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Assemblea Fism: «Le nostre scuole una risorsa per il territorio e le famiglie»

Una realtà educativa importante e indispensabile per la società toscana, frequentata da un bambino su cinque in età 3-6 anni, e che dà lavoro a 3.700 persone, ma che sta soffrendo gli effetti della crisi economica e demografica. Sono le scuole materne paritarie aderenti a Fism Toscana, che sabato 15 novembre terranno la loro assemblea regionale al Convitto della Calza di Firenze.

Percorsi: Fism - Imu - Scuola e università
Parole chiave: Scuole paritarie (135)

Ai lavori (previsti dalle 9 alle 13) prenderanno parte, tra i relatori, il presidente della Fism Toscana Leonardo Alessi; il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi; il vicario generale dell’Arcidiocesi di Firenze, monsignor Andrea Bellandi; Rosa De Pasquale, referente Usr per le scuole paritarie e il professor Franco Nembrini, fondatore e direttore della scuola «La Traccia» di Calcinate (Bg).

«Le scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata toscane rappresentano una risorsa fondamentale per il territorio e per le famiglie della nostra regione – premette Alessi –. Sono circa 340 scuole ed accolgono, complessivamente, circa il 20% dei bambini toscani dai 3 ai 6 anni. Nelle scuole paritarie della Toscana (comprendendo anche le scuole primarie e i 120 servizi 0-3 anni) sono impiegate circa 3.700 persone, tra insegnanti e personale amministrativo. Il sistema paritario costituisce quindi una fondamentale risorsa occupazionale con la specificità di essere, nella quasi totalità, occupazione femminile e con una elevata percentuale di giovani».

Il mondo della scuola non statale, però, non sfugge alla difficile situazione economica generale, aggravata dalla denatalità. Tali difficoltà gravano in maniera pesante sui servizi rischiando di comprometterne l’esistenza e la diffusione delle scuole sul territorio. «Lo strumento del “Buono Scuola”, avviato lo scorso anno scolastico 2013-14 dalla Regione Toscana e proseguito per l’anno in corso – sottolinea il presidente della Fism regionale – ha costituito un elemento di novità fondamentale ed un sostegno concreto per numerose famiglie. In questi primi due anni, quasi 10.000 famiglie toscane hanno fatto domanda per il buono scuola. Essendo famiglie che rientravano nelle fasce Isee previste dal bando, questo sottolinea come molti nuclei famigliari con redditi medio-bassi frequentino le scuole della rete paritaria e rende evidente sia la necessità di un sostegno, sia l’utilità che il provvedimento ha rappresentato. La Regione ha sostenuto questo strumento in maniera consistente, stanziando 3.5 milioni di euro nel biennio: è quindi fondamentale proseguire in un rapporto di collaborazione che valorizzi la totalità del sistema scolastico della fascia 3-6 anni come ricchezza del territorio e come possibilità per tutte le famiglie».

Un problema «non indifferente» per le scuole paritarie, però, resta quello dell’Imu. Al riguardo, la speranza è che «gli enti locali applichino con sempre maggiore convinzione il protocollo d’intesa Anci Toscana-Fism. L’accordo, firmato lo scorso aprile – ricorda Alessi – prevede una serie di azioni comuni e di aiuti che le amministrazioni comunali potranno dare, riguardo ad agevolazioni su tasse come l’Imu e la Tasi, alle scuole paritarie, proprio perché non chiudano come avvenuto quest’anno per dieci istituti non statali toscani».

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