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Francesco con familiari vittime della mafia. Appello ai mafiosi: «Convertitevi»

“Grazie per la vostra testimonianza”. È l’omaggio del Papa ai familiari delle vittime della mafia, che hanno gremito fino all’inverosimile la parrocchia di san Gregorio VII a Roma.

Percorsi: Mafia - Papa Francesco

“Voglio esprimere solidarietà a quanti tra di voi hanno perso una persona cara”, le parole del Papa: “Grazie per la vostra testimonianza!”, ha esclamato salutato da un applauso. “Grazie perché non vi siete chiusi - ha proseguito - ma vi siete aperti, siete usciti per raccontare la vostra storia di dolore e di speranza. Questo è tanto importante, soprattutto per i giovani”. “Preghiamo per tutte le vittime”, ha proseguito: “Anche a Taranto, pochi giorni fa, c’è stato un delitto che non ha risparmiato neanche i bambini”. “Preghiamo insieme per trovare la forza di andare avanti - le parole del Santo Padre, nel suo discorso pronunciato interamente a braccio - di non scoraggiarsi ma di continuare a lottare contro la corruzione”.

“Il desiderio che sento è di condividere con voi una speranza: che il senso di responsabilità che abbiamo vinca sulla corruzione”. È il primo auspicio espresso dal Papa, al termine della veglia svoltasi questa sera nella parrocchia romana di san Gregorio VII, alla presenza di oltre un migliaio di persone. Dopo aver ringraziato don Ciotti e gli organizzatori dell’iniziativa, i padri francescani a cui è affidata la parrocchia e monsignor Crociata, vescovo di Latina, dove si svolgerà la Giornata di domani, il Papa ha citato “le coscienze”, come luogo dove “deve risuonare” tale senso di responsabilità: “I comportamenti, le relazioni, le scelte, il tessuto sociale così che la giustizia guadagni spazio, si allarghi, si radichi e prenda il posto dell’iniquità”. “So che voi sentite forte questa speranza e voglio condividerla con voi”, ha detto Papa Francesco, assicurando che sarà “vicino” ai presenti a Latina, “anche se non ci sarà fisicamente”. “È un cammino che richiede tenacia e perseveranza”, ha aggiunto.

“Convertitevi”. Con questo imperativo perentorio, ripetuto per tre volte, come un “filo rosso” che lega le parole di oggi a quelle pronunciate dai suoi predecessori, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Papa Francesco ha concluso il suo breve ma intenso discorso, pronunciato al termine della veglia di preghiera per le vittime di tutte le mafie. “Sento che non posso finire senza dire una parola ai grandi assenti, ai protagonisti, agli uomini e alle donne mafiosi”, ha detto il Santo Padre nella fase finale del suo intervento, pronunciato interamente a braccio: “Per favore, cambiate vita!”, il suo appello: “Convertitevi, fermatevi di fare il male!”. “Convertitevi”, ha ripetuto il Papa: “Ve lo chiedo in ginocchio, per il vostro bene!”. “La vita che avete fatto fino adesso - ha denunciato il Pontefice - non vi darà piacere, gioia, felicità. Il potere, il denaro che avete adesso, tanti affari sporchi, tanti crimini mafiosi... Il potere sterminato non potrete portarlo nell’altra vita”. “Convertitevi, per non finire nell’inferno!”, il terzo appello del Papa: “È quello che vi aspetta se continuate su questa strada”. “Avete avuto un padre e una padre, pensate a loro”, l’invito del Papa: “Piangete un po’ e convertitevi”.

Fonte: Sir
Francesco con familiari vittime della mafia. Appello ai mafiosi: «Convertitevi»
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