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Salute mentale: in Toscana più di 90 mila anziani con demenza

A Firenze, il 23 e 24 settembre, corso formativo dedicato ai Medici di famiglia.Obiettivo: diffondere sul territorio la conoscenza del Piano Nazionale Demenze, favorendo una gestione appropriata di queste invalidanti patologie, che colpiscono 1,2 milioni di italiani, con costi socio-sanitari per 10-12 miliardi di Euro l’anno.

Percorsi: Anziani - Sanità - Toscana
Anziani e demenza senile (Foto Sir)

Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (la stima è di quasi 93.000 in Toscana) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione.

Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio. A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante «Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura», che arriverà a Firenze (presso il Grand Hotel Mediterraneo) il 23 e 24 settembre, a pochi giorni dalla celebrazione della XXIII Giornata mondiale dell’Alzheimer (21 settembre). L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell’anziano, prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Firenze parteciperanno 60 Medici di famiglia provenienti dalla Toscana, ma anche da Lazio ed Emilia Romagna.

Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento «Piano Nazionale Demenze» che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all'accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

«La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario», spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP. «Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a presentare il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista».

«In Toscana l’Agenzia Regionale di Sanità stima che vi siano oltre 90.000 persone over 65 affette da demenza e, solo lo scorso anno, si sono stimati più di 11.000 nuovi casi. Di questi, quasi il 54% è colpito da Alzheimer», dichiara Carlo Biagini, Presidente della Sezione Toscana AIP, Direttore U.O.C. Geriatria Ospedale San Jacopo e Responsabile del Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) della Provincia di Pistoia. «Con lo scopo di ottimizzare le risorse, nella nostra Regione è stato costituito un gruppo di lavoro coordinato dai responsabili dei settori ‘Organizzazione delle cure e Percorsi di cronicità’, e ‘Politiche per l’integrazione socio-sanitaria’. Al gruppo partecipano anche la sezione Toscana di AIP e dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA)».

«Con questo corso l’AIP Toscana, in linea con quanto fatto a livello regionale, si pone l’obiettivo di divulgare i contenuti del Piano Nazionale Demenze, che è stato formalmente recepito a febbraio 2015», prosegue Biagini. «Lo scopo è rendere il medico di famiglia sempre più conscio dell’importanza del suo ruolo nella diagnosi precoce e nella successiva gestione dei disturbi comportamentali grazie alla sua familiarità con il paziente. Durante i due giorni di corso verrà inoltre presentato il documento regionale di indirizzo, ‘Linee Guida Sindrome Demenza, Diagnosi e Trattamento’ che, redatto nel 2011 anche con il contributo dell’AIP Toscana, è stato recentemente aggiornato e pubblicato (febbraio 2016) sul Sistema Nazionale Linee Guida. Il documento, rivolto al Medico di Medicina Generale e ai servizi dove più si concentrano le competenze per le cure delle demenze, è dedicato alla prevenzione primaria e secondaria, alla diagnosi tempestiva della patologia e alla gestione della terapia farmacologica e psicosociale».

Fonte: Comunicato stampa
Salute mentale: in Toscana più di 90 mila anziani con demenza
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