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I profili della squadra del governo Letta

Governo Letta, ecco chi sono i 21 ministri

La squadra di governo guidata dal neo presidente del Consiglio Enrico Letta ha una forte connotazione politica. Il numero dei cosiddetti «tecnici» si ferma a 3 su un totale di 21 ministri. Nove i «politici» in quota Pd, mentre dal centrodestra ne arrivano cinque.Ecco chi sono i nuovi ministri.

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Il giuramento del presidente Letta (Foto Quirinale)

Enrico Letta ha mantenuto la parola: niente ex premier nella squadra di governo, ringiovanimento al primo posto nella scelta dei ministri, 7 donne su 21 componenti dell'esecutivo per dare giusto peso alla rappresentanza di genere. Nell'insieme, ci sono state parecchie sorprese rispetto ai nomi che erano filtrati alla vigilia: da Cecile Kyenge a Josefa Idem, da Carlo Trigilia a Nunzia De Girolamo.

Al lavoro di cesello sui nomi, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe contribuito anche il colloquio tra il presidente incaricato e il Presidente della Repubblica, iniziato alle 15. La scelta di Fabrizio Saccomanni al ministero dell'Economia, fino a oggi direttore generale della Banca d'Italia, è assai probabile che sia stata decisa di concerto tra Palazzo Koch, Enrico Letta e Giorgio Napolitano. Ed è una nomina che sembra rappresentare una forte garanzia per l'Europa e i mercati finanziari. Alla fine Silvio Berlusconi ha dovuto cedere rispetto all'idea di mettere in quella casella Renato Brunetta. Il Pdl ha dovuto mediare pure sulla scelta di Anna Maria Cancellieri alla Giustizia.

"E' un governo politico con record di presenza femminile”, ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la lettura della lista dei ministri fatta da Letta, aggiungendo: “Non c'è bisogno di nessuna formula speciale è un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi. Il mio auspicio è che ci sia la massima coesione”.

Napolitano ha precisato di essersi limitato ad “assecondare” il lavoro del presidente incaricato. Filippo Patroni Griffi, già ministro alla Pubblica amministrazione del governo Monti, resterà al fianco di Letta nella veste di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. La presenza di Angelino Alfano come vicepremier e titolare del Viminale, caratterizza il ruolo di peso del Pdl. Al ministero degli Esteri approda Emma Bonino dopo un tira e molla sul nome di Massimo D'Alema, gradito al Pdl e un po' meno paradossalmente al Pd.

Proprio la rappresentanza del Partito democratico, a una prima lettura, appare non adeguata alle aspettative del partito. Dietro le quinte, si sarebbe tentato di accontentare senza successo tutte le correnti piddine in un momento di forte sbandamento politico. Alla fine, ricapitolando, l'ex popolare Dario Franceschini farà il ministro per i Rapporti con il Parlamento, mentre Andrea Orlando, giovane “turchiano” vicino a Bersani, diventa ministro dell'Ambiente. Poi ci si può sbizzarrire nel misurare quanto di renziano o daleminao c'è nel pedigree degli altri ministri targati Pd. Il problema si riproporrà con la scelta di viceministri e sottosegretari, quando alcune componenti potrebbero prendere la rivincita. Nomi esterni alla politica sono quelli di Saccomanni all'Economia e di Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, al Lavoro e alle Politiche sociali.

Al dicastero della Difesa si insedierà Mario Mauro, capogruppo di Scelta civica al Senato, che così libera una carica istituzionale. Flavio Zanonato, Pd, sindaco di Padova avrà la responsabilità dello Sviluppo economico. Alle Infrastrutture e Trasporti arriva Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera (altra carica istituzionale che si libera). Alle Politiche agricole va la deputata Pdl Nunzia De Girolamo, all'Istruzione Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, ex rettore dell'Istituto Sant'Anna di Pisa e deputato Pd. Ai Beni e attività culturali e Turismo approda Massimo Bray, direttore editoriale Treccani e deputato Pd. Al ministero della Salute va Beatrice Lorenzin, deputato Pdl.

Quanto ai ministeri senza portafoglio, confermato agli Affari europei il ministro del governo Monti Enzo Moavero Milanesi. Agli Affari regionali e autonomie c'è Graziano Delrio, presidente dell'Anci. Alla Coesione territoriale il sociologo Carlo Trigilia, alle Riforme Costituzionali il senatore Pdl Gaetano Quagliariello, all'Integrazione Cecile Kyenge, originaria del Congo, alle Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili la campionessa olimpica e senatrice Pd, nata in Germania, Josefa Idem, alla Pubblica amministrazione e semplificazione Gianpiero D'Alia. Quello che prende il via domani, come ha ricordato più volte il Capo dello Stato, è l'unico governo possibile in questa fase politica.

Tre più uno i «toscani». Sono undici i parlamentari entrati a far parte del Consiglio dei ministri e molti di questi sono sono stati eletti nelle circoscrizioni del Nord. Si registra infatti una scarsa rappresentanza del Sud, da questo punto di vista, anche se diversi sono comunque nati nel Meridione. Solo due, Gianpiero D'Alia (ministro della P.A. e della Semplificazione) in Sicilia e Nunzia De Girolamo (ministro delle Politiche agricole) in Campania, sono stati eletti in circoscrizioni meridionali. Gaetano Quagliariello (ministro per le Riforme costituzionali) è stato eletto in Abruzzo, mentre Andrea Orlando (ministro dell'Ambiente) in Liguria. Due ministri sono stati eletti parlamentari in Emilia Romagna: Dario Franceschini (ministro per i Rapporti con il Parlamento) e Josefa Idem (ministro per le Pari opportunità). E altri due in Lombardia: Maurizio Lupi (ministro delle Infrastrutture) e Mario Mauro (ministro della Difesa). Della circoscrizione Lazio è Beatrice Lorenzin (ministro della Sanità), mentre eletta in Toscana è Maria Chiara Carrozza (ministro dell'Istruzione). Infine Angelino Alfano (ministro dell'Interno), pur essendo siciliano, è stato eletto in Piemonte. I «toscani» complessivamente sono comunque tre (oltre naturalmente al presidente del consiglio Enrico Letta, pisano): tutta toscana è Maria Chiara Carrozza, perché è nata a Pisa ed è rettore della Scuola Superioe Sant'Anna; ha studiato a Firenze, pur essendo leccese di nascita, il ministro dei beni culturali Massimo Bray; insegna attualmente sociologia economica alla «Cesare Alfieri» di Firenze, Carlo Trigilia, ministro per la coesione territoriale.

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Alfano vicepremier e ministro degli Interni
Classe 1970, Angelino Alfano, già Guardasigilli, è il nuovo ministro degli Interni, oltre che vicepremier del governo guidato da Enrico Letta. Alfano, primo segretario nazionale del Popolo della Libertà, nato ad Agrigento, laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha iniziato la sua esperienza politica con la Democrazia Cristiana, per la quale è stato, tra l'altro, segretario provinciale del Movimento giovanile DC di Agrigento. Nel 1994, a seguito della trasformazione della DC nel PPI, decide di aderire al neonato partito Forza Italia. Nel 1996 si candida con Forza Italia ed è eletto nel collegio di Agrigento deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XII legislatura. Dal 2000 è capogruppo di FI all'Ars. Viene successivamente eletto alla Camera nel 2001, nelle elezioni vinte dalla coalizione di centrodestra, e assume l'incarico di vicepresidente del Comitato per la Legislazione. Dal 2005 è coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia e nelle elezioni politiche del 2006, che vedono la vittoria dell'Unione di Romano Prodi, Alfano, eletto nuovamente alla Camera, diviene componente della commissione Bilancio di Montecitorio. Ancora deputato nel 2008, è considerato da Silvio Berlusconi uno dei giovani emergenti del partito e dall'8 maggio dello stesso anno è Ministro della Giustizia. Con i suoi 37 anni è il più giovane Ministro della Giustizia della storia repubblicana. Il suo primo provvedimento è stato il cosiddetto "lodo Alfano", legge approvata il 22 luglio del 2008 che prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello Stato per l'intera durata del loro mandato. La legge è poi stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nell'ottobre 2009. Il 27 luglio 2011 Alfano si dimette dalla carica di Guardasigilli per ricoprire quella di segretario del partito. Alle ultime elezioni è stato eletto (per la quarta volta) deputato.

Cancellieri ministro della Giustizia
Annamaria Cancellieri, nata a Roma il 22 ottobre del 1943, è il nuovo Guardasigilli del governo Letta. Seconda donna a ricoprire nella storia il ruolo di ministro dell'Interno, dopo Rosa Russo Iervolino, è laureata in Scienze politiche e da domani sarà alla guida del Dicastero di via Arenula. Cancellieri inizia la carriera direttiva al ministero dell'Interno a Milano, nel 1972. Viene nominata prefetto il 1° settembre 1993 e nel 1994 viene chiamata a Parma per ricoprire l'incarico di commissario straordinario. In seguito ha ricoperto l'incarico in varie città italiane fra cui Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania, Genova, e Bologna. In particolare, arrivata nel 2003 a Catania, dovrà gestire nella città siciliana il difficile periodo successivo alla morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti. Nel 2009, ha cessato il servizio nel ministero dell'Interno. Prima dell'esperienza alla guida del Viminale, nel febbraio 2010 è stata nominata commissario straordinario di Bologna per traghettare il Comune dopo lo scandalo che travolse l'allora sindaco Flavio Delbono. Stesso ruolo svolto anche a Parma, nel 2011, dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali. Il 16 novembre 2011 è nominata ministro dell'Interno del governo Monti. Da oggi si occuperà invece del ministero della Giustizia.

Saccomanni ministro dell'Economia
Economista di fama internazionale, Fabrizio Saccomanni è il nuovo ministro dell'Economia e Finanze. Direttore generale della Banca d'Italia, dal 2 ottobre 2006, ha svolto una esperienza quinquennale nel Fondo Monetario Internazionale in qualità di economista nel Dipartimento Rapporti commerciali e di cambio e, dal 1973, come assistente del direttore esecutivo per l'Italia. Dopo la laurea in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano, Saccomanni ha seguito i corsi di perfezionamento in economia monetaria e internazionale presso la Princeton University (USA). Nato a Roma, il 22 novembre 1942, ha iniziato la sua carriera in Banca d'Italia nel giugno 1967, quando è stato assegnato all'Ufficio Vigilanza della Sede di Milano. è anche componente del consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) e supplente del governatore nel consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE). Dopo l'esperienza al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) rientra a Via Nazionale è al Servizio Studi; nel 1984 è diventa Capo del Servizio Rapporti con l'Estero e nel 1997 viene nominato Direttore Centrale per le Attività Estere. Saccomanni ha rappresentato la Banca d'Italia nei principali organismi finanziari internazionali, in qualità di membro di comitati istituzionali presso la BCE (Comitato per le relazioni internazionali), la BRI (Comitato sul sistema finanziario globale) e l'Unione Europea (Comitato economico e finanziario); ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato per la politica del cambio (1991-97) presso l'Istituto Monetario Europeo; ha partecipato ai negoziati per la creazione dell'Unione economica e monetaria e all'attività del Comitato dell'Euro istituito dal Governo per gestire la transizione alla moneta unica (1998-2002). Dal febbraio 2003 al settembre 2006 è vice presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra, dove ha svolto funzioni sia gestionali, quale membro del Comitato esecutivo, sia operative, come responsabile delle aree di Gestione del rischio, Sicurezza nucleare, Protezione ambientale e Cofinanziamenti ufficiali. Saccomanni è inoltre componente del Consiglio Direttivo dell'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza, e inoltre siede nel Consiglio Direttivo dell'Istituto Italiano di Tecnologia. Tra i suoi incarichi anche quello di essere componente del Consiglio Direttivo dell'Istituto Affari Internazionali e della Società Italiana degli Economisti ed è presidente (e componente del Direttorio integrato) dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni - IVASS dal primo gennaio 2013. Saccomanni, sul piano più strettamente umano, è noto anche per essere un personaggio molto pacato e che possiede il pregio di saper spiegare con parole estremamente semplici le dinamiche oltremodo complesse della finanza internazionale e dei mercati monetari.

Bonino ministro degli Esteri
Emma Bonino è il nuovo ministro degli Esteri. Nata a Bra nel 1948, si trasferisce molto giovane a Milano. Qui frequenta la facoltà di Lingue e Letterature straniere all'Università Bocconi, dove si laurea nel 1972. Entra in politica giovanissima e nel 1976, a 28 anni, viene eletta alla Camera dei Deputati con il Partito Radicale. Tre anni dopo l'arrivo alla Camera, nel 1979, viene eletta al Parlamento europeo. Nel 1989 diviene presidente del Partito Radicale Transnazionale, carica che ricopre fino al 1993. Da sottolineare come nel 1991 la Camera dei Deputati italiana approva una mozione a sua prima firma che impegna il governo a impedire la proliferazione delle armi convenzionali e in particolare delle mine antiuomo. Nel 1993, anno in cui incontra per la prima volta il Dalai Lama, Bonino assume la carica di segretario del Partito Radicale, mentre nel 1994 è eletta in Parlamento con il Polo delle Libertà è invece del gennaio 1995 la nomina a Commissario europeo per gli aiuti umanitari, la politica dei consumatori e la pesca, su indicazione del governo guidato da Silvio Berlusconi. A distanza di due giorni dall'insediamento, vola nella ex Jugoslavia, denunciando l'impotenza dell'Europa e il disinteresse dell'ONU rispetto alla cronicizzazione della guerra nei Balcani e alla pulizia etnica in corso. Bonino lascerà l'incarico di Commissario nel 1999. Nello stesso anno ha partecipato alle elezioni europee con una lista che portava il suo nome ottenendo l'8,5% dei voti e diventando la quarta forza politica nazionale. Risultato non replicato alle elezioni politiche del 2001. Dopo la debacle, si trasferisce al Cairo per poi tornare al Parlamento Europeo nel 2004. Tornerà in Parlamento nel 2006 quando si candiderà con la lista della Rosa nel Pugno, un partito nato dall'unione di Radicali Italiani e Socialisti Democratici Italiani. Lo stesso anno viene nominata ministro delle Politiche Europee e del Commercio internazionale del governo Prodi II. Capolista del Partito Democratico in Piemonte alle elezioni politiche del 2008, viene eletta al Senato di cui sarà vicepresidente. è invece del 2010 il tentativo di conquistare la Regione Lazio. Appoggiata dal Partito Radicale e dal Pd, perderà la corsa alla Pisana contro la candidata del centrodestra, Renata Polverini.

Mauro ministro della Difesa
Mario Mauro è il nuovo ministro della Difesa. Pugliese di San Giovanni Rotondo, 52 anni, Mauro si forma in ambito cattolico. Laureato in filosofia all'Università cattolica del Sacro cuore, cresce nelle fila di Comunione e liberazione, di cui resta uno dei rappresentanti più noti nell'attuale panorama politico italiano, condividendo tale origine con Maurizio Lupi, Roberto Formigoni, Raffaello Vignali, solo per citarne alcuni. Politicamente si iscrive a Forza Italia e a 39 anni nel 1999 viene eletto per la prima volta al Parlamento europeo. Si iscrive al gruppo del Ppe. Rieletto, sempre per Fi a Bruxelles, è tra i 14 vicepresidenti del Parlamento europeo. Nel 2009 viene rieletto, questa volta come Pdl, e diventa capo delegazione Pdl al Parlamento europeo. Dal 2009 al 2011 è rappresentante personale della presidenza dell'OSCE contro razzismo, xenofobia e discriminazione, con particolare riferimento all'intolleranza e alla discriminazione dei cristiani e dei membri di altre religioni. è nel gennaio del 2013 che lascia le fila del Pdl per aderire alla nuova formazione politica messa in campo dal premier Mario Monti. Nel suo discorso per annunciare le sue dimissioni da capo delegazione Pdl al Parlamento europeo e dal partito, Mauro critica duramente la ridiscesa in campo di Berlusconi con la sua ricandidatura a premier e il rinsaldarsi dell'alleanza con la Lega Nord, guadagnandosi gli applausi degli esponenti del Ppe. Alle ultime elezioni politiche si candida per il Senato nella lista unica Con Monti per l'Italia. Eletto, diventa capogruppo di Scelta Civica per l'Italia. Il 30 marzo viene nominato dal Quirinale nel gruppo di lavoro dei dieci saggi, voluti da Napolitano per stilare un programma di proposte in materia istituzionale.

Lupi ministro delle Infrastrutture
Maurizio Lupi è il nuovo ministro delle Infrastrutture. Classe 1959, militante di Comunione e Liberazione dal 1990, inizia la carriera politica nella sua città: Milano. Nel 1993 viene eletto consigliere comunale del capoluogo lombardo con la Democrazia cristiana, fino al 1996 riveste il ruolo di Vicepresidente e dal 1996 al 1997 quello di Presidente della Commissione Urbanistica. A partire dal 1997 ricopre l'incarico di Assessore comunale allo Sviluppo del Territorio Edilizia privata e Arredo urbano sotto la giunta Albertini. Il 13 maggio 2001, eletto per la prima volta alla Camera, riveste il ruolo di capogruppo di Forza Italia nella VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e in seguito assume l'incarico di Responsabile nazionale Dipartimento Lavori pubblici e Territorio di Forza Italia (poi Organizzazione Territoriale del Partito) venendo nel frattempo ricandidato nelle liste di Forza Italia alle elezioni del 2006. Alle elezioni politiche del 2008 è ricandidato per il Popolo della Libertà e diviene uno dei vicepresidenti della Camera. Incarico che gli viene riconfermato nella XVII legislatura. è tra i promotori con l'Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà e l'Associazione TrecentoSessanta di Enrico Letta della legge bipartisan 'Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italià, che intende favorire il rientro dei lavoratori under 40 in Italia grazie ad incentivi fiscali. Tifoso del Milan e appassionato podista, nel 2009 fonda l'associazione di beneficenza 'Montecitorio Running Club', che riunisce oltre 80 deputati di diverso orientamento politico che insieme promuovono la raccolta fondi. Infine il 2 novembre 2011 pubblica il libro 'La prima politica è viveré.

Zanonato ministro dello Sviluppo economico
Flavio Zanonato è il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Nato nel 1950, è attualmente sindaco di Padova. è stato consigliere comunale e segretario provinciale del Pci. La sua carriera politica prosegue a Roma: Piero Fassino lo porta nella Direzione nazionale del partito. A Botteghe Oscure ricoprirà la carica di direttore del settore immigrazione ed emigrazione. Nel 1993 diventa per la prima volta sindaco di Padova, in seguito ad un accordo tra le diverse forze politiche, in un delicato momento politico, a causa delle inchieste di Tangentopoli. Verrà quindi rieletto sindaco nel 1995, quando viene utilizzato il sistema dell'elezione diretta, e ricoprirà questa carica per quattro anni. Nel 1999 si candida alla riconferma, ma viene battuto al ballottaggio da Giustina Mistrello Destro. Il 13 giugno 2004 il confronto elettorale si ripete: Zanonato è eletto sindaco di Padova al primo turno con il 53,4% delle preferenze. Il 22 giugno 2009 è riconfermato sindaco di Padova ottenendo il 52% delle preferenze contro il 48% del candidato del centrodestra Marco Marin.

Lorenzin ministro della Salute
Beatrice Lorenzin è il nuovo ministro della Salute. Nata a Roma nel 1971, Lorenzin inizia la sua carriera nelle fila del movimento giovanile di Forza Italia, in cui entra nel 1996. L'anno dopo, la prima elezione, nella lista di FI, al Consiglio del XIII Municipio di Roma. Un successo che le consentirà di essere nominata coordinatore Regionale del Lazio del movimento giovanile di Forza Italia e nel 2001 di essere eletta Consigliere comunale di Roma. Tra la fine del 2004 e la metà del 2006 è capo della segreteria tecnica di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l'informazione e l'editoria nel governo Berlusconi III, mentre nel maggio del 2005 è nominata Coordinatore Regionale di Forza Italia per il Lazio. Eletta alla Camera nel 2008 con il Pdl, è membro del Consiglio Direttivo del gruppo PdL alla Camera e della commissione Affari Costituzionali della Camera, della Commissione Bicamerale per l'Attuazione del Federalismo Fiscale, della Commissione Parlamentare per l'Infanzia. Riconfermata alla Camera alle elezioni 2013.

Maria Chiara Carrozza ministro dell'Istruzione
Neodeputata del Pd e dal 2007 rettore della Scuola Superiore Sant'Anna, Maria Chiara Carrozza è il nuovo ministro dell'Istruzione. Nata a Pisa, 47 anni, presidente del Forum Università del Pd, Carrozza da novembre 2006 è professore straordinario in Bioingegneria Industriale presso la Scuola Superiore Sant'Anna dove da novembre 2004 a ottobre 2007 è stata anche Direttore della Divisione Ricerche. è stata “visiting Professor” nel 2003 presso l'università di Vienna per tenere corsi sulla biomeccatronica e nel 2004 ha insegnato biomeccatronica presso l'Università Campus Biomedico di Roma. Dal 2003 tiene corsi di criteri di progettazione di mani artificiali, fondamenti di robotica umanoide, neuro-robotica, biomeccatronica e bioingegneria della riabilitazione presso l'Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna. L'attività scientifica di Carrozza ha inizialmente riguardato il settore della microingegneria biomedica, con particolare riferimento alla progettazione di strumentazione biomedica. Successivamente, l'attività si è orientata verso le aree scientifiche della biorobotica, della biomeccatronica e della neuro-robotica, applicando paradigmi e metodologie proprie della bioingegneria industriale alla modellazione, progettazione e fabbricazione di sistemi intelligenti per applicazioni biomediche. In particolare l'attività di ricerca si è focalizzata verso i seguenti ambiti specifici: studio di criteri di progettazione bio-ispirati e biomeccatronici, progettazione e realizzazione di componenti e sistemi per robotica umanoide, progettazione, fabbricazione e realizzazione di protesi cibernetiche e di interfacce neurali per la connessione della mano artificiale al cervello, progettazione e realizzazione di sistemi per la neuroriabilitazione dell'arto superiore e di ausili per il supporto funzionale.

Giovannini ministro del Lavoro
Enrico Giovannini è il nuovo ministro del Lavoro. Presidente dell'Istat, è un economista e statistico di solida formazione. Romano, 55 anni, dopo la laurea in economia alla Sapienza inizia proprio all'Istat la sua formazione professionale, come ricercatore. Nell'89 passa all'Isco, Istituto nazionale per lo studio di congiuntura come dirigente di ricerca e nel '92 rientra in Istat, questa volta come responsabile del dipartimento di Contabilità nazionale e Analisi economica. Dal 1997 al 2000 è direttore del dipartimento delle Statistiche economiche. Nel 2001 assume la posizione di Chief Statistician e direttore della Direzione statistica dell'Ocse, a Parigi. Sotto la sua guida l'Ocse avvia una riforma complessiva del proprio sistema statistico, sviluppando un sistema informativo statistico i cui componenti sono utilizzati da altre istituzioni internazionali tra cui Onu, Fondo Monetario Internazionale, Unesco. Giovannini resta a Parigi fino alla nomina alla presidenza dell'Istat, nel luglio del 2009. Sotto il governo Monti viene incaricato dal premier di studiare le modalità di un taglio dei costi della politica, sulla base di una comparazione tra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli del resto d'Europa. Nel marzo 2013 viene nominato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano tra i 10 saggi chiamati a formulare proposte programmatiche in tema economico-sociale. Ma innumerevoli sono gli incarichi in comitati nazionali e internazionali ricoperti da Giovannini: tra gli altri è stato membro della “Commissione Stiglitz” istituita dal Presidente francese Nicolas Sarkozy e presidente del Global Council sulla “Valutazione del progresso delle societa”‘ creato dal World Economic Forum; dal 2011 è presidente della Conferenza degli statistici europei, della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite. Inoltre è presidente del Board del progetto “International Comparison Programme” condotto dalla Banca Mondiale per il calcolo delle parità dei poteri d'acquisto a livello mondiale, ed è presidente dello Statistical Advisory Board per il calcolo dell'Indice dello Sviluppo Umano del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite. è membro della Società Italiana di Statistica dal 1988 e dell'Istituto Internazionale di Statistica dal 2001, del cui consiglio fa parte a partire dal 2011, nonché membro onorario dell'Associazione Italiana degli Studi sulla Qualità della Vita.

Andrea Orlando ministro dell'Ambiente
Andrea Orlando è il nuovo ministro dell'Ambiente. Nato a La Spezia nel 1969, Orlando comincia l'attività politica giovanissimo. Nel 1989 diventa segretario provinciale della Fgci (Federazione giovanile comunista) e l'anno successivo viene eletto nel consiglio comunale della Spezia con il Pci. Dopo lo scioglimento del Pci, è rieletto con il Pds. Nel 1995 diventa segretario cittadino del nuovo partito, nel 1997. Nel 2000 entra a far parte della segreteria regionale come responsabile degli Enti locali dei Ds. Nel 2003 è chiamato alla Direzione nazionale del partito da Piero Fassino, prima con il ruolo di viceresponsabile dell'Organizzazione e poi come responsabile degli Enti locali (2005) e ancora, nel 2006, come responsabile dell'organizzazione entra a far parte della segreteria nazionale del partito. Nel 2006 si presenta alle Elezioni politiche del 9 e 10 aprile venendo eletto nelle liste dell'Ulivo nella X circoscrizione (Liguria). Allo scioglimento dei DS, nel Congresso dell'aprile del 2007, segue la linea della maggioranza del partito. Confluisce nel Partito democratico, diventandone il responsabile dell'organizzazione. Alle politiche del 2008 viene rieletto per il Pd alla Camera dei deputati nella circoscrizione Liguria. Componente delle commissioni Bilancio e Antimafia, il 14 novembre 2008 è nominato portavoce del Pd da Walter Veltroni, incarico confermato da Dario Franceschini. Nel novembre del 2009 Pier Luigi Bersani, neoeletto segretario nazionale del Pd, lo nomina presidente del Forum giustizia del Partito. è stato rieletto alla Camera nelle elezioni dello scorso febbraio.

Massimo Bray ministro dei Beni culturali
Massimo Bray è il nuovo ministro dei Beni culturali. Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all'Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell'Enciclopedia La Piccola Treccani. Nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. è direttore responsabile della rivista “Italianieuropei”. Presiede il consiglio d'amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica.

Moavero riconfermato ministro per gli Affari europei
Enzo Moavero Milanesi è stato riconfermato nel ruolo di ministro per gli Affari europei. Romano di nascita ma lombardo di origini, 58 anni, Enzo Moavero Milanesi dopo una solida formazione in campo giuridico-internazionale e in particolare in diritto comunitario ed europeo, declina la sua carriera prevalentemente nell'ambito della Commissione Ue, dove nell'arco di 20 anni ricopre svariate cariche (capo di Gabinetto del vice Presidente; capo di Gabinetto del Commissario per il Mercato interno, per la Fiscalità e per la Concorrenza; direttore della Direzione Antitrust “Servizi”; segretario generale aggiunto della Commissione; direttore generale dei Policy Advisors del Presidente della Commissione, BEPA). Dal 2006 diventa giudice e quindi presidente di Sezione presso il Tribunale dell'Ue (Corte di giustizia dell'Ue), a Lussemburgo. In Italia ottiene il suo primo incarico governativo nella XI Legislatura, nel primo governo Amato, nel quale si è occupato di risanamento degli enti pubblici; in seguito, nel 1994, Carlo Azeglio Ciampi lo nomina sottosegretario agli Affari europei. Nel novembre 2011 Mario Monti lo chiama alla guida del dicastero per gli Affari Europei. Nel 2013 si candida alle elezioni politiche nella lista Con Monti per l'Italia nel Lazio per il Senato, ma non viene eletto. Il 30 marzo 2013 viene chiamato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a far parte del gruppo dei 10 saggi col compito di formulare proposte programmatiche in materia economico-sociale ed europea.

Delrio ministro per gli Affari regionali
Graziano Delrio è il nuovo ministro per gli Affari regionali. Nato nel 1960 a Reggio Emilia, Delrio è laureato in medicina, specializzato in endocrinologia. Ricercatore universitario con studi in Gran Bretagna e Israele. Con l'Associazione Giorgio La Pira, di cui è stato fondatore e presidente, ha promosso iniziative culturali e di solidarietà. E’ stato eletto in consiglio comunale nel 1999 e consigliere regionale nel 2000, diventando presidente della Commissione sanità e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Nel 2004 l'elezione a sindaco di Reggio Emilia con il 63% con l'Unione, e, durante il mandato, l'incarico di vicepresidente Anci con delega al welfare. Nel 2009 la riconferma con il 52,4%, l'incarico di vicepresidente Anci con delega al personale, poi alla finanza, quindi l'elezione a presidente al congresso Anci nell'ottobre 2011 a Brindisi. è presidente del comitato promotore della campagna per i diritti di cittadinanza “L'Italia sono anch'io”.

Franceschini ministro per i Rapporti con il Parlamento
Dario Franceschini è il nuovo ministro per i Rapporti con il Parlamento. Laureato in Giurisprudenza, Franceschini è nato a Ferrara nel 1958. Suo padre Giorgio, partigiano, fu eletto alla Camera nelle liste della Dc nelle elezioni politiche del 1953 e nel 1958. è stato segretario del Pd dal febbraio all'ottobre del 2009, dopo le dimissioni di Walter Veltroni. Dal 2009 al 2013 è capogruppo del partito alla Camera. Si iscrive alla Dc dopo l'elezione a segretario di Benigno Zaccagnini nel 1975. Nel 1980 diventa consigliere comunale di Ferrara e nel 1983 capogruppo consiliare. L'anno seguente entra nella Direzione nazionale del movimento giovanile Dc. Nel fase di trasformazione della Dc in Partito popolare si schiera a favore di una stabile alleanza tra centro e sinistra. Dopo un periodo trascorso nel movimento dei Cristiano sociali, ritorna nel Ppi di cui diventa vicesegretario dal 1997 al 1999. Entra nel secondo governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali, riconfermato poi dal successivo governo Amato. Nelle elezioni politiche del 2001 è eletto deputato, poi è tra i fondatori della Margherita. Rieletto deputato nel 2006, si dimette da coordinatore della Margherita ed è eletto presidente del gruppo dell'Ulivo a Montecitorio. Nel 2007, quando si fonda il Pd, Franceschini è eletto vicesegretario del partito. Nel 2009 si candidata alle primarie del Pd per l'elezione del segretario insieme a Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino, dove ottiene il 34%. Il 17 novembre 2009 viene eletto Presidente del Gruppo parlamentare del Pd alla Camera. Poi forma la componente Area democratica a cui aderiscono fra gli altri Piero Fassino, David Sassoli, Debora Serracchiani, Franco Marini, Antonello Soro, Sergio D'Antoni, Marina Sereni. Dal 2007 ha pubblicato tre romanzi per l'editore Bompiani.

De Girolamo ministro dell'Agricoltura
Nunzia De Girolamo è il nuovo ministro dell'Agricoltura. Nata a Benevento il 10 ottobre del 1975, dopo essersi diplomata presso il liceo classico Pietro Giannone di Benevento ha studiato Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma. Conseguita la laurea ha intrapreso la carriera forense come avvocato occupandosi di diritto civile, diritto del lavoro e diritto commerciale e bancario. Contemporaneamente alla pratica forense, ha collaborato con l'Università degli Studi del Sannio e con l'Università del Molise. Si impegna in politica diventando coordinatrice cittadina di Forza Italia a Benevento nell'ottobre 2007. Viene eletta deputato alla Camera dei Deputati nel 2008 nella lista del Popolo della libertà e confermata nel 2013. De Girolamo è anche componente del Consiglio Direttivo del Pdl alla Camera. Nelle sua biografia le prime due righe sono il suo programma: “La politica è passione, servizio per la collettività, perseguimento del bene comune... è l'arte di governare la società“. Il 23 dicembre 2011 si è sposata in municipio con il deputato del Partito Democratico, Francesco Boccia. Il 9 giugno 2012 la coppia ha avuto una bambina a cui è stato dato il nome di Gea.

Quagliariello ministro per le Riforme costituzionali
Gaetano Quagliariello è il nuovo ministro per le Riforme costituzionali. Nato a Napoli nel 1960, politico e docente, dopo la laurea in Scienze politiche intraprende la carriera universitaria ed oggi è professore ordinario di Storia dei partiti politici presso la Luiss di Roma. Quagliariello inizia la sua carriera politica in giovane età nel Partito Radicale, e negli Anni ottanta diventa segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale. Nel 1994 approda a Forza Italia. Sul suo passaggio di partito dichiara: “Gladstone nasce conservatore e diventa laburista, Churchill, il tory, ha un passato laburista. Il mio è un percorso tutto interno al liberalismo”. Tra il 2001 e il 2006 è stato consigliere per gli Affari Culturali del presidente del Senato, Marcello Pera. Sull'esperienza ha dichiarato: “Andare a lavorare con Pera è stata la svolta della mia vita. Prima ero un tranquillo professore”. Nel 2006 eletto senatore in Toscana, diventa membro della commissione Affari Costituzionali, l'anno seguente vota contro la modifica della Costituzione tesa a eliminare definitivamente la possibilità di far ricorso alla pena di morte “nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”. Confermato al Senato nel 2008, è componente della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà. Eletto senatore anche nell'ultima tornata elettorale, il 30 marzo 2013 viene chiamato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a far parte della commissione dei “saggi” per le riforme istituzionali.

Carlo Trigilia ministro per la Coesione territoriale
Carlo Trigilia è il nuovo ministro per la Coesione territoriale. Sociologo, Trigilia è professore ordinario di sociologia economica nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell'Università di Firenze. è presidente del corso di laurea in “Analisi e politiche dello sviluppo locale e regionale” (sede di Prato) e direttore del Centro Europeo di Studi sullo Sviluppo Locale e Regionale. Ha insegnato nelle Università di Palermo e di Trento ed è stato “Lauro De Bosis professor” presso la Harvard University. è socio del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali (Css). Collabora a “Il Sole 24ore”. Ha lavorato sulle origini e gli sviluppi più recenti della sociologia economica. è autore dell'Introduzione all'edizione italiana della “Storia Economica di Max Weber” (Donzelli, 1993; riedito nel 2007).

Josefa Idem ministro alle Pari opportunità
Josefa Idem è il nuovo ministro alle Pari opportunità. Nata nel 1964 a Goch, in Germania, il 23 settembre del 1964, naturalizzata italiana a partire dal 1990, nella specialità del kayak individuale vanta 35 medaglie tra Olimpiadi, mondiali ed europei. è la prima ed unica donna nella storia della canoa italiana che ha vinto un Campionato Mondiale e una Olimpiade. Smessa l'attività sportiva, ha rivolto il proprio interesse a livello civile e politico, soprattutto nella regione nella quale risiede ormai da anni, l'Emilia-Romagna, oltre che nella città di Ravenna. Il 2001 è l'anno della sua entrata in politica. Josefa Idem si candida per le liste dell'Ulivo e viene eletta al Comune di Ravenna, città nella quale risiede da anni, divenendo Assessore allo Sport. Mantiene la carica fino al 2007. Nel dicembre 2012 Josefa Idem si presenta alle primarie del Partito democratico, indette per scegliere i candidati al Parlamento italiano. Idem ottiene 9.382 preferenze, risultando la più votata in provincia di Ravenna con il 62% delle preferenze. Nelle elezioni dello scorso febbraio è stata eletta senatrice del Pd.

Cecile Kyenge ministro all'Integrazione
Cecile Kyenge è il nuovo ministro all'Integrazione. Medico oculista, 48 anni, congolese di nascita e modenese di adozione. Kyenge è il primo ministro di colore della storia della Repubblica italiana. Attivista per i diritti civili, deputata del Pd eletta nelle elezioni dello scorso febbraio, è stata anche consigliere provinciale a Modena e responsabile regionale delle politiche dell'immigrazione. E proprio i diritti dei migranti, i diritti umani e quelli di cittadinanza rappresentano l'ambito politico nel quale l'onorevole Kyenge si è spesa maggiormente negli ultimi anni. Nel 2011 organizzò lo sciopero dei migranti.

D'Alia ministro per P.A. e Semplificazione
Gianpiero D'Alia è il nuovo ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione. Nato a Messina il 22 settembre 1966, avvocato cassazionista, D'Alia è sposato, ha un figlio, ed è stato capogruppo Udc al Senato. Dopo diversi anni di impegno politico come amministratore comunale di Messina (dapprima come consigliere e successivamente, per due mandati, Assessore e vicesindaco), viene eletto alla Camera dei deputati per la prima volta nella XIV Legislatura (2001). Durante il mandato è stato segretario del Comitato per la legislazione e della Giunta per le elezioni. Nel governo Berlusconi III è stato Sottosegretario di Stato all'Interno, espresso dall'Udc. Riconfermato alla Camera nella legislatura successiva in virtù di una candidatura nella lista dell'Udc per la circoscrizione Sicilia 2. Nelle elezioni politiche del 2008 viene eletto al Senato della Repubblica. Diventa presidente del gruppo parlamentare Gruppo Udc, Svp e Autonomie. è stato inoltre membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (2008-2009). Nelle elezioni del febbraio 2013 è stato eletto alla Camera per Scelta Civica.

Patroni Griffi sottosegretario alla Presidenza
Filippo Patroni Griffi, ministro uscente della Pubblica amministrazione, è il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Nato a Napoli il 27 agosto 1955, ex Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Patroni Griffi, nel 1977, dopo aver svolto studi classici al Liceo statale Umberto I di Napoli, consegue, presso l'Università degli studi di Napoli, la laurea in Giurisprudenza svolgendo una tesi in Diritto amministrativo sulle partecipazioni statali. In passato è stato magistrato ordinario e referendario di Tribunale amministrativo regionale. Tra gli incarichi istituzionali ricoperti, è stato: segretario generale dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali; capo di gabinetto della Funzione pubblica con il Ministro Brunetta; Capo del Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio nel Governo Prodi; capo dell'ufficio legislativo della Funzione pubblica con i Ministri Cassese, Frattini, Motzo, Bassanini; capo di gabinetto del Ministro per le riforme istituzionali Amato; Capo del Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure. Autore di studi in materia di diritto e processo amministrativo, di organizzazione e di lavoro pubblico, è componente del comitato scientifico di riviste giuridiche ed è stato relatore per il Consiglio di Stato italiano in numerosi incontri internazionali tra Consigli di Stato e Corti amministrative supreme. è entrato a far parte del governo Monti come Ministro della Pubblica amministrazione.

Fonte: Asca
Governo Letta, ecco chi sono i 21 ministri
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