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Migranti morti in mare: Scalabriniani, «nessuno può fare più finta che non accadano»

Di 400 persone a bordo di un barcone affondato ieri sera a largo delle città di Zuwara, sulla costa libica, solo 201 sono state tratte in salvo, ma si teme che gli altri siano morti, intrappolati nello scafo affondato.

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Barca migranti (Foto Sir)

«Le ennesime tragedie del mare che le agenzie riportano ogni giorno, e ieri sera ancora una volta, sono, oltre a quanto già ribadito con sdegno da chiunque opera al fianco di migranti e rifugiati, un’offesa all’intelligenza di ogni essere umano. Nessuno può fare più finta che non accadano, nessuno può dire più: ‘Non lo sapevo’!». Così si è espresso padre Alessandro Gazzola, superiore generale dei Missionari di S. Carlo (Scalabriniani), apprendendo le ultime notizie arrivate ieri sera dalle acque di Zuwara, non lontano dalla Tunisia. «È urgente che tutti, soprattutto coloro che rivestono cariche istituzionali, mettano al centro della comune azione sociale e politica l’unicità e preziosità di ogni vita, facendo tutto il possibile, e una volta per tutte, affinché chi cerca un futuro e spesso un rifugio per se ed i propri cari possa trovarlo; che chiunque sceglie con dolore di lasciare la sua casa, perché non vede altre alternative, non debba perdere anche l’unica cosa rimasta, la sua stessa esistenza umana», ha aggiunto.

Fonte: Sir
Migranti morti in mare: Scalabriniani, «nessuno può fare più finta che non accadano»
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