Prato

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Il cinema Borsi di Prato è pronto a tornare in attività dopo quattro anni di chiusura. L’Associazione «Pratoteatro» ha infatti trovato un accordo con la Curia, proprietaria dell’immobile, per la gestione e l’amministrazione del locale.

Le campane, la loro infinità variabilità di sagoma e di suono e la loro storia. Una passione che affonda le radici nella capacità di un ragazzino di appena tredici anni di emozionarsi di fronte alla maestosità di un campanile, antico simbolo dell’identità cittadina, la cui voce è rappresentata, appunto, dalle campane.

A Prato c’è bisogno dell’Emporio. I numeri del bilancio 2016 confermano l’importanza di questo servizio rivolto alle famiglie in difficoltà. Lo scorso anno sono stati 1895 i nuclei familiari che hanno fatto la spesa al supermercato solidale di via del Seminario, cinquanta in più rispetto al 2015. Facendo un calcolo, un po’ approssimativo, ma per difetto, possiamo dire che oltre 8500 persone hanno potuto ricevere gratuitamente prodotti alimentari e per la casa «acquistati» grazie alla tessera a punti, concessa da un apposito gruppo di monitoraggio formato dai servizi sociali del Comune, Caritas, Conferenze San Vincenzo e Volontariato Vincenziano. Il valore medio erogato a famiglia è stato di 815 euro (nel 2015 erano 725 euro), con un minimo di 360 per i nuclei piccoli e un massimo di 1080 euro per le famiglie numerose.

Quando un anno fa si è imbarcato per fuggire dal Benin e cercare approdo sulle coste di Lampedusa è riuscito a portare con sé solo lo stretto necessario. «Avevo l’essenziale», dice Frank in un buon italiano imparato alla svelta qui a Prato. E tra le cose ritenute inseparabili c’è anche il suo attestato di capo scout.

«Noi ci siamo e siamo pronti a testimoniare la bellezza di essere cristiani ai nostri coetanei. Voi fateci fare esperienze significative, senza chiacchierare troppo». La richiesta arriva dai sei giovani convocati nella redazione pratese di Toscana Oggi per discutere, confrontarsi e riflettere all’indomani della diffusione della lettera scritta dal vescovo Agostinelli a tutti i ragazzi e le ragazze della diocesi.

Il vescovo Franco sbarca su Facebook. A partire da domenica 9 aprile monsignor Agostinelli avrà una pagina personale sul più noto e diffuso social network del mondo. La data dell’inizio della «vita digitale» del Vescovo non è casuale, quel giorno infatti si celebra a livello diocesano la Giornata mondiale della gioventù e in quella occasione verrà presentata e distribuita una lettera indirizzata a tutti i giovani di Prato.

«Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore». Lo scrive papa Francesco nella lettera scritta ai giovani di tutto il mondo per informarli che nell’ottobre del 2018 si terrà un Sinodo dedicato a loro. Dopo la famiglia, alla quale sono state dedicate ben due assemblee dei vescovi, dunque le nuove generazioni sono protagoniste dell’azione (e della riflessione) della Chiesa.

Suona un campanello, due, poi tre. Un coro di voci si alza dal citofono: «Chi è?». «Sono don Serafino, sono qui per le benedizioni». Il portone d’ingresso viene aperto. Mentre il parroco di Chiesanuova fa per entrare, qualche ritardatario chiede nuovamente «Chi è?», e pronta giunge la risposta «Sono don Serafino, per le benedizioni».

«Mio fratello un eroe? Non lo so, posso dire che è stato ucciso soltanto perché faceva un lavoro onesto e così facendo ha rotto un sistema mafioso». Piera Tramuta abita a Comeana ma è siciliana di Villafranca Sicula, vive in Toscana da quando ha undici anni. È sorella di Calogero, ucciso il 27 aprile 1996 da un sicario mafioso per conto del boss Emanuele Radosta.

«Il giorno in cui mi sono svegliata, la mia vita la vedevo così: fuori il buio, dentro di me la voglia di vivere. Rosso, tanto amore per i miei figli. Verde, tanta speranza. Marrone, la cicatrice che esiste ancora oggi». Al giorno in cui la sua vita è cambiata per sempre, Maria Teresa Pucci ha dedicato un quadro e queste sono le parole che lo descrivono.

Cinque «presìdi» in altrettante parrocchie del territorio per ascoltare ragazze e ragazzi, la loro fame di sogni e la loro voglia di futuro. Con l’Anno dei giovani - indetto dal vescovo Agostinelli per il 2017 - il Progetto Policoro, a Prato da circa cinque anni, lancia nuove idee e nuovi progetti per aiutare i ragazzi del territorio a ripensare al tema del lavoro alla luce delle proprie aspirazioni. 

Una giornata per sensibilizzare i fedeli all’importanza del Seminario diocesano e per raccogliere offerte destinate a questo istituto. Domenica 19 febbraio si svolge la giornata dell’anno imperata, indetta dalla Diocesi di Prato, dedicata al Seminario, che raccoglie i giovani e gli adulti che stanno compiendo un percorso formativo insieme accademico e spirituale per diventare sacerdoti

Prato ha premiato la propria storia e la propria tradizione. Biscottificio Antonio Mattei, Cap e Lanificio Cangioli, tre aziende storiche e di successo del distretto industriale pratese, hanno ricevuto la mattina di sabato 4 febbraio il Premio Santo Stefano.
All’auditorium della Camera di Commercio si è tenuta la cerimonia di consegna della settima edizione dello «Stefanino d’oro», il riconoscimento che Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato dedicano a quelle imprese di successo capaci di creare lavoro nel rispetto delle regole e delle concorrenza. La manifestazione è stata trasmessa in diretta da Tv Prato e condotta da Giulia Ghizzani.

Addio alle slot machine per tutti i circoli Mcl di Prato. È l’esito di un percorso durato ben due anni: tanto ci è voluto per recepire le indicazioni della presidenza nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori e far sì che tutti i contratti con le aziende fornitrici di slot fossero onorati senza che i circoli, nell’eliminare le macchinette, incorressero in penali.

Le opere d’arte della collezione di Palazzo degli Alberti torneranno a Prato. È il risultato dell’accordo raggiunto tra Banca Popolare di Vicenza, Comune, Confindustria e Fondazione Cassa di Risparmio ufficializzato in occasione dell’incontro in città tra i vertici dell’istituto di credito e le istituzioni locali, promosso per rendere noti i dettagli dell’offerta di ristoro ai soci della banca. I quadri, dunque, torneranno a Prato in tempi brevi ad eccezione della Crocifissione del Bellini, considerata l’opera di maggior pregio artistico della collezione, che al momento resta a Vicenza in attesa che la Sovrintendenza veneta sciolga il nodo sul vincolo di territorialità del dipinto. Le opere, di proprietà della Banca, torneranno a Prato per essere esposte a Palazzo degli Alberti o in un luogo concordato con il Comune, purché siano visibili e aperte alla «più ampia fruizione da parte di cittadini e visitatori».

A partire da quest’anno le scuole paritarie cattoliche avranno il 20% di sconto sulla Tari, la tassa dei rifiuti. Lo stabilisce una delibera della giunta Biffoni che sarà approvata a giorni. Si tratta di un ottimo risultato per le quindici scuole pratesi aderenti alla Fism, la federazione italiana scuole materne, un’associazione che in città conta un totale di 54 sezioni per 1230 alunni, dal nido alle superiori, e 110 dipendenti.

La Chiesa di Prato celebra le «nozze» d’argento del Vescovo emerito Gastone Simoni con l’episcopato. Il 6 gennaio 1992 - saranno dunque 25 anni tondi nella prossima solennità dell’Epifania - il secondo Pastore residenziale della Diocesi veniva ordinato Vescovo a Roma nella Basilica di San Pietro da Papa Giovanni Paolo II. Un quarto di secolo vissuto tutto nella fedeltà alla Chiesa e a questa Chiesa particolare di Prato, prima nell’episcopato «attivo» e ora nel ministero della preghiera e dell’accompagnamento paterno.

Non sono un luogo dove si consegnano pacchi alimentari o dove si dà un sostegno economico. Il loro obiettivo, come si capisce dal nome, è quello di accompagnare. Sono i centri di ascolto della Caritas, una esperienza arrivata a Prato quasi trent’anni fa e che rappresenta il cuore delle attività portate avanti dal «braccio operativo» della Chiesa nell’aiuto ai poveri.

Armando Zappa è stato ordinato sacerdote. Sulla sua testa si sono posate le mani del vescovo di Huarì Ivo Baldi e del fondatore dell’Operazione Mato Grosso padre Ugo De Censi