Lettere
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Famiglie numerose deluse da nuovo Isee

Dall'Associazione Famiglie numerose una lettera su luci (poche) e ombre (molte) del nuovo Isee varato dal governo.

Percorsi: Famiglia - Fisco - Welfare
Parole chiave: natalità (11)

Caro direttore,
in questi giorni il presidente del consiglio Enrico Letta ed ministro Enrico Giovannini hanno presentato il nuovo Isee come favorevole alle famiglie numerose. Siamo sinceri: le famiglie con più figli avevano riposto molte speranze nella revisione di questo strumento. Temiamo che rimarranno deluse. Crescerà – e molto – il dividendo: perché la casa sarà rivalutata ai fini Imu e nel computo del reddito entreranno, ad esempio, gli assegni familiari e i contributi erogati dai comuni per i bambini dati in affido alle nostre famiglie. Crescerà molto poco, invece, il divisore: la scala di equivalenza, infatti, è stata appena ritoccata, i nostri figli continueranno a valere molto meno di un punto.

Insomma, tutti si scopriranno più ricchi e, stando così le cose, dovranno pagare di più per usufruire di un servizio (mense, nidi, università etc..). Capiamo e condividiamo l’esigenza della lotta ai furbetti. Ma a nostro avviso questo Isee, così com’è, suona come un colpo basso sferrato anche verso chi, fino ad oggi, ha sempre mostrato ai Caf tutti i documenti. Tutto perduto? Forse no, se le amministrazioni a livello locale adotteranno nuove soglie per l’accesso ai servizi (in questo senso molto ci aspettiamo dal decreto attuativo del Mef). E se il governo, fra un anno, terrà conto di quanto emergerà dalla verifica della sperimentazione dell’Isee. Se si costituirà un gruppo di monitoraggio, noi ci candidiamo a farne parte.

Giuseppe e Raffaella Butturini
Presidenti Associazione Nazionale Famiglie Numerose

Quello che denunciate come Associazione famiglie numerose è il frutto di decenni di politiche sociali che hanno penalizzato le famiglie con figli, contribuendo in modo determinante al crollo della natalità che con 8,18 nati ogni mille abitanti colloca l’Italia al 192° posto nel mondo, superati solo da Giappone (7,64) e Hong Kong (7,42). Basti pensare che negli Stati Uniti (e non cito paesi del terzo mondo!) il tasso è del 14,0. E per passare all’Europa, in Francia è il 12,2, nel Regno Unito il 12,0, come in Norvegia. Anche la Cina, nonostante la perniciosa politica del figlio unico, di cui oggi cominciano a pentirsi, è ben sopra di noi (13,1). Per l’Isee c’è poi un’altra questione. In un paese come il nostro, dove l’evasione fiscale è ampiamente diffusa e i «furbetti» si annidano ovunque, c’è la quasi certezza che chi denuncia tutto, o perché onesto o perché costretto, venga ulteriormente penalizzato anche nell’accesso ai servizi sociali da chi evade le tasse.

Claudio Turrini

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