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Strage infinita nel Canale Sicilia: i morti potrebbero essere più di 900

Sono sempre 24 le vittime recuperate e 28 i superstiti del naufragio di un barcone carico di migranti avvenuto la notte di sabato 18 aprile nel Canale di Sicilia, in quella che sembra essere la più grave tragedia dell'immigrazione mai avvenuta nel Mediterraneo.

Percorsi: Governo - Immigrati - Profughi
Parole chiave: Sbarchi (250), Triton (4)
Strage infinita nel Canale Sicilia: i morti potrebbero essere più di 900

Oltre 700 persone, infatti, sarebbero annegate nel rovesciamento del peschereccio avvenuto ad una settantina di miglia a nord dalle coste della Libia, poco prima che l'imbarcazione venisse raggiunta dal mercantile portoghese King Jacob. Ma alcune testimonianze dei pochi sopravvissuti al naufragio parlano addirittura di 950 persone a bordo del peschereccio, tra cui 200 donne e una cinquantina di bambini.

Alle operazioni di soccorso andate avanti ieri tutto il giorno, sotto il coordinamento del Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera, hanno partecipato 17 unità navali, tra mezzi della Marina Militare e della Guardia di Finanza impegnate nell'operazione Triton, così come dell'agenzia Frontex. Inoltre la zona è sorvolata da diversi mezzi aerei, mentre da Malta sono state inviate diverse imbarcazioni in soccorso.

L'allarme era scattato intorno alle 20,50 di sabato sera, quando una telefonata, partita da un telefono satellitare, segnalava la presenza di un barcone nel Canale di Sicilia, di fronte alle coste libiche. Una volta che il mercantile ha raggiunto la zona della segnalazione, i migranti, stipati all'inverosimile, hanno sbilanciato l'assetto del barcone, facendolo rovesciare.

Le salme recuperate sono state allineate sulla nave Gregoretti della Guardia Costiera, che nelle prossime ore, al termine delle operazioni di ricerca, dovrebbe fare rotta verso Catania, dove la procura ha aperto un fascicolo sul naufragio. La tragedia ha suscitato grande sconcerto a livello politico e istituzionale. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che era impegnato a Mantova per un incontro elettorale, ha cancellato gli impegni previsti per far rientro a Roma e seguire la vicenda. Durante il viaggio verso la Capitale, il premier ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Francois Hollande. Successivamente, alle, 17 Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi i ministri Paolo Gentiloni, Angelino Alfano, Roberta Pinotti e Graziano Delrio e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Marco Minniti.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella «segue con allarme» gli sviluppi delle operazioni di soccorso nel Canale si Sicilia, rimanendo in stretto contatto con Palazzo Chigi. Un appello alla Comunità internazionale è stato rivolto poi da Papa Francesco, che ha invitato ad «agire con decisione e rapidità» di fronte al moltiplicarsi delle tragedie nel Mar Mediterraneo. I migranti sono «uomini e donne come noi», ha dichiarato il Santo Padre di fronte a migliaia di fedeli a piazza San Pietro, lanciando un nuovo appello perché la comunità internazionale agisca «con decisione e rapidità per evitare che le tragedie si ripetano».

Hanno suscitato invece grosse polemiche i commenti del leader della Lega Nord Matteo Salvini, per il quale «i responsabili sono Renzi, Alfano, Boldrini e l'Europa». Salvini, da Belluno, ha spiegato: «Renzi, Alfano, Boldrini e l'Europa sono quelli che non fanno niente per bloccare le partenze dei profughi. Più ne partono, più ne muoiono». «Quello italiano è il Governo che aiuta gli scafisti», quindi «é il Governo degli scafisti». A livello internazionale, il presidente francese Hollande, che ha chiesto una riunione d'emergenza dei ministri degli Esteri, parlando a Canal Plus ha detto che «l'Unione europea deve rafforzare il numero di navi nell'operazione Triton».

Si è detta «profondamente frustrata», invece, la Commissione europea, che con un comunicato ha sollecitato «un'azione decisa» per far fronte al fenomeno migratorio: un problema che va affrontato «alla radice», con i Paesi di origine e transito. In una nota, poi, l'alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini ha detto che «è il momento per l'Ue di affrontare queste tragedie senza indugio», serve la condivisione della responsabilità tra tutti i 28 che «per troppo tempo è stata lasciata solo ai Paesi del sud». Mogherini ha anche annunciato la decisione «di mettere la questione delle migrazioni come un punto formale all'ordine del giorno del Consiglio Affari esteri convocato domani a Lussemburgo, dove andrò a presentare una serie di proposte per la Libia, una delle principali vie di traffico illegale di migranti».

Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr, affidando a twitter un suo commento alla tragedia, ha detto «è un'ecatombe all'uscio dell'Europa». «Da oltre un anno - ha aggiunto Sami - chiediamo un'operazione Mare Nostrum, ma non abbiamo avuto risposta». Anche in Sicilia questa nuova tragedia, l'ennesima nel Mediterraneo, ha suscitato grande sconcerto.

«Ci troviamo difronte a un esodo biblico. Il tema è senza precedenti nella storia. Mille morti in una notte solo una guerra li può causare», «Renzi deve richiedere un Consiglio d'Europa a Palermo sui temi dell'immigrazione», ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. «Prima l'operazione inutile di Frontex, ora le navi di Triton. L'Europa è totalmente latitante - ha aggiunto Crocetta -. Questi meccanismi sono totalmente insufficienti di fronte all'entità del fenomeno. Che la finiscano di dire che mancano i soldi. Siccome la questione riguarda la Sicilia e l'Italia, allora la guardano con sufficienza. A Oslo, a Berlino, il tema arriva dopo».

Per Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente dell'Ancisicilia, l'Europa deve smetterla «di comportarsi come Ponzio Pilato e di lavarsi le mani di fronte a queste stragi degli innocenti - ha detto il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando -. Bisogna cambiare immediatamente le regole dell'accoglienza dei migranti che favoriscono i mercanti di morte e persone senza scrupoli e bisogna abolire il permesso di soggiorno che è diventato uno strumento di tortura, creando un corridoio umanitario affinché questi disperati abbiamo una possibilità di sopravvivere».  

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