana dalla superficialità che ultimamente sembra voler banalizzare tutto, è senza dubbio la condizione e «l’ingrediente» fondamentale per restituire al tempo, anche nella sua dimensione speculativa, la funzione di liberarci da quelle pastoie che troppe volte ci consentono di fermarci solo alla «buccia» senza andare mai oltre, alla sostanza raffinata delle cose. Il Siloe Film Festival vuol essere questo spazio e questa occasione.

«“Alla ricerca del Volto tra i volti” – spiega il monaco fra Roberto Lanzi, responsabile del centro culturale San Benedetto – è una riflessione sull’uomo moderno: un modo per riportare l’uomo a non avere un rapporto strumentale ed utilitaristico nei confronti degli altri, specialmente della natura. In questo percorso, l’uomo è portato a prendere coscienza del volto degli altri, sino a dimenticare anche il proprio volto. Così la ricerca del Volto diventa la ricerca di Dio».

E il direttore artistico Fabio Sonzogni, richiamandosi all’idea di opera d’arte michelangiolesca, per cui essa è già contenuta all’interno del blocco di marmo da lavorare, sottolinea come il suo desiderio sia quello che le produzioni di quest’anno «raccontassero questa pratica per sottrazione, come se la macchina da presa riuscisse a togliere il superfluo dai volti dei personaggi e andasse a cercare il volto. Mi piacerebbe che i filmackers riuscissero a dare forma a questa ricerca».

L’impianto del Siloe Film Festival resta sostanzialmente fedele alla prima edizione: è dedicato a cortometraggi (durata massima 30 minuti), che potranno essere a soggetto e di animazione, e ai documentari (lunghezza massima 60 minuti). Possono essere presentate solo opere prodotte tra il 2012 e il 2015, di qualsiasi nazionalità e lingua. Anche la struttura delle giornate sarà ritmata da proiezione al mattino, al pomeriggio e alla sera con l’organizzazione parallela di spazi di dibattito e riflessione. La novità è la giuria dei giovani: dodici ragazzi tra i 18 e il 25 anni, che saranno selezionati sulla base dei propri curriculum accompagnati da un breve testo ispirato al cinema e al tema del festival 2015. I giovani selezionati saranno ospitati al monastero durante la tre giorni, in un’area allestita con tende da campo e saranno invitati ad assistere alle proiezioni e ai dibattiti, assegnando un riconoscimento ad una delle opere in concorso. Nella serata di chiusura verranno assegnati i premi: premio giuria Siloe Film Festival, premio del pubblico e premio della comunità monastica.

Il Siloe Film Festival ha il patrocinio della Diocesi di Grosseto, della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto, del Comune di Cinigiano, della Banca della Maremma e di Toscanaoggi. I dettagli su www.siloefilmfestival.it

Le dodici opere in concorso

Sono state rese note pochi giorni fa le dodici opere ammesse in concorso alla seconda edizione del Siloe Film Festival. Si tratta di «Counsellor» di Venetia Taylor, «Facing off» di Maria Di Razza, «Gaiwan» di Elia Moutamid, «I’m Festival» di Alessio Persiano e Mario Vezza, «Memorial» di Francesco Filippi, «Merci de me répondre» di Morgan Menegazzo e Maria Chiara Pernisa, «La sedia di cartone» di Marco Zuin, «Senza figli» di Enrico Cassanelli e Fabrizio Marini, «Sinuaria» di Roberto Carta, «Teatro» di Ivan Ruiz Flores, «L’uomo del fiume» di Barbara Maffeo e «Uomo in mare» di Antonella Santarelli. Saranno questi i lavori in rassegna dal 23 al 25 luglio nel monastero di Siloe, a Poggi del Sasso, nel contesto del festival che quest’anno sarà incentrato sul tema «Alla ricerca del Volto tra i volti» e che si preannuncia un’altra edizione di successo, come lo è stata la prima, soprattutto per l’alto valore di riflessione culturale che propone, abbinando alla cinematografia il confronto filosofico.

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