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Ecco cosa succede con la fecondazione eterologa

Una sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile scorso ha aperto la strada anche in Italia all’inseminazione artificiale anche al di fuori della coppia ricorrendo ad un donatore di sperma estraneo o all’impianto dell’ovulo nell’utero di una persona estranea. Ma sappiamo a quali situazioni si può andare incontro se questa pratica è applicata in modo selvaggio?

Percorsi: Fecondazione - Toscana
Parole chiave: Legge 40 (62), eterologa (6)
Fecondazione artificiale (Foto Sir)

Una sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile scorso ha aperto la strada anche in Italia alla fecondazione eterologa, cioè alla inseminazione artificiale anche al di fuori della coppia ricorrendo ad un donatore di sperma estraneo o all’impianto dell’ovulo nell’utero di una persona estranea. Successivamente il presidente della giunta regionale toscana ha manifestato l’intenzione di permettere l’uso dell’eterologa anche in assenza di una legge nazionale che la regoli. Purché si sappia a quali situazioni si può andare incontro con la fecondazione eterologa esercitata in modo selvaggio abbiamo spigolato dalla stampa degli ultimi trenta anni una serie di episodi significativi in cui la manipolazione dell’atto naturale di creazione della vita appare più spregiudicato e capriccioso.

Da soli questi casi ci sembra che bastino a sottolineare l’invenzione artificiale di padri che in realtà non sono padri e di madri che non sono madri, il trauma della scissione fra padre putativo e padre reale, l’angoscia di figli che sempre più spesso vogliono sapere chi è il loro vero padre, la frequente mercificazione dell’atto della donazione della vita, le derive eugenetiche a cui si va incontro con la possibilità che è già data di scegliere non un «figlio», ma «quel figlio», la distruzione degli embrioni sprecati in una pratica che solo in parte riesce e che riguarda comunque solo una minima parte delle nascite totali. È bene tenere conto e farsi carico di questi problemi che la storia ormai trentennale dell’eterologa ci lascia soprattutto in un momento in cui al nostro parlamento sono state presentate proposte di legge che almeno in parte sembra vogliano superare gli eccessi (per esempio con il diritto dei figli a sapere il nome del padre, con il divieto del disconoscimento del figlio da parte del genitore ufficiale e l’interdizione di ogni pratica eugenetica) e quando anche la prima fecondazione eterologa avvenuta poche settimane fa a Firenze ha cercato di porre dei limiti (nella produzione degli embrioni e con il divieto di mercificazione nella donazione degli spermatozoi).

Gennaio 1985. Una signora inglese, Kim Cotton, partorisce un bambino dopo avere trasferito nel suo utero l’ovulo fecondato da due coniugi americani.

Ottobre 1986. Il professore Jacques Testart, che ha fatto nascere il primo figlio creato in provetta in Francia, sospende la sua attività e scrive un libro dal titolo significativo («L’oeuf trasparent», L’uovo trasparente) in cui mette in guardia contro la possibilità di crearsi con l’eterologa un figlio «su misura» determinandone il sesso e le caratteristiche somatiche e psicologiche.

Aprile 1987. A Londra con la tecnica del concepimento in provetta e il congelamento degli embrioni due gemelline vengono fatte nascere a diciotto mesi di distanza l’una dall’altra.

Ottobre 1988. A Roma il ginecologo Severino Antinori fa sì che una figlia presti il proprio utero alla madre che non può più subire gravidanze e vuole avere un figlio.

Maggio 1990. In gran Bretagna il comitato Warnock, nominato dal governo inglese e così chiamato dalla sua presidente Lady Warnock, dà il via libera alla sperimentazione sugli embrioni fino al 15° giorno di vita che viene autorizzata da una legge inglese di cinque mesi dopo.

Luglio 1990. In California un tribunale affida alla donna che ha subito l’ inseminazione artificiale il figlio di due lesbiche che si sono unite in matrimonio e hanno «divorziato».

Maggio 1991. Una ragazza di Birmingham si sottopone alla inseminazione artificiale nella clinica del British Pregnancy Advisory Service finanziata dallo stato perché vuole un figlio senza avere rapporti sessuali perché gli uomini le fanno ribrezzo.

Febbraio 1994. A Cremona un uomo sterile chiede e ottiene il disconoscimento del figlio che la moglie ha avuto per inseminazione artificiale.

Giugno 1994. A Imperia Francesca, d’accordo con Livia con cui convive, dà alla luce una bambina dopo aver messo nell’utero il seme di un misterioso donatore.

Luglio 1994. Con la inseminazione artificiale procurata dal ginecologo romano Severino Antinori , alla età di 62 anni la signora Rosanna della Corte dà alla luce Riccardo, un bambino di tre chili e 270 grammi.

Gennaio 1995. Per un intervento del professore Pasquale Bilotta nasce a Roma una bambina la cui madre è morta da due anni. Uno degli ovuli lasciati dalla madre è stato impiantato nell’utero di una sorella della madre dopo essere stato conservato in vitro per un anno. Secondo un esposto presentato alla procura in una clinica privata di Napoli coppie che erano sterili sarebbero state ingannate facendo credere loro che la fecondazione sarebbe stata prodotta con il seme del marito mentre è stato usato il seme di un donatore anonimo.

Giugno 2000. Il rapporto Donaldson di un gruppo di esperti che in Gran Bretagna si occupa della ricerca sulle cellule staminali informa che in Europa dal 1991 al 1999 sono stati prodotti in laboratorio 763 mila embrioni di cui 183.786 conservati, 42.440 utilizzati per la ricerca e 237mila non utilizzati. Secondo questi dati in media ogni giorno sono stati distrutti 81 embrioni.

Marzo 2003. Su «Il Giornale» si legge che Il professor Jeffrey Steinberg, responsabile della clinica Fertility Insitute di Los Angeles, offre un figlio alle coppie gay con una madre in affitto al prezzo di 60mila dollari (45mila euro). Con un extra si può anche scegliere il sesso del bambino.

Maggio 2005. Nel caso di fecondazione eterologa il padre ufficiale può avere una «crisi di gelosia genetica». Nel libro «Si può. Procreazione assistita: norme, soggetti, poste in giuoco» edito da «Il Manifesto» Giuliana Pajetta racconta i casi dei padri ufficiali che non hanno resistito alla ossessione di un figlio che non somiglia a loro e alla fine hanno chiesto il disconoscimento della paternità.

Aprile 2004. Il New York Post informa che Ed Houben, un olandese di 41 anni, alto un metro e 87, vende il suo seme su internet. Lo distribuisce sia attraverso la inseminazione sia direttamente con un rapporto sessuale. Dichiara di essere padre di 99 figli sparsi un po’ in tutto il mondo. Ma aggiunge: «Possono essere anche di più».

Giugno 2006. Nasce un bambino che, come embrione, è stato congelato sotto azoto liquido all’«Institut Marques» di Barcellona per tredici anni e mezzo. Ha due fratelli che sono stati dati a famiglie diverse e che non conoscerà mai.

Aprile 2007. Il Corriere della Sera scrive che la clinica «Eugin» di Barcellona offre un figlio in provetta di cui si può ordinare l’embrione su Internet. Prezzo 6000 euro, più 1500 euro per il congelamento degli embrioni in eccesso. Dalla clinica ci si può far dare un figlio personalizzato su misura scegliendo la taglia, il peso, il colore della pelle e degli occhi del donatore.

Gennaio 2008. Sempre su il Corriere della Sera si legge che una madre in affitto costa dagli 80 ai 170mila dollari negli Usa, dai 40mila ai 50mila dollari in Canada, sui 40mila dollari in Russia , dai 25 ai 30mila dollari in Ucraina. Gail Taylor, fondatore di Growing Generations, l’agenzia californiana specializzata per procurare figli ai gay, chiede fra i 150 e i 170mila dollari per procurare un figlio con l’eterologa. Il prezzo di una madre o di un figlio è insomma indicizzato sul reddito nazionale.

Luglio 2009. Su Le Monde si legge che in Danimarca Cyros, nota come la più grande banca di sperma in Europa, si rifornisce di sperma fra i 40mila studenti della vicina università di Aarhus che sono retribuiti da 1000 a 2000 corone (da 135 a 270 euro) a prestazione e che così possono pagarsi gli studi . Cyros ha un giro di affari di tre milioni di euro all’anno. Ha prodotto 14mila gestazioni di cui 4000 riuscite. Si serve di una lista di 309 donatori «professionisti» che fa scegliere su un catalogo con indicazione di razza, peso, colore degli occhi, livello di istruzione, gruppo sanguigno. Con un certificato medico offre in ventiquattro ore la busta con seme richiesto. Per l’ottanta per cento la sua «produzione» è esportata in tutto il mondo fuori dalla Danimarca.

Novembre 2008. Sempre secondo Le Monde si viene a sapere che in Francia ci sono 23 Cecos (Centri di conservazione degli ovociti e dello sperma).

Novembre 2010. «The Bridge Center», una delle maggiori cliniche londinese specializzate in inseminazione artificiale, informa che la maggior parte dei sui donatori di sperma sono turisti australiani che con le 500 sterline di compenso si pagano i loro viaggi. Olivia Dratten, canadese di trenta anni, nata con l’eterologa, cerca disperatamente di conoscere chi è suo padre. Riesce solo a sapere che suo padre è uno studente di medicina di Vancouver. Olivia ha paura di averlo incontrato e di aver avuto un rapporto sessuale con lui. Dal fatto esce un romanzo della giornalista Emilia Costantini dal titolo «Tu dentro di me». Il Corriere della Sera scrive che negli Stati Uniti ci sono oltre 30 mila figli di genitori sconosciuti che affidano al web la speranza di trovare il loro vero padre. Lindsay Greenawolt, una ragazza dell’Ohio, affida la sua angoscio al blog Confessions of a Cryokid. Scrive: «Se avessi potuto scegliere tra una vita a metà e una non vita avrei scelto quest’ultima».

Settembre 2011. Il New York Times scrive che una donna che ha avuto un figlio con l’inseminazione artificiale scopre che il suo bambino ha 150 fratellastri sparsi per il mondo. Su Fox News Keth Russell Ablow, psichiatra americano, direttore di un ospedale e firma del New York Times con una propria rubrica televisiva specialistica, sulla base della sua ventennale esperienza terapeutica scrive che «molte migliaia di bambini concepiti in questo modo sviluppano ansia e depressione o entrambe le cose perché il primo capitolo della loro vita è una manipolazione».

Luglio 2012. La relazione del Ministero della Salute informa che in Italia fino ad allora si sono prodotti 113.019 embrioni congelati e sono nati con la fecondazione assistita 12.506 bambini. Si sono cioè prodotti nove embrioni per ogni bambino nato. In genere, se non usati, il 90 per cento dei tanti embrioni congelati e conservati in azoto liquido muore entro dieci anni. Ma solo in Australia sono conservati per dieci anni. In Gran Bretagna, Francia, Spagna , Canada sono distrutti dopo cinque anni. In Svezia e Danimarca dopo un anno.

Marzo 2014. Una coppia di italiani che aveva trovato alla clinica «Biotexion» di Kiev una madre portatrice si sono visti rifiutare dalla madre i due gemelli alla quale si era ormai affezionata durante la gestazione. Allo stesso modo una coppia asiatica si è vista rifiutare dalla madre portatrice due gemelli nonostante che le fossero stati offerti fino a 25 mila dollari perché fossero loro consegnati come precedentemente pattuito.

Aprile 2014. Caroline, una signora di Pittsburgh che ora ha trentacinque anni , ha saputo all’età di nove anni che era frutto di una inseminazione eterologa. Dopo i sedici anni ha cominciato a sentirsi ingannata e provare repulsione verso il padre ufficiale che non era il suo vero padre. Alla fine lo ha respinto. All’ospedale Pertini di Roma, una signora, dopo aver fatto l’inseminazione artificiale ha scoperto di portare in grembo due bambini non suoi a causa di uno scambio di embrioni.

Maggio 2014. Esce in Francia il libro «Mes origines: un affaire d’état» (Le mie origini: un affare di Stato) di Audrey Kermalvezen. L’autrice, nata con l’eterologa e sposato con un uomo nato anch’esso con l’eterologa, ha saputo da sua madre all’età di diciannove anni di essere il frutto di un donatore anonimo. Ossessionata dall’idea di avere sposato un consanguineo si batte perché sia garantito dallo stato il diritto di ogni bambino a sapere chi sono i suoi genitori.

Luglio 2014. Una giovane tailandese che si era impegnata a potare in grembo il figlio di una coppia australiana per una somma equivalente a 12mila euro dà alla luce due gemelli di cui uno perfetto e uno down. I genitori si portano a casa il bambino normale, ma lasciano alla gestatrice il bambino down. In Inghilterra Emma Cresswell, una ragazza ventiseienne nata con l’ eterologa, dopo una battaglia legale durata sei anni ottiene che il nome del suo padre ufficiale sia tolto dal suo certificati di nascita e lo spazio sia lasciato in bianco.

Settembre 2014. All’ospedale pubblico di Cattolica due coppie si coalizzano per ottenere un figlio. Una sterile per parte maschile metterà gli ovuli e l’altra sterile per parte femminile metterà gli spermatozoi.

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