Prato

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La Ronda della Caritas di Prato sta portando coperte e sciarpe a chi dorme fuori. Anche le parrocchie si stanno attivando: San Paolo aprirà le porte a chi bussa e Galcetello sta valutando come inserirsi nel servizio. A Maliseti esiste un servizio doccia

L'Ufficio guidato da don Renzo Fantappiè ha concluso un lavoro durato quindici anni. Archiviati candelieri, calici, inginocchiatoi e altre opere custodite in 92 edifici di culto. Schedate anche tutte le campane e gli organi nelle chiese pratesi. Le schede sono online sul portale BeWeb della Cei

Delegazione pratese al convegno su catechismo e disabilità organizzato a Roma dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Il gruppo, guidato da don Carlo Geraci, ha consegnato a papa Francesco un testo sperimentale per insegnare catechismo a bambini con difficoltà cognitive attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa

Uno a zero, goal di Alessio Giugni del Viaccia. È questo il risultato finale della partita che ha visto confrontarsi sul campo Ribelli di via Valdingole i padroni di casa del Viaccia contro il Coiano Santa Lucia. Ma quello che conta - in gergo giornalistico, la vera notizia - non è tanto il risultato, quanto chi erano i protagonisti del match.

Per la storia del ciclismo è stato il Leone delle Fiandre e il Terzo Uomo, fu un grande campione nonostante avesse corso nell’epoca d’oro di Coppi e Bartali. Ma per i pratesi e per i suoi compaesani vaianesi è stato soprattutto un fascista della prima ora, un repubblichino che partecipò al massacro di Valibona nel gennaio del 1944, quando furono uccisi tre partigiani in uno scontro a fuoco. Fiorenzo Magni è morto nel 2012 a Monza all’età di 92 anni, in una città che è stata per lui esilio e rifugio a partire dal 1945, quando capì che a Vaiano non avrebbe potuto più rimettere piede.

La prima campanella dell’anno è suonata anche per le scuole cattoliche, che ripartono con un incremento del 10 per cento delle iscrizioni rispetto allo scorso anno. Un risultato degno di nota, se si considera che dal 2013 a oggi, a fronte della crescita graduale degli iscritti alle scuole paritarie provinciali di ogni ordine e grado, tre istituti sono stati costretti a chiudere i battenti.

Il vice direttore della Caritas diocesana Giovanni Pieraccini, assieme ad altre quattro persone, si trova a Fortaleza in Brasile per una esperienza missionaria. Il gruppo sta dando una mano all’asilo Ciranda Cirandinha (in portoghese «Giro, giro tondo»), l’opera sostenuta quest’anno dalla raccolta offerte promossa in occasione della Quaresima di Carità.

A sessant’anni dalla morte c’è ancora molto da dire e da scrivere su Curzio Malaparte. Lui ci guarda dalla cima del monte Le Coste, dove è stato sepolto secondo le sue celebri volontà, «…e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano», e forse si chiede come mai l’Italia, la Toscana e la sua Prato non lo abbiano ancora riconosciuto per quello che è stato, ovvero uno tra i più grandi scrittori del Novecento. Questo sicuramente Kurt Erich Suckert, nato a Prato il 9 giugno 1898 e morto a Roma il 19 luglio 1957, lo pensava eccome, ma si sa, è difficile essere per tutta la vita un uomo libero senza pagarne lo scotto. Anche da morto.

Casale si è stretta attorno a don Bruno Belli che ha festeggiato il settantesimo anniversario di sacerdozio. Alla messa delle 18, di sabato primo luglio, la chiesa di San Biagio e la canonica si sono gremite di fedeli. Il vicario generale, mons. Nedo Mannucci, ha presieduto la cerimonia insieme all’attuale parroco di Casale, don Domenico Guastalegname. Don Nedo ha voluto che don Bruno completasse l’omelia dandogli l’opportunità di parlare a quello che per tanti decenni è stato il suo popolo. A fine cerimonia i parrocchiani hanno organizzato un buffet per far sentire il proprio affetto al loro storico priore.

«Non ci sono detenuti irrecuperabili, tutti hanno il diritto alla speranza». Ne è convinta la Caritas diocesana di Prato nel presentare «Non solo carcere», un progetto promosso in collaborazione con l’associazione Don Renato Chiodaroli, Gruppo Barnaba e Insieme per la Famiglia. E non solo, perché è la rete la forza con cui si intende raggiungere l’obiettivo primario dell’iniziativa, pensata per aiutare le persone detenute verso il fine pena che hanno bisogno di misure alternative prima di tornare in libertà.

In sella alla sua bicicletta ha percorso oltre dodicimila chilometri. I suoi non sono stati lunghi viaggi o avventure su due ruote, sì, forse anche tutto questo, ma lo spirito che ha animato per undici anni Pier Giorgio Catani è stato quello del pellegrino. Arrivato all’età di 79 anni, il ciclista che pedala con fede e passione, ha deciso di raccogliere le memorie di quelle «imprese» in un libro, intitolato, e non poteva essere altrimenti, «Io e la bici».

«Noi giovani siamo abituati ad avere tutto, e tanto, come se fosse dovuto. Non capiamo che tutto ciò che abbiamo può venir spazzato via in un attimo, senza che ce ne accorgiamo». Linda Pascarella, 18 anni, di Tobbiana, racconta così l’esperienza vissuta sabato 3 giugno ad Amatrice insieme ad una cinquantina di ragazzi delle parrocchie del vicariato sud ovest della diocesi.

Esiste una visione «bessiana» della vita cristiana, come vita dell’«uomo nuovo» perché rinnovato da Cristo. Negli ultimi vent’anni le Domenicane di Santa Maria del Rosario, conosciute in città e non solo, come le suore di Iolo, stanno portando avanti un generoso e importante lavoro di riscoperta e divulgazione della vita e delle opere del loro fondatore don Didaco Bessi.

Il cinema Borsi di Prato è pronto a tornare in attività dopo quattro anni di chiusura. L’Associazione «Pratoteatro» ha infatti trovato un accordo con la Curia, proprietaria dell’immobile, per la gestione e l’amministrazione del locale.

Le campane, la loro infinità variabilità di sagoma e di suono e la loro storia. Una passione che affonda le radici nella capacità di un ragazzino di appena tredici anni di emozionarsi di fronte alla maestosità di un campanile, antico simbolo dell’identità cittadina, la cui voce è rappresentata, appunto, dalle campane.

A Prato c’è bisogno dell’Emporio. I numeri del bilancio 2016 confermano l’importanza di questo servizio rivolto alle famiglie in difficoltà. Lo scorso anno sono stati 1895 i nuclei familiari che hanno fatto la spesa al supermercato solidale di via del Seminario, cinquanta in più rispetto al 2015. Facendo un calcolo, un po’ approssimativo, ma per difetto, possiamo dire che oltre 8500 persone hanno potuto ricevere gratuitamente prodotti alimentari e per la casa «acquistati» grazie alla tessera a punti, concessa da un apposito gruppo di monitoraggio formato dai servizi sociali del Comune, Caritas, Conferenze San Vincenzo e Volontariato Vincenziano. Il valore medio erogato a famiglia è stato di 815 euro (nel 2015 erano 725 euro), con un minimo di 360 per i nuclei piccoli e un massimo di 1080 euro per le famiglie numerose.

Quando un anno fa si è imbarcato per fuggire dal Benin e cercare approdo sulle coste di Lampedusa è riuscito a portare con sé solo lo stretto necessario. «Avevo l’essenziale», dice Frank in un buon italiano imparato alla svelta qui a Prato. E tra le cose ritenute inseparabili c’è anche il suo attestato di capo scout.