Vita Chiesa
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Carmelitani scalzi: dopo il Capitolo generale, «tempo di mettersi in cammino»

«Fratelli, è davvero tempo di mettersi in cammino! Talvolta ci paralizza la paura del nuovo, dell’imprevisto. La strada è lunga e forse superiore alle nostre forze; perciò affrontiamola scalzi, come la Madre Teresa, perché questo ci assicura che non cammineremo da soli». È un passaggio del Documento conclusivo del 91° Capitolo generale dell’Odine dei Carmelitani scalzi, svoltosi dal 2 al 24 maggio ad Avila nel quinto centenario della nascita di santa Teresa.

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San Giovanni della Croce, fodatore dei Carmelitani scalzi

«Il presente documento - si legge nel testo reso noto dall’Ordine - raccoglie una sintesi dei lavori realizzati dai capitolari». Esso «è anche un invito rivolto a tutto l’Ordine affinché prosegua il cammino che in questi giorni, spronati dalle parole della santa Madre, abbiamo iniziato durante il Capitolo, convinti che è tempo di mettersi in cammino (parole pronunciate da santa Teresa prima di morire)». Poco oltre: «Fra le attese che Papa Francesco esprime nella sua Lettera a tutti i consacrati in occasione dell’anno della vita consacrata, troviamo la seguente: ‘Mi aspetto che ogni forma di vita consacrata si interroghi su quello che Dio e l’umanità di oggi domandano… Nessuno in questo Anno dovrebbe sottrarsi ad una seria verifica sulla sua presenza nella vita della Chiesa e sul suo modo di rispondere alle continue e nuove domande che si levano attorno a noi, al grido dei poveri’».

Quindi, «in quest’Anno della vita consacrata, che coincide provvidenzialmente con il quinto centenario della nascita di santa Teresa, ci sentiamo spronati dalla parola di Papa Francesco e vogliamo interrogarci sulla qualità del nostro servizio a Dio e agli uomini, nella fedeltà al carisma teresiano». E «rivedere la nostra vita alla luce dei segni dei tempi è un esercizio di fedeltà carismatica». «Tale revisione deve seguire, logicamente, alcuni criteri determinati», e «dobbiamo adempiere una serie di condizioni e requisiti: in primo luogo, l’adattamento all’ambiente in cui viviamo; in secondo luogo, la capacità di elaborare strategie per raggiungere i fini che ci si è proposti (raggiungimento della meta); in terzo luogo, il rispetto delle norme e dei ruoli che permettono l’integrazione della comunità, della Circoscrizione, dell’Ordine; infine, l’interiorizzazione di modelli culturali ed etici che motivano le persone». «Si tratta di concetti mutuati dalla sociologia, che dobbiamo spiegare più in dettaglio per poterli comprendere, prima di applicarli alla nostra vita di Carmelitani teresiani».

Fonte: Sir
Carmelitani scalzi: dopo il Capitolo generale, «tempo di mettersi in cammino»
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