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Mafia: don Ciotti (Libera), rafforzare agenzia nazionale beni confiscati

«Rafforzare l‘agenzia nazionale dei beni confiscati. Piena attuazione dell‘albo degli amministratori. Garantire l‘accesso al credito per le cooperative di giovani. No alla vendita dei beni confiscati se non come ipotesi residuale, perché se non è residuale c‘è altro dietro». Sono alcune delle proposte presentate da don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera nel suo intervento di apertura al Conferenza Nazionale sui beni confiscati promossa da Libera che si è svolta oggi a Roma alla presenza di numerosi rappresentanti delle Istituzioni e di circa 400 realtà sociali non aderenti alla rete di Libera e che sono assegnatari di beni confiscati In Italia.

Percorsi: Mafia
Parole chiave: Libera (74), mafia (66), Luigi Ciotti (11)

Durante la Conferenza Libera ha presentato il primo censimento sulle buone prassi di utilizzo dei beni confiscati: sono 395 le realtà sociali censite non aderenti alla rete di Libera e che sono assegnatari di beni confiscati nel nostro Paese. Il 65,8% delle 395 realtà censite da Libera si trova nel Sud Italia, il 25% nel Nord e il 9% nel centro Italia. La regione con il maggior numero di esperienze positive è la Sicilia, con 99 buone prassi, seguita dalla Lombardia, con 75 realtà sociali, mentre terza è la Campania, con 64.

Per quanto riguarda gli ambiti di settore, nel 22% dei casi le realtà sociali operano in attività per minori, il 13,4% operano con diversamente abili, il 13% nel reinserimento lavorativo, il 5,8% con soggetti farmacodipendenti, il 4% con anziani e migranti e il 2,7% con donne soggette a violenza; il restante 29,6% operano in altri settori. Don Ciotti nel suo intervento, ricordando il Prefetto Fulvio Sodano scomparso il 27 febbraio, ha ribadito che “la confisca è lo strumento più valido per aggredire i patrimoni mafiosi. Abbiamo bisogno di una normativa senza inutili orpelli che la appesantiscano. Se non c’è uno scatto deciso anche contro la corruzione non andremo avanti, a volte si muore di troppa prudenza. La situazione del nostro Paese non può più attendere, è un problema di giustizia sociale. Secondo gli ultimi dati dell‘Agenzia nazionale Beni sequestrati riferiti al 7 gennaio 2013 sono 12.946 i beni confiscati in Italia, di cui 11.238 immobili e 1.708 aziende. Le prime sei regioni per presenza di beni confiscati sono: Sicilia con 5.515 beni; Campania, con 1.918; Calabria con 1.811; Lombardia con 1.186; Puglia con 1.126 e Lazio con 645. Durante la giornata Libera ha presentato anche due nuove campagne sui beni confiscati: “Libera il Welfare: i beni confiscati per l‘inclusione sociale” e “Impresa bene comune: il made in Italy dell‘antimafia”.

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