Prato

Via Roma, 133 - 59100 Prato - Tel. 0574/605386 - prato@toscanaoggi.it

Vuoi leggere la rivista online? Visita la nostra Area abbonati (accessibile ai soli abbonati)

A sessant’anni dalla morte c’è ancora molto da dire e da scrivere su Curzio Malaparte. Lui ci guarda dalla cima del monte Le Coste, dove è stato sepolto secondo le sue celebri volontà, «…e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano», e forse si chiede come mai l’Italia, la Toscana e la sua Prato non lo abbiano ancora riconosciuto per quello che è stato, ovvero uno tra i più grandi scrittori del Novecento. Questo sicuramente Kurt Erich Suckert, nato a Prato il 9 giugno 1898 e morto a Roma il 19 luglio 1957, lo pensava eccome, ma si sa, è difficile essere per tutta la vita un uomo libero senza pagarne lo scotto. Anche da morto.

Casale si è stretta attorno a don Bruno Belli che ha festeggiato il settantesimo anniversario di sacerdozio. Alla messa delle 18, di sabato primo luglio, la chiesa di San Biagio e la canonica si sono gremite di fedeli. Il vicario generale, mons. Nedo Mannucci, ha presieduto la cerimonia insieme all’attuale parroco di Casale, don Domenico Guastalegname. Don Nedo ha voluto che don Bruno completasse l’omelia dandogli l’opportunità di parlare a quello che per tanti decenni è stato il suo popolo. A fine cerimonia i parrocchiani hanno organizzato un buffet per far sentire il proprio affetto al loro storico priore.

«Non ci sono detenuti irrecuperabili, tutti hanno il diritto alla speranza». Ne è convinta la Caritas diocesana di Prato nel presentare «Non solo carcere», un progetto promosso in collaborazione con l’associazione Don Renato Chiodaroli, Gruppo Barnaba e Insieme per la Famiglia. E non solo, perché è la rete la forza con cui si intende raggiungere l’obiettivo primario dell’iniziativa, pensata per aiutare le persone detenute verso il fine pena che hanno bisogno di misure alternative prima di tornare in libertà.

In sella alla sua bicicletta ha percorso oltre dodicimila chilometri. I suoi non sono stati lunghi viaggi o avventure su due ruote, sì, forse anche tutto questo, ma lo spirito che ha animato per undici anni Pier Giorgio Catani è stato quello del pellegrino. Arrivato all’età di 79 anni, il ciclista che pedala con fede e passione, ha deciso di raccogliere le memorie di quelle «imprese» in un libro, intitolato, e non poteva essere altrimenti, «Io e la bici».

«Noi giovani siamo abituati ad avere tutto, e tanto, come se fosse dovuto. Non capiamo che tutto ciò che abbiamo può venir spazzato via in un attimo, senza che ce ne accorgiamo». Linda Pascarella, 18 anni, di Tobbiana, racconta così l’esperienza vissuta sabato 3 giugno ad Amatrice insieme ad una cinquantina di ragazzi delle parrocchie del vicariato sud ovest della diocesi.

Esiste una visione «bessiana» della vita cristiana, come vita dell’«uomo nuovo» perché rinnovato da Cristo. Negli ultimi vent’anni le Domenicane di Santa Maria del Rosario, conosciute in città e non solo, come le suore di Iolo, stanno portando avanti un generoso e importante lavoro di riscoperta e divulgazione della vita e delle opere del loro fondatore don Didaco Bessi.

Il cinema Borsi di Prato è pronto a tornare in attività dopo quattro anni di chiusura. L’Associazione «Pratoteatro» ha infatti trovato un accordo con la Curia, proprietaria dell’immobile, per la gestione e l’amministrazione del locale.

Le campane, la loro infinità variabilità di sagoma e di suono e la loro storia. Una passione che affonda le radici nella capacità di un ragazzino di appena tredici anni di emozionarsi di fronte alla maestosità di un campanile, antico simbolo dell’identità cittadina, la cui voce è rappresentata, appunto, dalle campane.

A Prato c’è bisogno dell’Emporio. I numeri del bilancio 2016 confermano l’importanza di questo servizio rivolto alle famiglie in difficoltà. Lo scorso anno sono stati 1895 i nuclei familiari che hanno fatto la spesa al supermercato solidale di via del Seminario, cinquanta in più rispetto al 2015. Facendo un calcolo, un po’ approssimativo, ma per difetto, possiamo dire che oltre 8500 persone hanno potuto ricevere gratuitamente prodotti alimentari e per la casa «acquistati» grazie alla tessera a punti, concessa da un apposito gruppo di monitoraggio formato dai servizi sociali del Comune, Caritas, Conferenze San Vincenzo e Volontariato Vincenziano. Il valore medio erogato a famiglia è stato di 815 euro (nel 2015 erano 725 euro), con un minimo di 360 per i nuclei piccoli e un massimo di 1080 euro per le famiglie numerose.

Quando un anno fa si è imbarcato per fuggire dal Benin e cercare approdo sulle coste di Lampedusa è riuscito a portare con sé solo lo stretto necessario. «Avevo l’essenziale», dice Frank in un buon italiano imparato alla svelta qui a Prato. E tra le cose ritenute inseparabili c’è anche il suo attestato di capo scout.

«Noi ci siamo e siamo pronti a testimoniare la bellezza di essere cristiani ai nostri coetanei. Voi fateci fare esperienze significative, senza chiacchierare troppo». La richiesta arriva dai sei giovani convocati nella redazione pratese di Toscana Oggi per discutere, confrontarsi e riflettere all’indomani della diffusione della lettera scritta dal vescovo Agostinelli a tutti i ragazzi e le ragazze della diocesi.

Il vescovo Franco sbarca su Facebook. A partire da domenica 9 aprile monsignor Agostinelli avrà una pagina personale sul più noto e diffuso social network del mondo. La data dell’inizio della «vita digitale» del Vescovo non è casuale, quel giorno infatti si celebra a livello diocesano la Giornata mondiale della gioventù e in quella occasione verrà presentata e distribuita una lettera indirizzata a tutti i giovani di Prato.

«Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore». Lo scrive papa Francesco nella lettera scritta ai giovani di tutto il mondo per informarli che nell’ottobre del 2018 si terrà un Sinodo dedicato a loro. Dopo la famiglia, alla quale sono state dedicate ben due assemblee dei vescovi, dunque le nuove generazioni sono protagoniste dell’azione (e della riflessione) della Chiesa.

Suona un campanello, due, poi tre. Un coro di voci si alza dal citofono: «Chi è?». «Sono don Serafino, sono qui per le benedizioni». Il portone d’ingresso viene aperto. Mentre il parroco di Chiesanuova fa per entrare, qualche ritardatario chiede nuovamente «Chi è?», e pronta giunge la risposta «Sono don Serafino, per le benedizioni».

«Mio fratello un eroe? Non lo so, posso dire che è stato ucciso soltanto perché faceva un lavoro onesto e così facendo ha rotto un sistema mafioso». Piera Tramuta abita a Comeana ma è siciliana di Villafranca Sicula, vive in Toscana da quando ha undici anni. È sorella di Calogero, ucciso il 27 aprile 1996 da un sicario mafioso per conto del boss Emanuele Radosta.

«Il giorno in cui mi sono svegliata, la mia vita la vedevo così: fuori il buio, dentro di me la voglia di vivere. Rosso, tanto amore per i miei figli. Verde, tanta speranza. Marrone, la cicatrice che esiste ancora oggi». Al giorno in cui la sua vita è cambiata per sempre, Maria Teresa Pucci ha dedicato un quadro e queste sono le parole che lo descrivono.

Cinque «presìdi» in altrettante parrocchie del territorio per ascoltare ragazze e ragazzi, la loro fame di sogni e la loro voglia di futuro. Con l’Anno dei giovani - indetto dal vescovo Agostinelli per il 2017 - il Progetto Policoro, a Prato da circa cinque anni, lancia nuove idee e nuovi progetti per aiutare i ragazzi del territorio a ripensare al tema del lavoro alla luce delle proprie aspirazioni. 

Una giornata per sensibilizzare i fedeli all’importanza del Seminario diocesano e per raccogliere offerte destinate a questo istituto. Domenica 19 febbraio si svolge la giornata dell’anno imperata, indetta dalla Diocesi di Prato, dedicata al Seminario, che raccoglie i giovani e gli adulti che stanno compiendo un percorso formativo insieme accademico e spirituale per diventare sacerdoti

Prato ha premiato la propria storia e la propria tradizione. Biscottificio Antonio Mattei, Cap e Lanificio Cangioli, tre aziende storiche e di successo del distretto industriale pratese, hanno ricevuto la mattina di sabato 4 febbraio il Premio Santo Stefano.
All’auditorium della Camera di Commercio si è tenuta la cerimonia di consegna della settima edizione dello «Stefanino d’oro», il riconoscimento che Diocesi, Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato dedicano a quelle imprese di successo capaci di creare lavoro nel rispetto delle regole e delle concorrenza. La manifestazione è stata trasmessa in diretta da Tv Prato e condotta da Giulia Ghizzani.