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Attacco Tunisi: Yeh Sheng-nan (nunzio), «vescovi e sacerdoti in visita alle vittime»

«Un attentato terroristico che non deve cancellare i progressi della Tunisia compiuti dalla sua primavera araba anche se quanto sta accadendo potrebbe indurre a pensare il contrario». È il commento al Sir di monsignor Thomas Yeh Sheng-nan, nunzio apostolico in Algeria e Tunisia, sull'attentato di ieri a Tunisi che ha provocato oltre venti vittime, tra cui alcuni italiani.

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«Ma il bilancio è provvisorio - spiega il nunzio - e non corrisponde alla realtà che forniscono i media. Purtroppo le vittime potrebbero essere di più e anche i feriti. Ci sono diversi morti anche tra i polacchi. Essere precisi in questo momento non è possibile». «I vescovi e i sacerdoti della Chiesa locale si stanno riunendo in queste ore per capire quanto è accaduto e per prestare conforto alle vittime e ai loro familiari. È probabile - aggiunge mons. Yeh Sheng-nan - che già entro oggi il vescovo di Tunisi farà visita ai feriti negli ospedali della città. Da parte nostra esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le persone colpite da questo atto insensato di violenza. La nostra vicinanza è quella di Papa Francesco». «Qui nel Maghreb la situazione è complicata. È noto, infatti, che solo dalla Tunisia siano partiti in tremila per combattere al fianco dello Stato islamico. Adesso, con la crisi libica, stiamo assistendo ad un deterioramento del quadro complessivo» dice il nunzio che conclude: «Abbiamo bisogno delle vostre preghiere».

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